16 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

15 Apr, 2026

Getta la moglie dal balcone e si uccide anche lui

Getta la moglie dal balcone e si uccide anche lui, la coppia era sposata da 25 anni e stava per separarsi


Un altro femminicidio, l’ennesimo, e sempre con lo stesso copione, che non ammette la possibilità di lasciare libera una donna di rifarsi una vita, che non ammette la fine di una storia o di un matrimonio. Stavolta è accaduto a Bisceglie, nel nord Barese: un uomo ha gettato la moglie dal balcone e poi si è suicidato lanciandosi anche lui nel vuoto. I due sono morti finendo sulla rampa del garage condominiale. Patrizia Lamanuzzi, 54 anni e Luigi Gentile, 61, erano sposati da 25 anni, avevano due figli e si stavano separando.
Secondo alcune testimonianze, l’omicidio-suicidio sarebbe stato preceduto da una violenta lite, ma non risultano denunce per violenza o maltrattamenti.

Prima le urla di aiuto della donna, poi il marito la getta di sotto e si suicida


Tutto accade intorno alle sette di mattina del 15 aprile. Prima, la discussione, forse più accesa del solito. Poi, la donna corre sul terrazzino, le grida disperate in cerca di aiuto. Subito dopo, il volo dal quinto piano. A spingerla giù, con ogni probabilità, suo marito, che subito dopo si suicida buttandosi di sotto anche lui.
Da quando la coppia aveva deciso di separarsi, le liti erano diventate via via più frequenti e violente: a raccontarlo ai carabinieri una vicina di casa. Secondo il racconto della donna ai militari, la coppia già da un paio di mesi non conviveva più nell’appartamento in cui aveva trascorso gran parte del matrimonio, mentre i figli vivevano già lontani dai genitori: uno a Trani, l’altro in Svizzera. Appena avvisati dell’accaduto, quello che vive a Trani è arrivato in pochi minuti, l’altro si è messo immediatamente in viaggio.

A giorni avrebbero dovuto firmare la separazione


Patrizia era impiegata in un negozio del centro commerciale di Molfetta, il marito era un agricoltore con un lavoro anche in una ferramenta. Tra i due i litigi si erano fatti sempre più accesi, fatti di insulti e urla.
«Lui aveva un caratteraccio, lei invece era una bella persona: aveva sempre il sorriso sulle labbra nonostante la situazione matrimoniale complessa», dice qualcuno accorso sul luogo dell’accaduto. «A giorni avrebbero dovuto firmare i documenti che avrebbero segnato la fine del matrimonio», aggiunge chi conosceva Patrizia. Che, qualche anno fa, su Facebook, postando una sua foto, scriveva: «Sono Patrizia. La vita è dura, ma lo sono anch’io. Non so cosa mi riserva la vita, non smetterò mai di amarla. Il meglio deve ancora venire». Quella che è arrivata, invece, è stata una fine atroce, preceduta da attimi di terrore e mesi di tensioni sempre più forti.

Nessuna denuncia pregressa, disposte le autopsie


A fare chiarezza su quanto accaduto saranno le indagini dei carabinieri, i primi a raggiungere la palazzina dopo l’omicidio-suicidio. Con loro, dopo qualche minuto, sono arrivati i medici e gli infermieri del 118. Il loro intervento però è stato inutile: i due erano già morti. La Procura di Trani ha disposto l’autopsia che sarà eseguita da Davide Ferorelli dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, dove sono stati portati i corpi.
Sotto sequestro sono stati posti l’auto del 61enne e l’appartamento in cui viveva la donna: qui tutto sembra essere in ordine e non ci sarebbe alcun segno di effrazione.

Del complicato momento di coppia, sarebbero stati a conoscenza, sembra, solo i parenti e gli amici più stretti. Mentre non ci sono segnalazioni di problematiche famigliari né negli uffici dei Servizi sociali del Comune né in caserma: nessuna denuncia, nessuna richiesta di aiuto è mai giunta al 112. «Sono incredula e mi mancano le parole», dice con un filo di voce una donna con i capelli raccolti e gli occhiali da sole. «Per un certo periodo – aggiunge – abbiamo lavorato assieme ed era straordinaria, una bella persona. Non mi sembra vero sia successo a lei». «Ciao cara cugina», il messaggio di un parente. «Riposa Patrizia, e che tu sia l’ultima di queste inspiegabili vite spezzate», la speranza di un utente social.

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