La rete avrebbe dovuto seguire il presidente a New York per l’Assemblea generale dell’Onu e fornire immagini e audio all’intero corpo stampa. Dopo il bando di CNN, MS NOW e Politico, è un altro passo nello scontro con i media
La stretta di Trump contro i media non è finita. Dopo aver vietato l’accesso alla Casa Bianca a CNN, MS NOW e Politico, l’amministrazione ha escluso CNN anche dal turno di lunedì del pool televisivo presidenziale, gruppo ristretto di giornalisti e tecnici incaricato di seguire il presidente e fornire immagini e informazioni a tutte le testate.
Trump ha rotto in due giorni un meccanismo utilizzato da decenni dalle principali reti americane per garantire immagini e copertura del presidente all’intero corpo stampa.
CNN avrebbe dovuto assumere proprio oggi il ruolo di rete televisiva del pool e accompagnare Trump a New York in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ma nella programmazione inviata domenica sera dalla Casa Bianca non compare alcuna rete come principale TV pool.
Come squadra televisiva «secondaria» a Washington è stata indicata Hearst, proprietaria di emittenti locali in tutto il Paese, mentre per la trasferta a New York è stata designata Real America’s Voice, piccola rete schierata su posizioni favorevoli a Trump.
Il sistema che garantisce le immagini
L’esclusione va oltre il rapporto tra la Casa Bianca e CNN. Da decenni cinque grandi network – ABC, CBS, CNN, NBC e Fox News – si alternano nella responsabilità del pool televisivo. Quando gli spazi non consentono l’accesso a tutti i giornalisti, una sola squadra segue il presidente e mette immagini, audio e informazioni a disposizione dell’intero corpo stampa.
È questo sistema a consentire a televisioni locali, siti di quotidiani e media di tutto il mondo di utilizzare le immagini del presidente nell’ufficio Ovale, sull’Air Force One, durante gli incontri con i leader stranieri o nelle sessioni di domande e risposte con i giornalisti.
Ogni rete, nel proprio turno, mette a disposizione un operatore, un tecnico audio e un produttore o un reporter. CNN avrebbe dovuto svolgere questa funzione oggi, lunedì 21, durante il viaggio di Trump a New York. Già nel fine settimana era emerso che quello sarebbe stato il primo vero banco di prova del bando.
Dal bando ai giornalisti respinti
Lo scontro è esploso venerdì, quando Trump h annunciato di voler bandire CNN, MS NOW e Politico dalla Casa Bianca, accusandoli di diffondere «fake news». Sabato il provvedimento è diventato operativo: i giornalisti delle tre testate che si erano presentati per lavorare sono stati respinti e i loro pass disattivati.
Le tre organizzazioni hanno contestato la decisione e si preparano alla battaglia legale invocando le garanzie del Primo Emendamento. La White House Correspondents’ Association ha a sua volta condannato il provvedimento.
Trump, intanto, lunedì mattina ha rilanciato su Truth Social la notizia del bando alle tre testate.
CNN: «Un attacco illegale»
CNN ha assicurato che continuerà a seguire l’amministrazione indipendentemente dalle restrizioni all’accesso fisico alla Casa Bianca e agli altri edifici governativi.
La rete sostiene che il divieto sia un attacco illegale al diritto, garantito dalla Costituzione americana, di svolgere il proprio lavoro giornalistico senza interferenze da parte del governo.
Resta ora da capire come reagiranno ABC, CBS, NBC e Fox News, le altre quattro reti che partecipano alla rotazione. L’esclusione di CNN non riguarda infatti soltanto l’accesso di una singola testata alla Casa Bianca: mette in discussione un sistema attraverso il quale, da decenni, le immagini e le parole del presidente degli Stati Uniti vengono messe a disposizione dell’intera stampa.






























