Dopo la bocciatura referendaria, Forza Italia annuncia la ripresentazione della proposta dei penalisti, sostenuta da oltre 70mila firme. Costa prepara gli Stati generali del garantismo e punta a rilanciare la riforma senza modificare la Costituzione
Dal Congresso dell’Unione delle Camere Penali di qualche giorno fa a Brescia, l’annuncio del presidente dei deputati di Fi, Enrico Costa: Forza Italia ripresenterà alla Camera e al Senato la proposta di legge di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere promossa dall’Ucpi, già depositata in Parlamento e sottoscritta da oltre 70mila cittadini. Un «atto simbolico – aveva detto – in ossequio ai 13 milioni di Sì, ma anche un segnale concreto della nostra determinazione a portare avanti questa battaglia».
Parole che hanno dato maggiore forza alla storica battaglia delle Camere Penali, che non intende mollare di un centimetro. «La separazione delle carriere resta un obiettivo necessario, inequivoco ed ineludibile della nostra azione politica – ha detto nella sua relazione il presidente dei penalisti Francesco Petrelli – per la concreta realizzazione del giusto ed equo processo penale». «Se ora stentiamo a vedere le condizioni politiche per un suo rilancio – ha aggiunto – sbagliamo anche a pensare che ci sia solo da attendere che si ripropongano condizioni favorevoli come se non fosse nella nostra disponibilità la costruzione di quelle condizioni».
Costa rilancia: «Il No al referendum non ha fermato le riforme»
Ed ora Costa, presentando a Montecitorio gli Stati generali del garantismo che si terranno venerdì, torna a rilanciare con forza il tema: «Affermiamo la nostra identità, con posizioni spesso scomode», il no al referendum sulla separazione delle carriere «non ha fermato le riforme, vogliamo portare avanti i nostri principi come quelli sulla presunzione di innocenza e sul diritto della difesa».
Non è un mistero che il progetto a lungo termine degli azzurri sarebbe quello di far approvare la separazione delle carriere tramite una legge ordinaria, aggirando il tanto contestato sorteggio dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura, che richiederebbe una modifica della Carta. Gli Stati generali sul garantismo vogliono perciò essere un banco di prova per ricreare terreno fertile attorno alla madre delle riforme. L’obiettivo, come fa notare Costa, è fare una sorta di «sondaggio sui temi della giustizia, su come i cittadini si rapportano con questi temi. L’evento vuole essere una base per far nascere un manifesto dei garantisti».
Gli Stati generali del garantismo e la strada della legge ordinaria
Del resto, la vicenda referendaria, aggiunge il capogruppo azzurro, «ha lasciato tutto in sospeso sulla questione della giustizia, e noi vogliamo dire che non si volta pagina e continuiamo a sostenere la battaglia sull’affermazione dei temi delle garanzie. Ci saranno giornalisti, magistrati, come il giudice Vitelli del caso Garlasco, e garantisti presenti anche nelle forze politiche di opposizione come Roberto Giachetti e Benedetto Della Vedova».
Ad aprire i lavori di venerdì sarà proprio il presidente dei deputati di Fi, insieme a Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Osservatorio Giustizia Liberale della Fondazione Luigi Einaudi, che sottolinea come il «risultato del referendum sulla giustizia preclude alcune soluzioni a livello di riforma costituzionale. E quindi ci mettiamo al lavoro – spiega – per farlo senza modificare la Costituzione e magari raccoglieremo l’appoggio di chi, nella parte del No al referendum, ci obiettava che potevamo anche fare la separazione delle carriere senza toccare la Costituzione».
Dal ruolo del pm alle intercettazioni: i temi del confronto
Nel secondo panel della giornata di venerdì dedicato al ruolo del pm e alla terzietà del giudice, a discutere del tema saranno il presidente Ucpi Francesco Petrelli, il senatore Pierantonio Zanettin, capogruppo Fi in Commissione Giustizia, il procuratore della Repubblica del Tribunale di Lecce Giuseppe Capoccia, il professore Vittorio Manes, Università di Bologna, il deputato Davide Bellomo, capogruppo Fi in Commissione Giustizia.
Focus saranno dedicati anche al carcere e certezza della pena, al ragionevole dubbio nell’era dei processi mediatici, alla prescrizione dei reati, fino alle intercettazioni.































