Via libera bipartisan all’emendamento del decreto Sport: chiusura immediata per le piscine con sistemi di aspirazione non sicuri e fondo da 4,7 milioni di euro per adeguare gli impianti pubblici. Ritirato all’ultimo momento l’obbligo della cuffia
Dopo la sequenza di incidenti mortali delle ultime settimane, la Camera approva una stretta sulla sicurezza delle piscine. L’Aula ha dato il via libera con 244 voti favorevoli all’emendamento al decreto Sport che introduce nuovi obblighi per gli impianti pubblici, privati aperti al pubblico e a uso collettivo, con l’obiettivo di prevenire gli incidenti causati dall’effetto ventosa dei sistemi di aspirazione.
Stop agli impianti non a norma
La norma prevede che i sistemi di ricircolo e le prese di aspirazione, dai bocchettoni alle griglie di fondo, siano adeguati a standard di sicurezza in grado di impedire il rischio di risucchio.
Per gli impianti che non rispetteranno i requisiti scatterà la chiusura immediata fino alla messa a norma. Contestualmente viene istituito un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato ad aiutare le piscine pubbliche a finanziare gli interventi di adeguamento.
Salta invece una delle misure previste nella prima versione dell’emendamento: l’obbligo della cuffia da nuoto per i minori di 16 anni è stato ritirato prima del voto finale.
La spinta dopo le tragedie
L’intervento arriva dopo i gravi incidenti registrati negli ultimi mesi.
A inizio luglio Alice Ferrari, 11 anni, è morta dopo essere rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone di aspirazione di una piscina a Sestri Levante. La Procura di Genova ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e disposto accertamenti sulle misure di sicurezza dell’impianto.
Solo pochi giorni fa, invece, una bambina di 4 anni è annegata nella piscina di un hotel di Milano Marittima. Secondo la Società italiana di medicina ambientale, dal 2022 a oggi nelle piscine italiane si sono registrati 75 decessi, circa la metà dei quali ha riguardato minori di 12 anni.
I promotori dell’emendamento, i deputati di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, Alessandro Amorese e Gimmi Cangiano, ricordano anche i dati dell’Istituto superiore di sanità: tra il 2024 e il 2025 si sono registrati 37 decessi in piscina, oltre la metà dei quali ha riguardato minori di 14 anni.
Secondo i parlamentari della maggioranza, la norma rappresenta una risposta immediata in attesa del disegno di legge annunciato dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, che punta a una disciplina organica sulla sicurezza delle piscine.
Le opposizioni: «Sì per responsabilità, ma è propaganda»
Le opposizioni hanno votato a favore dell’emendamento, pur criticandone contenuti e tempi. Il Movimento 5 Stelle, Avs, Pd e Azione accusano il governo di essere intervenuto solo dopo le ultime tragedie e giudicano il testo troppo generico. Secondo le opposizioni, la norma non chiarisce quali sistemi di sicurezza dovranno essere installati né individua con precisione le autorità incaricate dei controlli.
Per il Pd, inoltre, sarebbe stato più efficace accelerare l’esame della legge quadro sulle piscine già all’esame della Commissione Affari sociali, anziché intervenire con un emendamento inserito nel decreto Sport all’ultimo momento.






























