5 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

4 Set, 2026

Kiev, drone russo contro la sede dell’intelligence. Zelensky: «Risponderemo»

Il capo dell'intelligence ucraina, Oleksandr Poklad.

Colpito l’ufficio di Oleksandr Poklad, che è sopravvissuto all’attacco. Il presidente ucraino: già individuati gli obiettivi della risposta. Intanto Witkoff e Kushner sono attesi prima a Mosca e poi a Kiev


Un drone russo ha colpito nel centro di Kiev il quartier generale dell’Sbu, i servizi di sicurezza ucraini, centrando direttamente l0ufficio del capo dell’organizzazione, Oleksandr Poklad. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky, nell’attacco ci sono stati alcuni feriti.

«Il drone russo ha preso di mira direttamente l’ufficio del capo», ha scritto Zelensky su Telegram, aggiungendo di aver ordinato all’Sbu una risposta «adeguata, significativa e, se possibile, proporzionata all’attacco russo». Contribuiranno anche le forze armate ucraine.

Poklad è sopravvissuto all’attacco e ha parlato con il presidente dopo il raid. «Il capo dell’Sbu ha riferito sui preparativi per la nostra risposta attiva agli attacchi russi. I luoghi da colpire sono già stati stabiliti. Il momento verrà scelto in modo da garantire i risultati», ha affermato Zelensky.

Il drone nel cuore di Kiev

La sede centrale dell’Sbu si trova in via Volodymyrska, di fronte alla cattedrale di Santa Sofia, nel pieno centro della capitale. In un video diffuso dopo l’attacco dall’agenzia Unian si vede del fumo uscire da una sola finestra dell’edificio, che appare per il resto intatto. Una circostanza che fa pensare a un attacco estremamente circoscritto.

Il nuovo raid arriva mentre a Kiev peggiorano le condizioni di sicurezza. Diversi eventi culturali previsti per settembre sono stati rinviati o ridimensionati dagli organizzatori. Tra questi il GogolFest, che avrebbe dovuto tornare nella capitale dopo nove anni di assenza e che si svolgerà in forma ridotta dal 16 al 20 settembre. Rinviati anche il festival per bambini Kurazh e la rassegna Young Blood Live.

Witkoff e Kushner prima a Mosca, poi a Kiev

L’attacco arriva alla vigilia di una nuova missione diplomatica americana tra Mosca e Kiev. Steve Witkoff e Jared Kushner partiranno oggi per la capitale russa, dove sabato dovrebbero incontrare Vladimir Putin. Domenica è invece prevista la loro prima visita a Kiev per un colloquio con Zelensky.

A riferirlo è Axios, citando fonti secondo le quali i due inviati hanno incontrato Donald Trump alla Casa Bianca giovedì per discutere del viaggio. Anche la Tass aveva anticipato la missione, citando una propria fonte, mentre l’arrivo a Kiev è stato annunciato su Telegram anche dal parlamentare ucraino Alexei Goncharenko.

Nelle ultime ore la tappa ucraina era stata però messa in dubbio. Secondo una fonte citata dal Kyiv Independent, Mosca non vedrebbe di buon occhio la visita degli inviati americani a Kiev. «I russi non vogliono che vengano qui a Kiev e Witkoff è sempre molto sensibile al sentimento russo», ha affermato la fonte, secondo cui all’inviato di Trump sarebbe stato detto che raggiungere la capitale ucraina è pericoloso.

Una persona vicina all’amministrazione Trump ha successivamente confermato al Kyiv Independent che la visita è in programma, precisando che potrebbe ancora essere annullata.

Per Witkoff e Kushner sarebbe la prima missione a Kiev. L’ultima visita a Mosca risale a gennaio, per un colloquio notturno di quattro ore con Putin al Cremlino.

Zelensky: tregua durante la missione Usa

In vista della missione americana, Zelensky ha annunciato che l’Ucraina garantirà «il normale funzionamento dello spazio aereo russo» e ha chiesto a Mosca di fare altrettanto.

«Non ci saranno attacchi aerei da parte nostra e la Russia deve fare altrettanto, astenendosi da attacchi aerei per tutto il tempo necessario a condurre questi negoziati e a risolvere le questioni logistiche legate a questa visita americana», ha dichiarato il presidente ucraino, citato da Ukrainska Pravda.

A Kherson un morto e dodici feriti

Intanto la guerra continua sul terreno. Una persona è morta e altre dodici sono rimaste ferite in un attacco con droni contro un minibus e un’automobile a Kherson, secondo quanto riferito da Ukrinform citando l’amministrazione militare della città.

La vittima è un uomo di 47 anni. Tra i feriti ci sono otto donne tra i 50 e i 76 anni e quattro uomini tra i 45 e i 67. Hanno riportato ferite da esplosione, schegge e commozioni cerebrali. La vittima più anziana è in gravi condizioni per una profonda ferita alla testa.

Raid incrociati tra Sochi e Odessa

Nelle stesse ore l’Ucraina ha lanciato diverse ondate di attacchi contro Sochi. Secondo il Kyiv Independent, un drone ha colpito una nave russa e un altro attacco ha interessato un deposito di petrolio.

Un video diffuso dalla Marina ucraina mostra un incendio sulla Nefrit, nave utilizzata a sostegno delle infrastrutture marittime ed energetiche russe, delle operazioni nel settore del petrolio e del gas e delle attività sulle piattaforme offshore.

Filmati pubblicati su canali Telegram russi mostrano inoltre un incendio in un deposito di petrolio nel centro di Sochi, vicino al porto, dopo un attacco aereo ucraino.

La Russia ha colpito invece Odessa. Secondo il capo dell’amministrazione militare della città, Serhiy Lysak, una persona è morta e altre tre sono rimaste ferite. Nel raid sono stati danneggiati edifici residenziali e automobili.

Air Tanzania sospende i voli per Mosca

Le conseguenze della guerra si fanno sentire anche sul traffico aereo. Air Tanzania ha annunciato la sospensione temporanea dei collegamenti tra Dar es Salaam e Mosca dopo una valutazione dei rischi legati alla sicurezza.

La compagnia è la prima straniera ad annunciare ufficialmente lo stop dopo le parole con cui Zelensky aveva minacciato di rendere «totalmente insicuro» lo spazio aereo russo attraverso gli attacchi con droni.

Nei giorni scorsi anche Turkish Airlines e la low cost turca Pegasus avevano cancellato alcuni voli, secondo i media russi, senza però indicarne ufficialmente le ragioni. Putin ha definito le dichiarazioni di Zelensky «terrorismo di Stato», sostenendo che complicano le possibilità di negoziati di pace bilaterali.

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