Il segretario di Stato vaticano Parolin attende indicazioni dai medici dopo l’intervento di Papa Leone al polmone destro. Il ricovero al Gemelli procede positivamente, mentre restano da valutare le condizioni del Pontefice in vista del viaggio apostolico in Sud America previsto a novembre.
La salute di Papa Leone, messa in crisi dal recente intervento per l’asportazione di tumore polmonare, potrebbe avere ricadute sulla gestione della Santa Sede. Lo ha dichiarato il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin. «Sono appena due giorni che il Papa è stato ricoverato, non si possono fare previsioni di nessun tipo – ha detto il porporato a margine di un evento all’ambasciata irachena presso il Vaticano – Si tratta di vedere adesso quando tornerà, in che situazione tornerà, cosa diranno i medici. E, in base a tutti questi elementi poi il Papa anche rimodulerà il suo pontificato, se sarà necessario rimodularlo».
Parole che si proiettano sull’impegnativo viaggio apostolico in Sud America, sinora confermato dalla Santa Sede, dal 6 al 17 novembre prossimi. Parolin non nasconde le sue perplessità: «Io continuo ad essere preoccupato, perché mi dispiace veramente enormemente per quanto è successo. Ma mi fido delle notizie che ci hanno dato con i bollettini e quindi ho anche speranza appunto che questa situazione possa risolversi al più presto». Parolin ha poi parlato con ottimismo della possibilità che il Papa, se sarà in condizione, possa presiedere la preghiera dell’Angelus domenicale direttamente dal Gemelli.
Papa Leone XIV, il recupero dopo l’intervento al polmone
Intanto i bollettini medici parlano di recupero in corso, tanto che potrebbe durare anche meno degli annunciati sette giorni il ricovero di Papa Leone XIV al Policlinico Gemelli. Le conseguenze postoperatorie, dopo l’asportazione dell’adenocarcinoma al polmone destro, sono state sinora ben assorbite dal Pontefice. E motivi di ottimismo effettivamente ci sono. Prevost dopo l’intervento ha cominciato ad alimentarsi, ha anche ripreso a camminare e ad occuparsi, per quanto possibile, dei suoi impegni lavorativi. Inoltre nella mattinata ha eseguito i controlli di routine che sono risultati nella norma. La radiografia al torace ha poi mostrato la buona ripresa del polmone operato e il Pontefice appare sempre più autonomo, tanto da concelebrare la Messa giornaliera.
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Intanto in Vaticano del disbrigo delle udienze già programmate si occupano il cardinale Parolin, e monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali. Ieri mattina i due alti prelati hanno ricevuto il presidente della Repubblica Dominicana, Luis Rodolfo Abinader Corona. Ma per il Papa questi sono giorni dedicati soprattutto alla riabilitazione fisica. Il pieno recupero della funzione respiratoria è curata con particolare attenzione dai fisioterapisti.
I bollettini medici e gli aggiornamenti sulle condizioni del Pontefice
Un paio al giorno le comunicazioni dei sanitari alla stampa sul recupero fisico del Santo Padre. Consolidata la procedura per riferire alla stampa lo status del decorso postoperatorio. Nessun contatto diretto dei sanitari con i giornalisti, come era avvenuto per Papa Francesco. Il dottor Luigi Carbone e Stefano Margaritora, rispettivamente il medico personale del Pontefice e lo specialista a capo della équipe chirurgica che lo ha operato, comunicano direttamente con il capo della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni, che poi mette a disposizione dell’informazione un breve comunicato.
E quello che viene messo in evidenza è il regolare recupero delle condizioni fisiche del Pontefice che si è sempre mostrato sereno, in attesa dei risultati sull’analisi del tumore maligno e dell’esclusione di metastasi.
Infine sul fronte delle reazioni alle condizioni del Papa, un particolare fuori programma è arrivato dall’Arizona. Dopo un comizio elettorale il presidente Usa, Donald Trump, ha augurato a Prevost di rimettersi presto. Parole che sembrano mettere da parte i duri attacchi rivolti in passato al Pontefice sui temi delle guerre in corso, dell’immigrazione e su altre tematiche internazionali. E poi un cenno al fratello di Papa Leone: «È un mio amico ed è un mio grande sostenitore», ha detto il capo della Casa Bianca. Parole che diversi osservatori hanno interpretato come un tentativo di assicurare al fronte repubblicano consensi dell’area cattolica, in vista delle elezioni parlamentari di metà mandato presidenziale che si terranno negli Stati Uniti il 3 novembre prossimo.































