Il fondatore di Microsoft depone a porte chiuse davanti alla Commissione di vigilanza della Camera. Ammette l’errore di aver frequentato Jeffrey Epstein ma sostiene di non aver mai avuto conoscenza delle sue attività criminali
Bill Gates ha dichiarato di non aver mai molestato nessuna ragazza nell’ambito dei suoi rapporti con il pedofilo Jeffrey Epstein.
Il miliardario è comparso davanti alla Commissione di vigilanza della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per chiarire i legami con il finanziere morto nel 2019. «Non avrei mai dovuto incontrare Epstein», ha ammesso Gates nella sua testimonianza a porte chiuse a Capitol Hill.
LEGGI Musk, Altman e Thiel: chi sono i tecnobaroni dell’AI che vogliono il potere
«Non ho mai assistito a comportamenti criminali»
«Alla luce di ciò che so oggi, capisco che se anche avesse procurato i donatori promessi alla Fondazione Gates questo non avrebbe giustificato il fatto di essere associati a lui», ha dichiarato il fondatore di Microsoft. Gates ha ribadito di «non aver mai assistito a comportamenti criminali di Epstein, né avuto alcun indizio che fosse coinvolto in attività illecite».
Ha inoltre sottolineato di non essere mai stato sull’isola privata del finanziere, nel suo ranch o nella sua villa in Florida. «Non ho mai fatto del male a nessuno. Sebbene lui abbia cercato di instaurare un rapporto personale, io non ne sono mai stato interessato né ho mai ricambiato tale interesse», ha aggiunto.
Come nasce il rapporto con Epstein
Secondo quanto riferito durante la deposizione, Gates conobbe Epstein nel 2011. Il finanziere gli avrebbe promesso di contribuire alla raccolta di miliardi di dollari per le iniziative della Fondazione Gates dedicate alla salute globale. «Ricordo di essere stato a conoscenza dei precedenti penali di Epstein, ma non comprendevo appieno la portata dei crimini commessi», ha spiegato. «Ho accettato che si presentasse a me senza fare le verifiche che avrei dovuto».
Il fondatore di Microsoft ha descritto i contatti con Epstein come limitati e ha sostenuto che il rapporto si sia interrotto definitivamente nel dicembre 2014.
Le pressioni sulla vita privata
Nel corso della testimonianza Gates ha raccontato che Epstein sarebbe venuto a conoscenza di informazioni riservate sulla sua vita privata, comprese alcune relazioni extraconiugali.
«Queste relazioni non avevano nulla a che fare con i miei rapporti con Epstein, ma sono state dolorose per la mia famiglia», ha affermato.
Secondo Gates, il finanziere avrebbe tentato di utilizzare quelle informazioni, insieme a «numerose menzogne», per convincerlo a riallacciare i rapporti. «Non ebbe successo in questo tentativo, ma dimostra alcuni dei modi in cui cercò di sfruttare le sue interazioni con me per portare avanti i propri scopi», ha dichiarato.
Perché Gates è stato convocato
Il presidente della Commissione di vigilanza della Camera, il deputato repubblicano James Comer, aveva richiesto formalmente la testimonianza di Gates dopo che il suo nome era comparso più volte nei documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia sul caso Epstein. Su Gates non sono emersi elementi che lo colleghino ai reati per i quali Epstein è stato condannato. Tuttavia il rapporto tra i due continua a essere oggetto di attenzione da parte del Congresso e dell’opinione pubblica americana.
































