aaa
Il cda di Monte dei Paschi di Siena ha approvato due distinte offerte su Banco Bpm e Banca Generali, riaccendendo il risiko bancario italiano. L’operazione viene letta come un’alternativa all’Opas promossa da Intesa Sanpaolo su Mps, mentre sul piano politico il Movimento 5 Stelle accusa il governo di aver contribuito ad aprire una partita ora difficile da controllare.
Il board di Rocca Salimbeni, riunito in seduta straordinaria, ha dato il via libera alla doppia iniziativa proposta dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Secondo quanto emerso, l’approvazione sarebbe arrivata con quattro astensioni. La struttura finanziaria dell’operazione, compresi rapporti di concambio, condizioni e tempistiche, non è stata ancora resa pubblica nel dettaglio.
La doppia mossa di Mps
Le due offerte riguardano Banco Bpm e Banca Generali, quest’ultima controllata dal gruppo assicurativo Generali. La scelta di procedere su entrambi i fronti sposta nuovamente gli equilibri del consolidamento finanziario italiano, mettendo insieme credito, risparmio gestito e assicurazioni.
L’obiettivo sarebbe costruire un progetto alternativo all’Opas annunciata a giugno da Intesa Sanpaolo su Mps, con il coinvolgimento di Unipol e una valutazione indicata in 30,6 miliardi di euro. Il messaggio della banca senese è che Mps intende giocare un ruolo attivo nella ridefinizione del settore, dopo essere tornata al centro della scena a seguito della progressiva uscita dello Stato dal capitale.
Banca Generali, interpellata dopo il via libera del cda, non ha rilasciato commenti. Anche Crédit Agricole, contattato sull’offerta relativa a Banco Bpm, ha scelto per ora la linea del no comment.
La reazione dei mercati
Piazza Affari ha chiuso poco sopra la parità, con il Ftse Mib in aumento dello 0,09%, ma l’attenzione si è concentrata sul nuovo capitolo del risiko bancario. Mps ha terminato la seduta debole, in calo dello 0,3%, mentre Banca Generali ha guadagnato l’1,2% e Banco Bpm lo 0,6%. In rialzo anche Intesa Sanpaolo, +0,4%.
Sul fronte assicurativo, Generali ha chiuso quasi invariata, a -0,07%, mentre Unipol ha perso il 2,9%. Il mercato sembra dunque valutare con prudenza le possibili conseguenze della doppia offerta, in attesa di conoscere i dettagli dell’operazione e le risposte dei soggetti coinvolti.
L’attacco del M5S
La notizia ha subito aperto anche un fronte politico. Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e responsabile della politica economica e fiscale del partito, ha chiesto al governo di chiarire il proprio ruolo nel percorso che ha portato alla dismissione della partecipazione pubblica in Mps e alla nuova fase del consolidamento bancario.
«Meloni ha aperto il risiko, ora le è sfuggito di mano», sostiene Turco. Il senatore afferma che la tutela dell’identità, dell’unità e del valore di Mps sia necessaria, anche alla luce delle risorse pubbliche impiegate per il risanamento della banca. Ma contesta la narrazione di un esecutivo estraneo alle partite in corso.
Secondo l’esponente M5S, le dichiarazioni della presidente del Consiglio sulla salvaguardia di Mps mostrerebbero che Palazzo Chigi ha seguito il dossier sin dall’inizio. Turco chiede quindi che Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti riferiscano in Parlamento su cessione della quota pubblica, ruolo del Mef, interlocuzioni fra governo e vertici finanziari e chat che la Procura di Milano ha chiesto di acquisire nell’ambito di un’inchiesta. Si tratta di richieste politiche dell’opposizione: eventuali responsabilità restano materia degli accertamenti giudiziari.
Il nodo Mps nel consolidamento bancario
Il caso Mps mostra quanto la partita del consolidamento bancario non riguardi soltanto le strategie industriali. La banca senese resta un istituto con un peso politico e territoriale significativo, anche per il percorso di salvataggio pubblico affrontato negli anni precedenti.
La doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali può modificare i rapporti di forza fra banche, assicurazioni e gestori patrimoniali. Ma per capire la reale portata della mossa serviranno ora i termini delle offerte, le valutazioni dei consigli di amministrazione delle società coinvolte e, soprattutto, la risposta degli azionisti.































