9 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

8 Set, 2026

Pd, la tentazione della base: alle urne senza le primarie

Nel Pd cresce il timore che le primarie si trasformino in un duello tra Schlein e Conte. Onorato chiede prima un programma comune, mentre prende corpo l’ipotesi di Franco Gabrielli come candidato terzo


Le primarie del centrosinistra hanno già il loro primo vincitore: la confusione. Non si sa ancora quando si faranno, con quali regole e soprattutto chi potrà partecipare. Ma nel frattempo tutti ne parlano come se i gazebo fossero già montati. È la versione centrosinistra del paradosso: prima si organizza la gara, poi si decide chi può correre.

Il nuovo elemento del retroscena è la posizione di Giuseppe Conte. Il leader M5S, con Marco Travaglio in una sorta di proprietà transitiva, sembra aver già individuato chi è compatibile con il progetto e chi invece non lo è. Una selezione all’ingresso che pone una domanda non proprio marginale: gli eventuali sgraditi potranno almeno imbucarsi alle primarie?

Nel Pd cresce la paura delle primarie

Nel Pd la questione viene osservata con una certa apprensione. Elly Schlein non ha intenzione di rinunciare alle primarie, nonostante una parte del gruppo dirigente tema che una competizione con Conte possa trasformarsi in un regolamento di conti sul futuro del centrosinistra. Nelle feste dell’Unità, raccontano i dirigenti, il sentimento raccolto tra chi sta dietro le cucine è ancora più netto: meglio non farle, perché rischiano di diventare un bagno di sangue. Ma vallo a spiegare a Conte e alla segretaria dem, che continuano a considerarle la strada più trasparente per autopromuoversi.

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Onorato e il programma prima dei gazebo

In mezzo a questo stallo si muove Alessandro Onorato, assessore capitolino al Turismo, Moda, Grandi Eventi e Sport e coordinatore nazionale di Progetto Civico Italia, rete presente, sostiene, in oltre mille comuni. Profilo amministrativo e romano, ma con uno sponsor di peso come Goffredo Bettini, uno che da anni ha un certo fiuto per sindaci, amministratori e talenti politici.

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Onorato propone un centrosinistra moderato, con il trattino, capace di parlare a un elettorato più largo e non soltanto alle rispettive curve. E insiste su una questione che normalmente arriva dopo le primarie: il programma.

«Si usi settembre per il programma e poi subito le primarie. Noi ci saremo», ha detto. Prima si stabiliscono le cose da fare, i tempi e le coperture economiche, poi si sceglie chi è più credibile nel realizzarle. Il difetto originario? Un movimento civico dovrebbe nascere dal basso e non dall’alto…

«Dobbiamo dire con chiarezza cosa vogliamo fare, in che tempi e con quali coperture economiche», sostiene Onorato. «Questo è lo spirito concreto che anima un amministratore. Noi siamo questi. Questa non è un’esercitazione».

L’ipotesi Gabrielli come candidato terzo

Ma dietro la proposta del programma prima dei gazebo c’è anche un’altra possibilità: quella di evitare che le primarie siano semplicemente il duello annunciato tra Schlein e Conte. E qui (ri)entra in scena un nome più degli altri, un candidato terzo: Franco Gabrielli.

Non è un nome buttato lì per riempire una casella. Gabrielli ha un profilo istituzionale difficilmente sovrapponibile alle attuali leadership del centrosinistra: ex capo della Polizia, ex capo della Protezione civile, prefetto e sottosegretario. Un ex dc della corrente Zaccagnini, con una lunga esperienza sui temi della sicurezza e un’immagine che potrebbe risultare compatibile anche con il campo riformista e liberale. È proprio questo il suo possibile punto di forza: potrebbe parlare a mondi che oggi fanno fatica a riconoscersi nella stessa coalizione. Non sarebbe il candidato di una componente contro un’altra, ma una figura esterna al servizio di un programma condiviso.

La sfida tra Schlein e Conte

Un nome come quello di Gabrielli potrebbe rendere praticabile una competizione che non fosse soltanto un referendum su Schlein e Conte. Perché le differenze, infatti, non sono soltanto personali. Riguardano il rapporto con il M5S, la collocazione internazionale, la politica economica, la sicurezza, il rapporto con il mondo produttivo con le domande poste da Cernobbio. Conte vuole un’alleanza nella quale i 5 Stelle abbiano un ruolo decisivo e non intende semplicemente aggiungersi al vecchio centrosinistra.

La domanda è allora inevitabile: un Pd più vicino alle proprie sensibilità interne è necessariamente il Pd capace di conquistare gli elettori grillini? La risposta, guardando ai rapporti di forza, non è affatto scontata.

La partita sul futuro del centrosinistra

Onorato ha rilanciato sul sito di Progetto Civico Italia un sondaggio di Affaritaliani sulle ipotetiche primarie: Conte sarebbe al 50,2 per cento, Schlein attorno al 30 e Onorato al 12,2, nella top 3. La sfida, dunque, non riguarda soltanto chi dovrà guidare il centrosinistra. Riguarda quale centrosinistra presentare agli elettori. E soprattutto se sarà possibile costruirlo prima di andare ai gazebo, invece di chiedere ai gazebo di costruirlo dopo.

Più che grandi manovre, grandi discussioni. Per dirla con Flaiano: la situazione è grave. Ma non è seria.

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