12 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

16 Ago, 2026

Furto al museo. Rubato il Polittico di Antonello di Messina

Rubate opere di Antonello da Messina nella serata del 15 agosto al Museo Regionale di Messina. La direttrice: siamo sconvolti


Colpo grosso a Ferragosto: vittima tutta l’Italia e il museo regionale di Messina, dove la sera del 15 è avvenuto un furto d’arte tra i più gravi messi a segno nel nostro Paese negli ultimi cinquant’anni. Nella serata del giorno festivo i ladri sono riusciti a portarsi via una parte del “Polittico di San Gregorio” e una tavoletta bifronte: entrambe le opere sono di Antonello da Messina e il “Polittico”, del 1473, era l’unico lavoro del pittore rinascimentale a essere rimasto sempre nella sua città natale.

Ma il valore dell’opera, smembrata e rubata, travalica i confini cittadini e nazionali: il Polittico è un dipinto di importanza cardinale per l’evoluzione dell’arte italiana e poi mondiale, se si considera l’influenza di Antonello da Messina sulla pittura successiva, in particolare su Giovanni Bellini e tutto l’ambito veneto del Cinquecento. Inestimabile. Impossibile per un ladro ricollocare sul mercato un pezzo del genere: è quasi certo che il crimine sia stato commissionato. O chissà, per chiedere un riscatto, questo si vedrà nei prossimi giorni.

Il colpo

Tutto è successo nella serata del 15 agosto, poco prima delle dieci di sera, in meno di tre minuti: i ladri sono riusciti a entrare nel museo Accascina di Messina (il MuMe) da un ingresso laterale, poi sono andati dritti nella sala del Polittico, hanno spaccato la teca blindata che custodiva l’opera e l’hanno portata via. Secondo i dirigenti e il personale del museo, gli allarmi erano in funzione.

All’inizio, gli intrusi erano riusciti a prendersi tutti i dipinti di Antonello esposti: i cinque i pezzi del polittico, cioè cinque grandi tavole di legno, e la tavoletta bifronte, molto più piccola, raffigurante su un lato la Madonna col Bambino che benedice un Francescano in adorazione, e sull’altro il volto di Cristo. Ma mentre uscivano è successo qualcosa: due delle cinque tavole del polittico hanno dovuto lasciarle appoggiate appena fuori dell’edificio. Proprio i due grandi dipinti abbandonati hanno richiamato l’attenzione di un passante che ha avvertito le forze dell’ordine.

Il Polittico

Il Polittico si componeva all’origine di sei pezzi, uno era andato perduto secoli fa: di quelli rimasti ed esposti i ladri si sono portati via il più grande, la tavola centrale, alta 129 centimetri e larga 72 che rappresenta la Madonna col Bambino in braccio, e poi i due “registri” superiori, più piccoli (65×62 e 65×55), che raffigurano episodi dell’Annunciazione. Hanno dovuto invece lasciar perdere i due scomparti laterali, cioè le due tavole che erano affiancate a quella centrale, anche esse alte più di un metro, che ritraggono San Gregorio Magno e San Benedetto.

Ancora non si sa perché le abbiano abbandonate, forse perché disturbati: le registrazioni delle telecamere faranno probabilmente chiarezza. Quanto alla tavoletta bifronte, il dipinto più piccolo (16×12), era stato acquistato dalla Regione siciliana nel 2003 da una collezione privata, con la mediazione della casa d’aste Christie’s, quando l’opera fu attribuita al pittore siciliano: la datazione oscilla fra il 1465 e i primi anni Settanta.

Le opere

La storia del Polittico di San Gregorio è tormentata: oltre a qualche antico errore di conservazione (nell’Ottocento era stato rovinato durante una pulizia con solventi abrasivi), il dipinto, commissionato e originariamente collocato nel locale Convento annesso alla chiesa di San Gregorio, era stato gravemente danneggiato col devastante terremoto che nel 1908 distrusse la città siciliana. L’ultimo restauro, il più accurato e risolutivo, era stato realizzato nel 2005, quando l’opera era stata esposta a Roma, alle Scuderie del Quirinale. La procura di Messina ha aperto un procedimento contro ignoti per furto pluriaggravato di opere d’arte, ha ascoltato alcuni dipendenti del museo e ha stabilito anche una sorveglianza speciale all’imbarco per la Calabria.

«Un atto criminale di eccezionale gravità», così ha commentato il Presidente della Regione Renato Schifani che annuncia anche «un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia».

Il precedente

L’ultimo furto compiuto in Italia e paragonabile a questo, per gravità, era stato nel marzo scorso alla Fondazione Magnani Rocca di Parma, dalla quale erano stati rubati tre dipinti dell’Ottocento francesi (Cézanne, Renoir, Matisse) per un valore complessivo di quasi dieci milioni. I carabinieri in quel caso hanno ritrovato i quadri e arrestato i colpevoli il 14 agosto, un giorno prima del clamoroso colpo messinese.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA