5 Nov, 2026

Omicidi Villa Pamphili, Kaufmann condannato all’ergastolo

Francis Kaufmann in Corte d'Assise a Roma

Per il duplice omicidio a Villa Pamphili di madre e figlia di 11 mesi, Francis Kaufmann è stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Roma


Ergastolo. È la pena a cui i giudici della Prima Corte di Assise di Roma hanno condannato, con isolamento diurno per tre anni, Francis Kaufmann. L’uomo è accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della loro figlia Andromeda di 11 mesi, trovate senza vita il 7 giugno del 2025 a Villa Pamphili a distanza di pochi metri l’una dall’altra. A Kaufmann, alias Rexal Ford, che dopo i fatti era fuggito in Grecia, i pm di piazzale Clodio, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini con il pm Antonio Verdi, contestano il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna e dalla discendenza in relazione alla figlia. Contestato anche l’occultamento di cadavere.

Il pm: «Un impostore»

Una sentenza che accoglie le richieste della procura. «Kaufmann è freddo, lucido, manipolatore, narcisista patologico, ma non è incapace di intendere e volere. Ha una forte e spiccata personalità ma è un impostore», aveva sottolineato il pm nella requisitoria nella scorsa udienza. Un «impostore» che è riuscito a «incartare» anche gli agenti che lo avevano fermato mentre era ubriaco in strada con la figlia e che «se avessero fatto bene il loro lavoro forse la bambina sarebbe ancora viva», aveva detto il pubblico ministero.

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La richiesta di assoluzione

Il difensore, l’avvocato Paolo Foti, nel corso dell’arringa aveva sollecitato, invece, l’assoluzione per Kaufmann da entrambi i capi di imputazione per non aver commesso il fatto, anche con formula dubitativa. Il processo a Kaufmann era stato sospeso lo scorso maggio dopo che la Corte aveva disposto un percorso farmacologico per l’imputato ed era ripreso dopo poco più di un mese quando lo stato psicofisico dell’imputato è stato ritenuto dai giudici compatibile con il carcere. Lo scorso ottobre poi i giudici avevano rigettato l’ultima istanza della difesa che aveva chiesto una nuova perizia per valutare la capacità di intendere e di volere dell’imputato. Il 5 novembre, la condanna all’ergastolo.

Il caso

La vicenda

E’ il 7 giugno del 2025. Nel parco di Villa Pamphili a Roma vengono ritrovati i corpi senza vita di Anastasia Trofimova, 28enne di origine russa, e della figlioletta Andromeda, di appena 11 mesi. Il corpo edlla donna è nascosto sotto un telo nero, tra gli oleandri, mentre la bambina viene trovata poco distante, vicino a una siepe. Le indagini si concentrano su Francis Kaufmann, cittadino americano che si faceva chiamare Rexal Ford e si presentava come regista cinematografico. La coppia si era conosciuta a Malta e si era poi trasferita a Roma. Dopo aver perso l’alloggio, i tre avevano cominciato a vivere in condizioni precarie, dormendo nel parco.

Secondo quanto ricostruito dai pm, la 28enne sarebbe stata uccisa per prima, intorno al 2 giugno, mentre la figlia tre o quattro giorni dopo. Secondo gli accertamenti medico-legali la donna sarebbe stata soffocata, la bimba strangolata.

Un elemento cruciale dell’indagine, richiamato dal pm nella requisitoria, è quello dei controlli delle forze dell’ordine: Kaufmann era stato identificato più volte, l’ultima il 5 giugno, quando Anastasia era già morta e lui si trovava in compagnia della figlia, visibilmente ubriaco. Per l’accusa, un intervento più efficace avrebbe potuto salvare la piccola.

Dopo il ritrovamento dei corpi, l’americano fugge in Grecia, dove viene arrestato sull’isola di Skiathos il 13 giugno. Estradato in Italia, finisce nel carcere di Rebibbia. Durante il processo ha continuato a dichiararsi innocente.

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