Voli cancellati, sul risarcimento l’Ue fa chiarezza: niente compensazioni per carenza di carburante, ma sì se i voli saltano per il caro jet fuel
La carenza di carburante è “circostanza straordinaria” e non dà automaticamente diritto al risarcimento, ma se un volo viene cancellato per il caro jet fuel i passeggeri devono essere indennizzati: l’Ue mette ordine tra diritti e crisi energetica.
Quando non scatta il risarcimento
La mancanza di jet fuel viene considerata dall’Unione europea una “circostanza straordinaria” e quindi non comporta necessariamente il diritto al risarcimento in caso di cancellazione del volo. È quanto emerge dalle dichiarazioni del commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas dopo la videocall dei ministri dei 27. Il punto è chiaro: se il problema è oggettivo e fuori dal controllo delle compagnie, il rimborso può non essere dovuto.
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Caro carburante: qui invece i passeggeri vanno pagati
Diverso il caso in cui i voli vengano cancellati per l’aumento dei prezzi del carburante. In questo scenario non si parla di circostanza straordinaria e quindi il diritto al risarcimento resta. “Se le compagnie hanno cancellato dei voli non è stato per la mancanza di jet fuel, ma per l’impennata dei prezzi”, ha spiegato Tzitzikostas, sottolineando che le due situazioni non vanno confuse.
Nessuna emergenza immediata sui voli
Secondo Bruxelles, almeno per ora, non ci sono segnali di una crisi sistemica. “Il mercato gestisce la pressione e non ci sono indicazioni di ammanchi veri e propri”, ha detto il commissario, aggiungendo che non si prevedono “massicce cancellazioni di voli nelle prossime settimane”. L’Ue ricorda anche di avere scorte di emergenza pronte a essere utilizzate se necessario.
Diritti dei passeggeri: cosa spetta davvero
Resta fermo il quadro delle tutele: in caso di cancellazione i viaggiatori hanno diritto a informazioni, assistenza, rimborso o riprotezione su un altro volo. E, quando non si tratta di circostanze straordinarie, anche a una compensazione economica. Lo ribadisce anche Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori: “Se i voli saranno cancellati, i viaggiatori avranno diritto sia al rimborso che alla compensazione pecuniaria se non saranno avvisati in tempo utile”.
Tempi, alternative e compensazioni fino a 600 euro
Le regole restano quelle previste dalla normativa europea: rimborso entro sette giorni o volo alternativo, e compensazioni che scattano se la compagnia non informa per tempo. Gli indennizzi possono arrivare fino a 600 euro a seconda della tratta, con soglie diverse legate alla distanza del volo e ai tempi di preavviso.
Il nodo dei supplementi carburante e gli esposti
Sul fronte dei costi, i consumatori segnalano criticità: “Non si possono applicare supplementi carburanti se non si tratta di un pacchetto turistico”, denuncia Dona, annunciando esposti ad Antitrust ed Enac per bloccare pratiche già adottate da alcune compagnie come Volotea.
Europa e governi in allerta sul caro energia
La questione carburanti si inserisce in un quadro più ampio. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha convocato il Consiglio di sicurezza nazionale sul caro energia, con incontri preparatori già avviati e un focus specifico sul cherosene. L’obiettivo è garantire continuità negli approvvigionamenti per cittadini e imprese.
Biglietti più cari: le mosse delle compagnie aeree
Intanto il caro carburante si riflette direttamente sui prezzi. Le compagnie giapponesi Ana e Jal anticipano a maggio l’aumento dei supplementi: sulle tratte verso Europa e Nord America si passa fino a circa 300 euro a tratta. Una risposta alla volatilità dei mercati energetici e al raddoppio del prezzo del cherosene registrato a marzo.
Nuovo osservatorio Ue sui carburanti
Bruxelles prepara anche una risposta strutturale: “Annunceremo la creazione di un Osservatorio sui carburanti”, ha spiegato Tzitzikostas, che monitorerà approvvigionamenti e scorte, partendo proprio dal jet fuel. L’obiettivo è evitare distorsioni e garantire trasparenza in un mercato sempre più sotto pressione.


















