Missione Hormuz, Macron annuncia una forza marittima guidata da Francia e Gran Bretagna con il sostegno di Italia e Olanda. Obiettivo: garantire la riapertura dello stretto dopo l’intesa tra Washington e Teheran
L’accordo tra Stati Uniti e Iran apre una nuova fase in Medio Oriente, ma anche una partita diplomatica sul ruolo che le potenze occidentali avranno nella sicurezza dello Stretto di Hormuz. A poche ore dall’apertura del G7 di Evian, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che Francia e Regno Unito sono pronti a guidare una missione internazionale con il sostegno di Italia e Olanda per accompagnare la riapertura della strategica via marittima.
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L’iniziativa rappresenta il primo tentativo europeo di ritagliarsi uno spazio dopo che il negoziato che ha portato al memorandum tra Washington e Teheran è stato condotto soprattutto dagli Stati Uniti con la mediazione di Pakistan e Qatar.
La proposta di Macron
Intervistato all’inizio del vertice di Evian, Macron ha spiegato che la missione potrebbe essere operativa in tempi molto rapidi.
«La Francia e la Gran Bretagna sono pronte a prendere la testa di una missione nello Stretto di Hormuz, con il sostegno di Olanda e Italia, con l’obiettivo di contribuire alla riapertura di questa via marittima una volta che l’accordo concluso fra gli Stati Uniti e l’Iran sia effettivamente applicato», ha dichiarato il presidente francese. Secondo l’Eliseo, il dispositivo potrebbe essere dispiegato «entro due o tre giorni».
Macron ha inoltre sottolineato che un’eventuale imposizione di pedaggi sul passaggio delle navi sarebbe «contraria al diritto internazionale».
Trump frena gli alleati
L’iniziativa europea sembra però non entusiasmare Washington. Durante il bilaterale con Emmanuel Macron a margine del G7, Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti non hanno bisogno di «molto aiuto» per garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Una dichiarazione che evidenzia come, nonostante il sostegno politico all’intesa con Teheran, restino differenze di approccio tra le due sponde dell’Atlantico sul ruolo che gli alleati dovranno avere nella gestione della sicurezza marittima nella regione.
Lo scontro sul futuro di Hormuz
Le parole del presidente francese arrivano mentre emergono interpretazioni divergenti sul contenuto dell’intesa raggiunta tra Washington e Teheran.
Secondo l’agenzia iraniana Fars, il memorandum riconoscerebbe la sovranità di Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz e prevederebbe per sessanta giorni il passaggio gratuito delle navi commerciali. Terminato quel periodo, Teheran punta a introdurre tariffe per i servizi di sicurezza, navigazione e assistenza marittima, trasformando il traffico nello stretto in una nuova fonte di entrate economiche.
La stessa fonte sostiene che il testo riconoscerebbe il diritto di Iran e Oman a determinare in futuro la gestione dei servizi marittimi nell’area. Una lettura che rischia di entrare in collisione con la posizione espressa da Macron e con il principio della libertà di navigazione sostenuto dalle potenze occidentali.
L’Europa prova a tornare protagonista
L’annuncio francese arriva dopo una giornata in cui i principali leader europei hanno accolto positivamente l’intesa tra Washington e Teheran. La premier Giorgia Meloni ha definito il memorandum «un’occasione di pace da cogliere», ringraziando in particolare Qatar e Pakistan per il lavoro di mediazione. Anche i vertici dell’Unione Europea hanno salutato favorevolmente l’accordo, definendolo una possibile svolta per la stabilità regionale e per l’economia globale.
Nella notte anche Francia, Germania, Regno Unito e Italia avevano ribadito che «l’Iran non deve mai acquisire armi nucleari». Aprendo però alla possibilità di revocare alcune sanzioni in presenza di passi concreti e verificabili sul programma nucleare.
Trump avverte Teheran
Se da una parte l’accordo apre alla de-escalation, dall’altra Washington mantiene alta la pressione. In un’intervista al New York Times, Trump ha avvertito che gli Stati Uniti sono pronti a riprendere gli attacchi militari contro l’Iran. Questo qualora non venga raggiunta entro sessanta giorni un’intesa definitiva sul nucleare. Il presidente americano ha inoltre ribadito che Hormuz dovrà restare aperto e libero da pedaggi.
Una tregua ancora tutta da costruire
La firma ufficiale dell’accordo è prevista venerdì in Svizzera, preceduta da colloqui preparatori tra delegazioni americane e iraniane a Doha. Nel frattempo restano aperti diversi fronti. Dal futuro del programma nucleare iraniano alla situazione in Libano, dove continuano a essere segnalati raid israeliani nel sud del Paese.































