Il vicepresidente Usa parla di «fiammate occasionali» nonostante i nuovi attacchi. Scettico sulle vittime civili nel raid contro un matrimonio, difende Hegseth e non scarica Tucker Carlson
«Non la chiamerei una guerra, in questo momento». JD Vance minimizza. In Iran in effetti, dice, non ci sono «sparatorie attive», soltanto occasionali fiammate di violenza. E alla domanda su quando potranno finire le ostilità tra Washington e Teheran risponde: «Dovreste chiederlo agli iraniani». Che d’altronde hanno già fatto sapere, più o meno, cinquant’anni.
Il vicepresidente degli Stati Uniti ha parlato dalla sala briefing della Casa Bianca, è stato il primo briefing dopo l’uscita di scena della portavoce Karoline Leavitt e il primo di un esponente dell’amministrazione da diverse settimane.
Alla domanda se la guerra con l’Iran, iniziata a febbraio dal Trump e da Israele, potrà essere conclusa prima delle elezioni di metà mandato, Vance ha contestato innanzitutto la definizione del conflitto.
Gli attacchi e il matrimonio colpito
Le parole di Vance arrivano però all’indomani di uno scambio di fuoco intenso. L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver ucciso almeno 11 persone durante un matrimonio. Teheran ha lanciato attacchi contro obiettivi militari americani in Medio Oriente. A queste “fiammate” si aggiungono i toni di Trump. Su Truth è peggiorato.
Minacce, ironie, aggressività. E poi meme, lo “Stretto di Trump”, i video dell’IA che mostrano finte immagini di distruzione.
Vance ribalta tutto. Lascia la palla a Teheran sulla durata delle “fiammate”. E si dice «scettico» sulle notizie diffuse dai media di Stato iraniani secondo cui i raid americani avrebbero colpito il matrimonio. «I media di Stato iraniani non sono stati cronisti molto affidabili di ciò che è accaduto finora», ha detto. «Quindi sono estremamente scettico». Invece gli Usa sono molto precisi.
Ma la notizia del matrimonio è stata verificata. Nello stesso modo in cui era stata verificata quella della scuola colpita all’inizio del conflitto. In cui sono morti bambini. A colpire, in entrambi i casi, bombe delle forze statunitensi.
«Purtroppo, ovviamente, a volte succedono delle cose», ha commentato Vance, riprendendo parole già usate in passato da Trump. Il vicepresidente ha precisato che gli Stati Uniti non dispongono ancora di informazioni conclusive e ha ribadito che l’amministrazione non prende di mira i civili. Non “intenzionalmente”.
Vance non scarica Tucker Carlson
Nel briefing è emersa anche la frattura interna al mondo trumpiano sulla guerra. Vance si è rifiutato di prendere le distanze da Tucker Carlson, suo amico e tra i critici più duri della politica di Trump sull’Iran. L’ex conduttore di Fox News è arrivato a chiedere l’impeachment del presidente.
«Tutti sanno che Tucker Carlson e io siamo amici e penso sia evidente che Tucker abbia detto alcune cose sulle quali non sono d’accordo», ha spiegato Vance. «Ha detto cose sul presidente degli Stati Uniti che considero sbagliate».
Ma «non giocherò al gioco in cui butto gli amici sotto l’autobus perché ho divergenze politiche con loro».
La difesa di Hegseth
Vance ha poi difeso anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth, tornato al centro delle polemiche dopo che l’ex segretario dell’Esercito Daniel P. Driscoll avrebbe espresso dubbi sulla sua gestione del Pentagono e sulla decisione di rimuovere alcuni generali.
Driscoll ha lasciato l’incarico nei giorni scorsi. Vance ha parlato di entrambi bene. Ma il ministro della Difesa e la sua gestione del Pentagono è sempre più indifendibile anche secondo molti repubblicani.
La vedova del militare e i benefici negati
Al vicepresidente è stato chiesto anche del caso di Libby Klinner, vedova di John A. Klinner, Alex, il pilota dell’Alabama morto in l’Iran e padre di tre bambini. Klinner ha raccontato sui social che le sono stati negati alcuni benefici previsti per le famiglie dei militari caduti, perché gli Stati Uniti non hanno formalmente dichiarato guerra all’Iran.
«Per quanto ci si spezzi il cuore, non posso nemmeno immaginare cosa stia provando e affrontando una giovane vedova», ha detto Vance, assicurando che l’amministrazione prende «molto seriamente» l’impegno a garantirle ciò di cui ha bisogno.
La battuta su Biden
Infine Vance ha parlato delle commemorazioni per il 25esimo anniversario degli attentati dell’11 settembre, alle quali parteciperà al World Trade Center di New York in rappresentanza dell’amministrazione. Il vicepresidente ha ricordato il senso di unità nazionale dopo agli attacchi che provocarono circa tremila morti. E in chiusura di tale equilibrio, Vance ha fatto la battuta sull’ex presidente Joe Biden, atteso alla cerimonia insieme alla moglie Jill.
«Come potete immaginare, non vedo l’ora di passare un po’ di tempo con Joe Biden. Sono sicuro che avremo tante conversazioni intellettuali molto intense. Sarà fantastico, ci divertiremo molto».
































