Il conduttore di Report Sigrfido Ranucci respinge le accuse di FdI sul presunto ruolo di Valter Lavitola nelle inchieste della trasmissione
Sigfrido Ranucci respinge con decisione le accuse avanzate da Fratelli d’Italia sul presunto coinvolgimento di Valter Lavitola nelle inchieste di Report. Dopo l’annuncio del partito di voler depositare un esposto in procura per fare luce sui rapporti tra il giornalista e l’ex faccendiere, il conduttore della trasmissione di Rai 3 ha definito le contestazioni «fondate su presupposti del tutto errati». «Non esiste nessuna inchiesta di Report sull’eolico condizionata da Lavitola. In generale non esiste nessuna inchiesta di Report condizionata da Lavitola», ha dichiarato Ranucci all’ANSA. Contestualmente, la redazione del programma torna a contestare la sospensione delle repliche estive decisa dalla Rai, parlando di una «censura senza precedenti».
Le parole di Ranucci sulle accuse
«Non esiste nessuna inchiesta di Report sull’eolico condizionata da Lavitola. In generale non esiste nessuna inchiesta di Report condizionata da Lavitola», ha dichiarato Ranucci all’ANSA. «Questo possono testimoniarlo tutti i collaboratori che hanno partecipato alle inchieste. Quindi l’esposto di Fratelli d’Italia si basa su presupposti del tutto errati».
L’esposto annunciato da Fratelli d’Italia punta a chiedere ai magistrati di verificare la natura dei rapporti tra Ranucci e Lavitola, soffermandosi in particolare sui presunti interessi dell’ex imprenditore nel settore delle energie rinnovabili nel Lazio e sul possibile riflesso di tali relazioni nell’attività giornalistica della trasmissione.
Nel frattempo, la redazione di Report è tornata a criticare la decisione della Rai di sospendere la programmazione delle repliche estive del programma. In una nota diffusa sui propri canali, i giornalisti hanno definito il provvedimento una «censura senza precedenti», annunciando una mobilitazione rivolta al pubblico della trasmissione.
L’appello al pubblico e l’hashtag
«Siamo una squadra pesantemente attaccata — prima con un attentato, ora con una sospensione — ma non ci fermiamo: continuiamo a lavorare con la stessa determinazione di sempre», si legge nel comunicato. La redazione invita gli spettatori a collegarsi su RaiPlay nell’orario in cui sarebbe dovuta andare in onda la replica dell’inchiesta prevista, condividendo poi una fotografia sui social accompagnata dall’hashtag #giulemanidareport.
Secondo i giornalisti della trasmissione, la sospensione delle repliche sarebbe stata decisa dall’azienda «in attesa di chiarimenti» sull’episodio che lo scorso ottobre ha coinvolto Ranucci e che la redazione continua a definire un attentato. Una scelta che, secondo Report, rappresenterebbe un grave precedente per la libertà di informazione.
Nel comunicato viene inoltre ricordato come, sulla vicenda, abbiano espresso solidarietà sia l’Ordine dei giornalisti sia l’Usigrai. «Report è un patrimonio di tutti», conclude la redazione. «La memoria delle nostre inchieste non si sospende per decreto aziendale e una squadra di giornalisti sotto attacco non è sola quando il pubblico le sta accanto».




























