Israele e Russia nel nuovo rapporto dell’Onu che denuncia violenze sessuali legate ai conflitti in Ucraina e nei Territori palestinesi. Tel Aviv respinge le accuse e annuncia la rottura dei rapporti con il segretario generale António Guterres
Le forze di sicurezza israeliane e russe sono state inserite nella lista nera delle Nazioni Unite per le violenze sessuali nei conflitti armati. La decisione, contenuta nel nuovo rapporto annuale del segretario generale António Guterres, arriva dopo mesi di avvertimenti e rischia di aprire un nuovo scontro diplomatico tra Israele e Palazzo di Vetro.
La decisione dell’Onu
Secondo il rapporto visionato dall’Afp, le Nazioni Unite hanno continuato a documentare episodi di violenza sessuale legati ai conflitti in Ucraina e nei Territori palestinesi occupati. Già nell’agosto scorso Guterres aveva avvertito sia Israele sia la Russia del rischio di un inserimento nella blacklist, ma le verifiche successive hanno portato alla decisione definitiva.
Nel documento si parla in particolare di accuse relative a violenze e abusi commessi contro detenuti e prigionieri nell’ambito dei due conflitti.
Israele rompe con il segretario generale
La reazione di Israele è stata immediata. L’ambasciatore israeliano all’Onu, Danny Danon, ha annunciato che il suo Paese interromperà i rapporti con il segretario generale António Guterres e con il suo ufficio. Danon ha definito la decisione «scollegata dai fatti e dalla realtà» e ha accusato il numero uno delle Nazioni Unite di ignorare le spiegazioni fornite da Israele. «Mettere Israele e i terroristi di Hamas nella stessa lista è inaccettabile», ha dichiarato.
La decisione aggrava ulteriormente i rapporti già difficili tra Israele e Nazioni Unite. Le tensioni si erano intensificate dopo la guerra di Gaza e nell’ottobre 2024 Israele aveva dichiarato António Guterres persona non grata. Ora l’inclusione nella blacklist delle violenze sessuali apre un nuovo capitolo dello scontro diplomatico tra Tel Aviv e il Palazzo di Vetro.
Le accuse sui detenuti palestinesi
L’inserimento di Israele arriva mentre continua il dibattito internazionale sulle condizioni dei detenuti palestinesi. Nella lettera inviata alle autorità israeliane, Guterres sostiene che nell’ultimo anno è stato verificato un «numero crescente di casi» di violenza sessuale contro detenuti palestinesi.
Il segretario generale riconosce che Israele ha collaborato con gli organismi dell’Onu. Ma anche che non siano state adottate misure sufficienti per prevenire nuovi episodi, come un maggiore sistema di controlli e supervisione.
Mosca nella blacklist per l’Ucraina
Anche la Russia entra nella lista nera per le accuse legate alla guerra in Ucraina. Secondo le Nazioni Unite, continuano a emergere casi di violenze sessuali riconducibili al conflitto iniziato con l’invasione russa del febbraio 2022. Nonostante i ripetuti richiami rivolti a Mosca negli ultimi anni.
































