Il presidente americano rivela di aver chiesto a Netanyahu di rinunciare a un grande attacco sulla capitale libanese. Poche ore dopo l’annuncio, la tregua tra Israele e Hezbollah è diventata come tutte le tregue di questa guerra. Poco seria, fragile, mentitrice
Trump, non subito ma poi si è accorto che l’Iran aveva interrotto lo scambio di messaggi che va avanti da settimane e minacciato di chiudere Hormuz se non fossero cessate le bombe in Libano.
Quindi è intervenuto e annunciato su Truth che Israele e Hezbollah hanno accettato di sospendere gli attacchi. Aggiungendo che un accordo con l’Iran per l’estensione della tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe arrivare già la prossima settimana.
«Ho avuto una conversazione oggi con Bibi Netanyahu, chiedendogli di non procedere con un grande raid su Beirut, in Libano. Ha fatto tornare indietro le sue truppe. Grazie, Bibi! Ho avuto anche una conversazione con rappresentanti dei leader di Hezbollah, e hanno accettato di smettere di sparare contro Israele e i suoi soldati. Allo stesso modo, Israele ha accettato di smettere di sparare contro di loro. Vediamo quanto durerà. Speriamo che sia per l’ETERNITÀ!

Il Consiglio di Sicurezza Onu era isolato dagli Stati Uniti. Tutti gli altri membri chiedevano a Israele di ritirarsi dal Libano meridionale e di non allargare il conflitto. Ma non hanno smesso di sparare. Poche ore dopo l’annuncio, la tregua tra Israele e Hezbollah è diventata come tutte le tregue di questa guerra. Poco seria, fragile, mentitrice.
Sviluppi militari
Nella notte l’esercito israeliano ha riferito di aver intercettato due missili provenienti dal Libano dopo l’attivazione delle sirene nel nord del Paese. Hezbollah ha successivamente rivendicato una serie di attacchi contro obiettivi israeliani nel Libano meridionale, sostenendo di aver colpito carri armati Merkava con missili guidati e lanci di razzi e artiglieria contro le forze dell’Idf.
Secondo l’agenzia ufficiale libanese Ani, durante la notte raid israeliani hanno colpito diverse località del sud del Libano, mentre una forte esplosione è stata avvertita nell’area di Debbine.
Diplomazia
La crisi rischia di travolgere anche il delicato negoziato tra Washington e Teheran. Nelle ore precedenti l’annuncio di Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva minacciato un attacco imminente contro Beirut in risposta agli attacchi di Hezbollah. Teheran aveva reagito sospendendo le trattative con gli Stati Uniti e minacciando nuove misure sul traffico marittimo strategico, compresi Hormuz e Bab el-Mandeb.
Trump continua però a mostrarsi ottimista e, in un’intervista ad Abc, ha sostenuto che un’intesa con l’Iran potrebbe arrivare già entro pochi giorni. «Un accordo di pace potrebbe essere persino migliore di una vittoria militare», ha affermato il presidente americano.
Dichiarazioni politiche
Da Teheran il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che guida anche il negoziato con Washington, ha lanciato un avvertimento a Israele.
In un messaggio pubblicato su X ha dichiarato che, se «i crimini del regime sionista in Libano» dovessero continuare, l’Iran non solo interromperà il dialogo ma si opporrà «con fermezza».
Netanyahu, dal canto suo, aveva già avvertito che l’esercito israeliano avrebbe colpito Beirut in caso di nuovi attacchi da parte di Hezbollah.
Conseguenze internazionali
La partita va ben oltre il confine tra Israele e Libano. Un fallimento della tregua Israele Hezbollah rischierebbe infatti di compromettere anche il negoziato sul programma nucleare iraniano e la riapertura stabile dello Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il commercio energetico mondiale. Per questo la Casa Bianca sta cercando di trasformare il cessate il fuoco annunciato da Trump in una più ampia intesa regionale. Ma gli eventi delle ultime ore mostrano quanto il terreno resti instabile.






























