29 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

29 Giu, 2026

Trump, ecco il passaporto con il suo volto per i 250 anni degli Stati Uniti

Il nuovo passaporto Usa

Diffuse le immagini del Patriot Passport: 40 mila copie commemorative con il ritratto del presidente accanto alla Dichiarazione d’Indipendenza: «Benvenuti, ma comportatevi bene»


Figurine. Donald Trump mette la sua immagine anche sul passaporto degli Stati Uniti. È notizia nota già ma troppe cose si dicono e una volta dette, passano. La Casa Bianca invece ha diffuso le nuove immagini del “Patriot Passport”, un’edizione commemorativa realizzata per i 250 anni dell’indipendenza americana, con un ritratto del presidente stampato accanto alla Dichiarazione d’Indipendenza.

Il Dipartimento di Stato prevede di distribuirne 40 mila copie, disponibili dal 6 luglio alla Washington Passport Agency, fino a esaurimento. Il documento manterrà le normali funzioni e i requisiti di sicurezza di un passaporto americano, ma avrà una grafica speciale.

Il passaporto patriottico

Nella nuova versione, aperto in doppia pagina, il passaporto somiglia più a un volume celebrativo che a un documento di viaggio. Da una parte compare Trump in bianco e nero, piegato in avanti sullo sfondo della Dichiarazione d’Indipendenza, con la sua firma stampata sotto. Dall’altra c’è una riproduzione del dipinto di John Trumbull sulla nascita degli Stati Uniti, con i Padri fondatori riuniti attorno al documento del 1776.

Il presidente lo ha presentato su Truth Social come «il nuovo passaporto degli Usa», accompagnandolo con la frase: «Welcome, but be good!». Benvenuti, ma comportatevi bene. Che poi è un controsenso, non lo avranno mica gli stranieri ma chi, da tempo era venuto, bene.

Il 250° anniversario diventa marchio Trump

Il passaporto rientra nella più ampia macchina celebrativa per i 250 anni dell’indipendenza americana. Ma la scelta di inserire il volto del presidente in un documento federale riapre il tema della personalizzazione delle istituzioni durante il secondo mandato di Trump.

Negli ultimi mesi il nome, l’immagine o la firma del presidente sono comparsi in diversi programmi e iniziative pubbliche, dai conti di risparmio per bambini alle celebrazioni federali per l’anniversario. Un tentativo di legare il racconto della nazione alla figura del presidente in carica.

Gita a Washington con Trump

Scrive il presidente, ne riportiamo stralci. «Sono appena tornato da un sopralluogo tra statue, monumenti, fontane e, soprattutto, un vecchio e malridotto campo da golf situati in tutta Washington, D.C., la capitale della nostra Nazione. Quasi tutte le statue, i monumenti e le fontane sono stati completamente ristrutturati e restaurati e, dopo anni di graffiti, abusi e vandalismi, sono tornati in condizioni perfette. Sono davvero bellissimi, persino più belli del giorno in cui furono costruiti.

«Anche la Reflecting Pool è di nuovo pienamente funzionante dopo aver subito gravi danni da parte di vandali criminali della sinistra radicale (…). Non aveva mai funzionato correttamente fino alla scorsa settimana e, subito dopo il 4 luglio, quando svuoteremo la vasca per riparare i danni causati da questi “animali”, tornerà di nuovo perfetta.

Nel frattempo funziona bene, le alghe provocate criminalmente sono scomparse e l’erba, che era stata distrutta, sarà sostituita a breve.

È stata splendida anche la visita a Lafayette Park, di fronte all’ingresso principale della Casa Bianca, i cui lavori sono ormai completati salvo la sostituzione di alcune delle pavimentazioni originali. Lafayette Park non era così bello dalla sua inaugurazione nel 1820» (…)

L’aspetto più importante della visita di oggi, però, è stato il sopralluogo con il Segretario degli Interni, il suo staff, me e i miei collaboratori, al campo da golf East Potomac Golf Links, ormai fatiscente, usurato, pericoloso e completamente superato. Con noi c’erano Tom Fazio, il grande architetto di campi da golf, e suo figlio Gavin. Al termine dell’ispezione abbiamo deciso che, in questo luogo straordinario, circondato dall’acqua e con una vista impareggiabile sui monumenti di Washington, costruiremo uno dei più grandi campi da golf del mondo, che sarà anche aperto al pubblico. Grazie per l’attenzione».

Il precedente del Kennedy Center

La nuova iniziativa arriva dopo altri tentativi di imprimere il marchio Trump su luoghi e programmi federali. Tra questi anche il Kennedy Center, dal cui il nome del presidente è stato poi rimosso dopo l’intervento di un giudice federale, che ha stabilito che i suoi alleati non avevano l’autorità legale per rinominarlo.

Il “Patriot Passport” diventa così un altro tassello della stessa strategia: trasformare il 250° anniversario degli Stati Uniti in una grande celebrazione nazionale. Un simbolo di chi come Trump, si trova a rappresentare l’America, proprio nel giorno della sua indipendenza. Ha già annunciato che sarà una grande festa. Metterà la sua Playlist. Su le mani. Mani in alto.

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