14 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

14 Lug, 2026

La Coalizione dei Volenterosi accelera: verso l’Europa della difesa

I Volenterosi

A Parigi i Volenterosi rafforzano la cooperazione militare e varano una nuova coalizione per la difesa anti-missili balistici, un passo verso l’Europa della difesa comune


Nella cornice di una Parigi che si preparava a festeggiare la festa del 14 luglio, si è svolta presso l’Hôtel des Invalides la riunione della Coalizione dei Volenterosi, l’ormai consueto formato che riunisce tutti i Paesi che aiutano l’Ucraina nella sua difesa dall’invasione russa e che, come detto espressamente dal Presidente francese Emmanuel Macron già a lato del vertice Nato di Ankara, è pronto a fare il salto di qualità e a «programmare esercitazioni congiunte». Tanti, come di consueto, i leader dei Paesi occidentali presenti, a partire naturalmente dal Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, oltre al primo ministro britannico Keir Starmer e al Cancelliere tedesco Friedrich Merz, mentre per l’Italia ha presenziato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Macron e il nuovo ruolo dell’Europa della difesa

Prima del vertice, tuttavia, Emmanuel Macron ha tenuto il consueto discorso in occasione del tradizionale omaggio alle Forze Armate francesi, evento che precede di un giorno la sfilata militare della Festa Nazionale del 14 luglio. «L’Europa sta diventando una potenza», ha dichiarato l’inquilino dell’Eliseo in quello che è il suo ultimo discorso in tale occasione, «una realtà che si fonda sui suoi Stati membri e ne rispetta le decisioni sovrane, pur essendo determinata a difendersi e ad agire in modo unitario. Non è un’Europa definita dai nazionalismi che a lungo l’hanno logorata, bensì un’Europa che, coniugando i patriottismi dei suoi membri e agendo unita, ci rende tutti più forti».

Un discorso che voleva essere quasi programmatico, visto che, secondo Macron, «il messaggio che inviamo al mondo è questo: sì, la pace è il nostro obiettivo, sì, abbiamo a cuore la libertà e lo Stato di diritto. E sì, siamo pronti a batterci per difenderli: sempre, e anche al costo del sangue, se necessario». Per trasformare in pratica le parole del Presidente francese una maggiore integrazione nell’industria della difesa è d’obbligo.

Nasce la coalizione europea per la difesa anti-missili balistici

Ecco perché ieri, prima dell’inizio della riunione dei volenterosi, si è tenuto un altro consesso in cui è stata formalizzata la nascita della Coalizione per la difesa anti-missili balistici. Dieci i Paesi che ne fanno parte: Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Ucraina, Spagna, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia e Danimarca.

Gli obiettivi sono la creazione di un’architettura integrata per intercettare i missili balistici, che veda l’integrazione dell’esperienza sul campo accumulata dalle forze ucraine sotto i raid russi, oltre allo sviluppo di requisiti operativi unici, una ricerca industriale congiunta e allo scambio continuo di dati di intelligence.

Zelensky chiede più difesa aerea per l’Ucraina

Lo stesso Zelensky ha salutato l’evento in un post pubblicato sui social, nel quale, ringraziando Macron per il sostegno fornito, ha spiegato di aver «parlato in dettaglio della situazione al fronte e delle esigenze dell’Ucraina nel proteggere la popolazione dagli attacchi russi. È importante rafforzare l’Ucraina, potenziare le nostre difese aeree e accelerare lo sviluppo delle capacità antibalistiche europee. Lavoreremo su questo insieme ai nostri alleati».

Nel frattempo, il Regno Unito ha firmato ufficialmente oggi l’accordo per aderire allo Ukraine Support Loan, il maxiprestito europeo da 90 miliardi di euro destinato a Kiev, Londra verserà una quota finanziaria per coprire i costi degli interessi del prestito, calcolata in modo proporzionale al valore dei contratti che le aziende britanniche riusciranno ad aggiudicarsi.

Francia, Germania e Ue contro gli attacchi informatici russi

E mentre a Parigi si svolgeva la riunione dei volenterosi, la stessa capitale francese diventava teatro di un’altra iniziativa diplomatica contro Mosca. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha annunciato che la Francia convocherà nei prossimi giorni l’ambasciatore russo a Parigi e imporrà sanzioni a nove individui e quattro entità ritenuti responsabili di una vasta campagna di attacchi informatici rivolta contro diversi Paesi europei, tra cui la Francia stessa, e che Parigi attribuisce all’FSB, il servizio di sicurezza federale russo.

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Secondo Barrot, gli obiettivi erano ministeri, aziende e operatori di servizi, colpiti per raccogliere informazioni o sabotare operazioni, come nel caso della rete ferroviaria polacca. Anche la Germania ha agito in parallelo, giacché il ministero degli Esteri tedesco ha convocato l’ambasciatore russo a Berlino, Sergei Nechayev, in relazione a una presunta campagna informatica diretta contro la Germania, i partner Ue e l’Ucraina, definendo tali attacchi «inaccettabili» e promettendo una risposta «decisa», comprese ulteriori sanzioni.

Anche l’Ue si è mossa, con le misure adottate che colpiscono nove persone e quattro entità accusate di legami con una rete di spionaggio online che, secondo Bruxelles, ha preso di mira governi e condotto operazioni di sabotaggio contro infrastrutture critiche come centrali termiche ed elettriche dal lontano 2010. Il confronto con Mosca definirà ancora per lungo tempo la politica estera dell’Europa.

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