15 Ott, 2026

Banda della minicar, sequestrati i cellulari dei due minorenni

La Procura dei minori di Roma dispone nuovi accertamenti sui sei raid del 4 e 5 ottobre. Acquisiti anche i telefoni dei genitori e la dash cam della minicar. Si valuta il rischio di reiterazione dei reati e l’eventuale richiesta di misure cautelari, mentre restano gravi le condizioni dell’attore Davide Iacopini.


Il fascicolo sulle sei aggressioni tra Monteverde e Testaccio è in mano alla Procura dei minori di Roma formalmente da ieri mattina. Che, ieri stesso, ha disposto un supplemento di indagini ordinando il sequestro dei cellulari dei due ragazzini accusati di essere gli autori dei raid commessi tra il 4 e il 5 ottobre. Acquisiti anche i telefoni dei loro genitori e una dash cam presente nella minicar. Gli inquirenti puntano a ricostruire il feedback delle aggressioni, capire se c’è stato un pentimento o se, come ha detto ieri la psicoterapeuta Pellai i due minori «vivono come in un videogame» e quindi senza avere contezza delle conseguenze delle loro azioni.

I due adolescenti hanno confessato davanti al pm

La coppia della minicar ha confessato, due giorni fa, dinanzi al pm della Procura ordinaria che li ha denunciati a piede libero contestando i reati di tentato omicidio e lesioni. Sarà la magistratura per i minori a stabilire se chiedere misure cautelari.

In primis, l’ufficio giudiziario diretto dal procuratore Giovanna Lebboroni ha disposto il supplemento di indagine e, in attesa della copia forense dei contenuti, oggi potrebbe chiedere di interrogare, di nuovo, i due adolescenti. La gravità delle contestazioni impone la valutazione dei profili, del rischio di reiterazione e di fuga. Da questi elementi il pm deciderà se chiedere una misura cautelare.

Dalla permanenza in casa alla comunità: le misure possibili

Diverse le opzioni possibili: dalla permanenza in casa con prescrizioni per la scuola e le attività sociali, all’affidamento a un istituto di pena minorile o a una comunità. Anche i percorsi di recupero connessi, di natura socio-psicologica, saranno valutati dall’ufficio giudiziario per i minori. Molto dipenderà anche dalla ricostruzione dettagliate delle singole condotte e quindi dell’accertamento delle responsabilità individuali.

Il cassazionista esperto di diritto minorile, Daniele Bocciolini, ha ricordato che i due rischiano «condanne fino a 5 anni», ma la messa alla prova potrebbe essere un’alternativa. I due giovani sono stati identificati grazie all’incrocio dei dati provenienti dal gps e da una app per il parental control installata sui loro cellulari: in questo modo, sono stati collocati nei luoghi delle aggressioni avvenuti nelle notti tra il 4 e il 5 ottobre, quando a bordo di una minicar hanno aggredito sei persone. Come ormai noto, si tratta del figlio 17enne di un carabiniere e di un suo amico 16enne. La minicar è risultata intestata alla nonna del 17enne ed è stata rintracciata grazie ai led e a un adesivo a forma di cobra sul cofano.

Davide Iacopini in terapia intensiva dopo due interventi

Intanto, restano gravi ma stazionarie le condizioni della più grave delle vittime, l’attore 42enne Davide Iacopini. All’uomo, mentre era su un monopattino elettrico, è stata tolta la mano dal manubrio. Gesto che ne ha provocato la caduta e una volta a terra i due adolescenti lo hanno preso a calci tanto da provocargli un grave trauma cranico. Iacopini è al San Camillo, in terapia intensiva con prognosi riservata dopo due interventi neurochirurgici.

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Le altre aggressioni contestate sono avvenute nella stessa zona ai danni di ulteriori cinque persone, ferite in modo meno grave. Durante l’interrogatorio, una volta messi di fronte all’evidenza, i due ragazzini hanno ammesso la loro responsabilità, ma hanno anche detto: «Quella notte ci siamo divertiti così». La madre del 16ennne ha detto di voler chiededere scusa alle vittime. «Mio figlio ha sbagliato e deve pagare – ha anche dichiarato – ma non è un mostro».

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