15 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

15 Giu, 2026

Trump arriva al G7 e attacca l'immigrazione: «Se importi il Terzo mondo, lo diventi»

G7 Evian

Al via il G7 a Evian, il presidente americano Trump arriva accolto da Macron e rilancia contro l’immigrazione con un duro messaggio su Truth. Sul tavolo anche la crisi mediorientale e il traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz


È iniziato a Evian-les-Bains, sulle rive francesi del lago di Lemano, il vertice del G7 che per tre giorni riunirà i leader delle principali economie occidentali. Ma ancora prima dell’avvio ufficiale dei lavori, è stato Donald Trump a prendersi la scena con un messaggio pubblicato su Truth Social. Il presidente americano, atteso nel pomeriggio a Ginevra dove è stato accolto dal presidente francese Emmanuel Macron, ha lanciato un duro attacco alle politiche migratorie.

La stoccata di Trump sull’immigrazione

«Purtroppo, se importi persone dai Paesi del Terzo mondo, diventi rapidamente un Paese del Terzo mondo; e non c’è nulla che tu possa fare al riguardo», ha scritto Trump poco prima di partire per il vertice.

Parole che arrivano mentre il tema dell’immigrazione continua a occupare un posto centrale nel dibattito politico americano e in quello europeo e che rischiano di aggiungere tensione a un summit già segnato dalle crisi internazionali.

L’altro messaggio: Hormuz torna navigabile

Nel corso della giornata Trump è intervenuto anche sullo Stretto di Hormuz. «Le navi stanno iniziando a muoversi e a uscire dallo Stretto di Hormuz, molte delle quali cariche di petrolio», ha scritto il presidente americano. «Percorrono l’autostrada meridionale, un tragitto assolutamente sicuro, protetto e in condizioni impeccabili».

Il passaggio attraverso Hormuz è considerato cruciale per la stabilità dei mercati energetici. Resta uno dei temi più delicati sul tavolo dei leader del G7.

L’arrivo dei leader a Evian

Il primo a raggiungere la regione del vertice è stato il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, invitato ai lavori del summit. Nel corso della giornata sono arrivati anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.

Attesi poi il premier britannico Keir Starmer, il canadese Mark Carney, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier giapponese Sanae Takaichi.

In serata è previsto l’ingresso ufficiale dei leader all’Evian Resort, dove Macron e la moglie Brigitte riceveranno gli ospiti prima della cena di lavoro che aprirà formalmente il vertice.

Medio Oriente e sicurezza al centro del summit

Il G7 si apre in un clima internazionale particolarmente complesso. La situazione in Medio Oriente, le conseguenze economiche delle tensioni nell’area del Golfo, la sicurezza energetica e la gestione dei flussi migratori saranno tra i principali temi dell’agenda.

A margine del vertice non sono esclusi incontri bilaterali tra i leader. Tra quelli più attesi c’è un possibile faccia a faccia tra Macron e Trump, mentre per domani è previsto un incontro tra il presidente americano e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi.

Ancora prima dell’inizio ufficiale dei lavori, però, il messaggio di Trump sull’immigrazione ha già imposto il tono politico della riunione di Evian. Con il Medio Oriente sullo sfondo e il dossier Hormuz aperto, il vertice parte sotto il segno del presidente americano.

Il precedente del 2025: Trump lasciò il G7 per la crisi con l’Iran

L’arrivo di Donald Trump a Evian avviene con il dossier Iran ancora una volta al centro dell’agenda internazionale. Un anno fa, durante il G7 ospitato in Canada, il presidente americano lasciò il vertice con un giorno di anticipo mentre lo scontro tra Israele e Iran si aggravava rapidamente.

La Casa Bianca spiegò allora che il rientro anticipato negli Stati Uniti era legato agli sviluppi in Medio Oriente. Pochi giorni dopo, Trump autorizzò bombardamenti americani contro tre siti nucleari iraniani, sostenendo che l’obiettivo fosse distruggere la capacità di arricchimento dell’uranio di Teheran e fermare quella che definì una minaccia nucleare.

Scontri e proteste alla vigilia del vertice

L’avvio del G7 è stato preceduto da tensioni a Ginevra, dove migliaia di manifestanti sono scesi in piazza contro il summit.

Dopo una prima fase pacifica, alcuni gruppi hanno incendiato una Tesla, danneggiato le vetrate di un’agenzia delle Nazioni Unite e lanciato pietre contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni.

Le proteste, tradizionalmente legate ai vertici del G7, hanno preso di mira quelli che i manifestanti considerano simboli del capitalismo e della concentrazione del potere economico e politico. Le autorità svizzere avevano schierato centinaia di agenti antisommossa e blindato il centro città in previsione di possibili disordini.

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