12 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

21 Apr, 2026

L'Iran non sarà ai colloqui in Pakistan: «Colloqui inutili». Gli Usa rinviano il viaggio di Vance

Islamabad il giorno del secondo round di negoziati

Il viaggio del vicepresidente Usa JD Vance a Islamabad è stato rinviato a tempo indeterminato mentre l’Iran si sfila dai colloqui: il canale diplomatico tra Washington e Teheran si blocca


Il viaggio del vicepresidente americano JD Vance in Pakistan è stato rinviato a tempo indeterminato. Lo riporta Axios citando fonti americane, mentre anche il New York Times conferma che la missione è stata sospesa dopo il mancato riscontro dell’Iran alle proposte negoziali degli Stati Uniti. Ufficialmente il viaggio non è cancellato, ma senza segnali da Teheran resta fermo.

L’Iran ha deciso di non partecipare ai negoziati previsti a Islamabad. Secondo l’agenzia Tasnim, la delegazione iraniana ha comunicato agli Stati Uniti, tramite un intermediario pakistano, che non prenderà parte all’incontro di mercoledì. Alla base della scelta, “richieste eccessive” da parte americana e l’assenza di “progressi significativi”, elementi che rendono i colloqui “una perdita di tempo”.

Trump ha prorogato unilateralmente il cessate il fuoco.

“Ho ordinato alle nostre Forze armate di continuare il blocco e di rimanere pronte e operative, e quindi estenderò il cessate il fuoco fino a quando tale proposta non sarà presentata e le discussioni concluse, in un modo o nell’altro”, ha scritto il presidente Usa su Truth.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

Casa Bianca in movimento, Vance resta a Washington

Vance è rimasto negli Stati Uniti e partecipa a riunioni alla Casa Bianca, secondo quanto riportato da Cnn. Anche altri emissari chiave, come Steve Witkoff e Jared Kushner, non sono partiti: l’aereo che avrebbe dovuto portarli verso Europa e Pakistan ha cambiato rotta dirigendosi a Washington. Secondo Axios potrebbero essere diretti a un incontro con Donald Trump.

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Trump alza la pressione su Teheran

Il presidente americano ha ribadito la linea dura: “L’Iran non ha altra scelta che fare un accordo”, ha detto, avvertendo che gli Stati Uniti sono pronti a colpire di nuovo in caso di fallimento dei negoziati. Trump ha anche escluso di voler prolungare il cessate il fuoco, sottolineando che “non c’è molto tempo”.

Pakistan in attesa, tregua appesa ai colloqui

Islamabad resta in attesa di una conferma ufficiale da parte iraniana, mentre il fragile cessate il fuoco potrebbe scadere a breve. Il ministro dell’Informazione pakistano Attaullah Tarar ha definito “cruciale” la partecipazione di Teheran ai colloqui prima della fine della tregua di due settimane.

L’Europa prepara nuove sanzioni su Hormuz

Sul fronte europeo, l’alto rappresentante Kaja Kallas ha annunciato un accordo politico per nuove sanzioni contro chi ostacola la navigazione nello Stretto di Hormuz. Le misure potrebbero essere formalizzate nel prossimo Consiglio Affari esteri.

Petroliera iraniana rompe il blocco Usa

Secondo l’agenzia Tasnim, la nave è rientrata in Iran e dovrebbe raggiungere l’isola di Kharg nelle prossime ore. Era partita a fine marzo verso l’Indonesia, dove aveva scaricato due milioni di barili di greggio. Il passaggio attraverso Hormuz rappresenta una violazione diretta del blocco imposto da Washington.

Teheran: “Non ci piegheremo alle minacce”

I vertici militari iraniani avvertono che qualsiasi azione americana sarà seguita da una risposta “decisa e immediata”. Il comandante Ali Abdollahi parla apertamente di superiorità operativa e accusa gli Stati Uniti di costruire “false narrazioni” sulla guerra. Anche sul caso della nave Touska, sequestrata nei giorni scorsi, Teheran insiste: “È pirateria” e chiede il rilascio immediato della nave e dell’equipaggio. È uno dei nodi più delicati del confronto.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ribadisce la linea dura: “Non ci sottometteremo alla forza”. Parole che arrivano dopo le minacce di Trump di colpire infrastrutture civili in caso di mancato accordo. Anche i vertici militari iraniani rafforzano il messaggio, sostenendo che il Paese è pronto a difendersi e respingendo la narrativa americana di una guerra già vinta.

Il post del giorno di Trump

“Sulla base del fatto che il Governo dell’Iran è seriamente frammentato, come non inaspettato, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif, ci è stato chiesto di sospendere il nostro attacco al Paese dell’Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non saranno in grado di presentare una proposta unitaria. Ho pertanto ordinato alle nostre Forze armate di continuare il blocco e, sotto ogni altro aspetto, di rimanere pronte e operative, e quindi estenderò il cessate il fuoco fino a quando tale proposta non sarà presentata e le discussioni concluse, in un modo o nell’altro”.

Energia e voli sotto pressione

La crisi si riflette anche sull’economia globale. Il caro carburante spinge governi e compagnie a muoversi: la Germania convoca il Consiglio di sicurezza nazionale sull’energia, mentre alcune compagnie aeree iniziano ad aumentare i supplementi carburante sui voli internazionali.

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