Sui social vortice di teorie e complotti sull’attentato a Trump, tra accuse di messinscena e informazioni non verificate
Dopo gli spari alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, il caos dall’hotel Washington Hilton si sposta online. Da qualche giorno nel mondo in Rete, influencer, tiktoker, Maga, youtubers e maghetti, avevano iniziato a divulgare rumors dul primo attentato a Trump, quello dell’orecchio. Foto nerd e tutto il necessario a provare che sarebbe stato architettato per far guadagnare a Trump una parte di elettori. Quella che crede dei miracoli.
Il quarto attentato, di fronte ai giornalisti, desta ancora più sospetti. Nel giro di pochi minuti social e piattaforme sono stati invasi da teorie, accuse e ricostruzioni senza prove. Succede sempre questo. Succede quando c’è un vuoto di informazioni immediate. È in quello spazio che nascono i complotti.
La valanga di teorie complottiste
La parola “staged”, inscenato, è diventata virale in poche ore. Secondo i dati di TweetBinder, oltre 300 mila post su X hanno rilanciato l’idea che l’attacco fosse una messinscena, orchestrata per distrarre l’opinione pubblica o rafforzare la posizione politica di Donald Trump. E poi ora c’è l’intelligenza artificiale che manipola contenuti, immagini, punti di vista, pensieri, opinioni. Alcuni utenti hanno cercato di collegare l’attentatore a cause politiche o internazionali, ma con pochi riscontri. Anche media vicini alla propaganda russa hanno amplificato alcune di queste versioni. E l’Iran, anche per loro si è trattato di una messinscena.
La disinformazione corre più veloce dei fatti
Il fenomeno segue uno schema ormai ricorrente: notizia, vuoto informativo, esplosione di teorie. «Le persone cercano conferme a ciò che vogliono credere, non informazioni affidabili», spiega al New York Times Cliff Lampe, professore alla University of Michigan. «Si entra in una spirale di dettagli, immagini, confronti, che costruiscono una realtà alternativa».
Nel frattempo, anche informazioni false si diffondono rapidamente. Tra le più condivise, quella secondo cui l’attentatore sarebbe stato ucciso sul posto. In realtà è stato arrestato. Ma le correzioni hanno avuto meno visibilità dei post iniziali.
«I rumor viaggiano velocissimi, correggerli richiede tempo», sottolinea Amanda Crawford, studiosa dei media e della copertura delle sparatorie. Il risultato è un flusso continuo di versioni parallele, che possono durare giorni o settimane, anche quando emergono elementi più solidi.
Il ruolo degli influencer
A spingere la diffusione delle teorie non è solo convinzione ideologica. C’è anche una logica di visibilità e guadagno.
Sulle piattaforme che premiano l’engagement, pubblicare contenuti virali anche non verificati significa ottenere più follower e maggiori entrate. Alcuni influencer hanno condiviso teorie complottiste salvo poi smentirle nello stesso post, dopo aver già ottenuto centinaia di migliaia di visualizzazioni.
Trump e la narrazione online
A differenza di altri leader, Trump partecipa attivamente alla costruzione della narrazione online. Dopo l’attacco ha rilanciato il tema della sicurezza e del progetto di una nuova sala alla Casa Bianca, proposta ripresa e amplificata da numerosi influencer vicini alla destra americana. “Se ci fosse la mia Sala da Ballo non sarei costretto a recarmi agli eventi, posti che non sono sicuri”, ha detto Trump. Sarebbero gli eventi ad andare da lui.
E così, mentre le indagini proseguono, la battaglia non è più per la verità, ma per chi ne trova una soddisfacente. Che torni. Credibile o fantastica, per più persone possibili e al più presto.
“Quello che è successo ieri sera è esattamente il motivo per cui il nostro grande Esercito, il Secret Service, le forze dell’ordine e, per ragioni diverse, ogni Presidente negli ultimi 150 anni, chiedono da tempo la costruzione di una grande sala da ballo sicura e protetta all’interno della Casa Bianca.
La sala da ballo militare top secret attualmente in costruzione alla Casa Bianca. Pur essendo bellissima, dispone dei più alti livelli di sicurezza esistenti e, inoltre, non ci sono stanze sovrastanti da cui persone non autorizzate possano accedere. Si trova all’interno del perimetro dell’edificio più sicuro al mondo, la Casa Bianca.
La ridicola causa legale sulla sala da ballo, intentata da una donna che portava a spasso il cane, non ha alcun titolo. Nulla deve interferire con la sua costruzione, che è nei tempi previsti e ampiamente in anticipo sul programma”. Nelle foto l’uomo, presunto, attentatore fermato nell’Hotel.





















