MILANO (ITALPRESS) – “Prontissima: non ci sono sfide facili in partenza, ma non sono spaventata. La affronterò con entusiasmo, ma anche con la giusta attenzione per fare meno errori possibile. Veniamo da un periodo difficile, la responsabilità che sento è tanta. Lavoreremo di squadra così tra quattro anni i ragazzi di oggi potranno vedere l’Italia al Mondiale”. Diana Bianchedi non vede l’ora di affrontare la sua prossima avventura. Giovanni Malagò, presidente della Figc, ha deciso di affidare a lei il ruolo di capodelegazione della Nazionale.
“Mancini e Ranieri? Li ho sentiti subito quando ero in Malesia via messaggio, sono stati super carini e ci siamo ripromessi di vederci, ma prima voglio incontrare Buonfiglio”. Sì perchè Bianchedi è vicepresidente vicaria del Coni e c’è una possibile incompatibilità da valutare. “Avrei voluto parlare con più calma con il presidente Luciano Buonfiglio, cosa che ho fatto appena atterrata – racconta alla “Gazzetta dello Sport” – Poco più di un anno fa mi ha scelta come vicepresidente vicaria, mi ha sorpreso e gli sono riconoscente. Nel tempo si è creato un rapporto solido, io e Buonfiglio ci siamo presi del tempo per approfondire cosa comporti quest’incarico, lo abbiamo fatto in questi giorni e lo faremo di persona quando rientrerà dai Giochi del Mediterraneo di Taranto, tra venerdì e sabato”.
“Esamineremo punto per punto ogni aspetto per capire insieme come procedere e se qualcosa non fosse compatibile con il mio ruolo di vicepresidente vicario apporteremo le opportune modifiche – prosegue Bianchedi – Siamo assolutamente allineati, vogliamo far sì che la proposta che mi è stata fatta sia un mezzo per unire lo sport, non una strumentalizzazione per dividere”.
Pensiero ribadito anche al “Corriere della Sera”: “è mia intenzione parlargli con calma, succederà nei prossimi giorni, e spiegargli che quando si tirano in campo i valori della maglia azzurra e quindi della squadra io sono super allineata con lui”. L’ex fiorettista vuole “unire il mondo del Coni e il mondo del calcio, perché la maglia azzurra è azzurra per tutti, è stato il mio sogno da bambina ed è lo stesso dei piccoli calciatori”. E per quanto riguarda il futuro del movimento, “io penso che sia necessario scavare poco poco. La passione per il calcio italiano contagia tutti e ha una tale forza che aiuta ogni storia di rinascita. Bisogna ripartire dai calciatori italiani, far ritrovare loro amore e passione. Che c’è, esiste, lo si è visto in questi giorni e in queste serate di vittorie e medaglie europee: è una sfida, ma io ci credo, che sia calcio o altri sport”.
-Foto IPA Agency-
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