9 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

9 Set, 2026

Iran, raffica di attacchi nel Golfo: colpite navi Usa e petroliere

Hormuz

La rappresaglia dei Pasdaran dopo la distruzione di cinque petroliere iraniane da parte degli Stati Uniti. Teheran rivendica anche un attacco a una base americana in Giordania


Si riaccende lo scontro diretto tra Iran e Stati Uniti nel Golfo Persico. I Pasdaran hanno annunciato di aver colpito due navi statunitensi, otto petroliere e altre dieci imbarcazioni che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Teheran sostiene di aver anche lanciato un pesante attacco missilistico contro una base militare americana in Giordania.

L’offensiva, secondo i Pasdaran, è la risposta agli attacchi Usa di martedì scorso contro cinque petroliere iraniane.

Il Centcom ha confermato di aver distrutto quattro navi cisterna utilizzate dai Pasdaran nel Golfo di Oman e una quinta nei pressi dell’isola di Kharg, uno dei centri nevralgici dell’industria petrolifera iraniana.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

La rappresaglia dei Pasdaran

«In risposta all’aggressione delle forze militari statunitensi che hanno attaccato cinque petroliere iraniane nel Golfo Persico», si legge in un comunicato riportato dall’agenzia ufficiale Irna, la Marina dei Pasdaran ha preso di mira «due navi Usa e otto petroliere, infliggendo loro danni considerevoli». Altre dieci imbarcazioni sarebbero state attaccate mentre cercavano di attraversare lo Stretto di Hormuz.

Le rivendicazioni iraniane sui danni provocati alle navi non hanno al momento una conferma indipendente. Il Centcom non ha commentato immediatamente gli attacchi annunciati da Teheran.

La nuova rappresaglia arriva dopo giorni di scontri navali. Secondo il comando militare americano, gli attacchi alle cinque petroliere iraniane erano stati a loro volta una risposta ai tentativi dell’Iran di colpire unità della Marina statunitense. Washington sostiene che le petroliere prese di mira facessero parte di una rete miliardaria utilizzata per finanziare le Guardie Rivoluzionarie e i loro alleati regionali.

Missili iraniani contro la Giordania

Contemporaneamente i Pasdaran hanno annunciato un «pesante attacco missilistico» contro una base militare statunitense in Giordania.

L’esercito giordano ha confermato l’arrivo di missili dall’Iran, senza confermare che la base americana sia stata colpita. Secondo Amman, i sistemi di difesa aerea hanno intercettato 20 missili balistici diretti verso il territorio giordano: 18 sono stati abbattuti, mentre due sono caduti in zone disabitate.

La battaglia per lo Stretto di Hormuz

Al centro della nuova escalation resta lo Stretto di Hormuz. L’Iran rivendica il diritto di controllare il transito delle navi mentre la Marina americana sta aiutando le imbarcazioni commerciali a utilizzare una rotta più meridionale, vicino alle coste dell’Oman.

Teheran continua così a utilizzare il traffico navale come una delle principali leve contro Washington. Le forze americane hanno avvertito che risponderanno agli attacchi iraniani contro le navi, mentre l’amministrazione Trump cerca di aumentare la pressione economica sull’Iran attraverso il blocco navale dei porti e nuove sanzioni.

La conseguenza è una spirale in cui ogni attacco viene presentato come risposta a quello precedente. Dopo alcune settimane di relativa calma, negli ultimi giorni gli scontri sono tornati a intensificarsi, mettendo sotto pressione il traffico nello Stretto e le rotte energetiche internazionali.

Dalle petroliere al drone sottomarino

La tensione si estende anche sotto la superficie del Golfo. La Marina iraniana ha affermato di aver sequestrato nello Stretto un veicolo subacqueo americano senza equipaggio, utilizzato per missioni di sorveglianza e rilevamento delle mine.

Il Centcom ha fornito una versione diversa. Un portavoce ha spiegato che un drone subacqueo impiegato dalle forze americane nelle operazioni regionali aveva avuto un malfunzionamento più di un giorno prima. Secondo Washington si trattava di un modello più vecchio e difettoso, che non trasportava materiale classificato e non aveva raccolto informazioni sensibili. Gli Stati Uniti non hanno confermato che il mezzo sia effettivamente finito nelle mani iraniane.

Trump aumenta la pressione economica su Teheran

La nuova fiammata militare arriva mentre Donald Trump cerca di spostare parte dello scontro dal terreno militare a quello economico. Washington punta a soffocare le entrate iraniane attraverso il blocco dei porti e un’applicazione più aggressiva delle sanzioni.

Ma proprio gli scontri degli ultimi giorni mostrano quanto sia difficile separare i due piani. Il controllo dello Stretto di Hormuz, le esportazioni petrolifere e gli attacchi alle navi sono ormai parti della stessa battaglia.

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