16 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

16 Giu, 2026

Torre Milano, tutti assolti: cade il primo processo sull’urbanistica

Il tribunale di Milano assolve con formula piena gli otto imputati accusati di abuso edilizio e lottizzazione abusiva per la Torre Milano. È la prima sentenza sulle grandi inchieste urbanistiche aperte dalla Procura negli ultimi quattro anni


Si chiude con un’assoluzione generale il primo processo nato dalle inchieste della Procura di Milano sulla gestione urbanistica della città. Il tribunale ha assolto con formula piena tutti gli otto imputati coinvolti nel procedimento sulla Torre Milano di via Stresa. Il grattacielo di oltre 80 metri finito al centro di uno dei filoni investigativi che negli ultimi quattro anni hanno messo sotto osservazione il sistema edilizio milanese.

La sentenza rappresenta il primo verdetto arrivato nell’ambito delle numerose indagini aperte dalla magistratura e potrebbe avere conseguenze rilevanti anche sugli altri procedimenti ancora in corso.

Assolti tutti gli imputati

La giudice Paola Braggion della settima sezione penale ha assolto tutti gli imputati «perché il fatto non costituisce reato». In aula è scattato un applauso da parte di alcuni degli imputati presenti dopo la lettura del dispositivo.

Tra gli assolti figurano Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello unico edilizia del Comune di Milano ed ex vicepresidente della Commissione paesaggio. Gli imprenditori Stefano e Carlo Rusconi. L’ex dirigente comunale Franco Zinna. L’architetto Gianni Maria Beretta e tre ex funzionari dello Sportello unico edilizia. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

Le richieste della Procura

La Procura aveva chiesto otto condanne per abuso edilizio e lottizzazione abusiva, oltre alla confisca della Torre Milano. Per alcuni imputati erano state richieste pene fino a due anni e quattro mesi di arresto e ammende fino a 50 mila euro.

Secondo l’accusa, per realizzare il grattacielo sarebbe stata utilizzata una procedura semplificata attraverso una Scia con atto d’obbligo invece di un piano attuativo con convenzione urbanistica. In sostanza, secondo i pm, una nuova costruzione sarebbe stata presentata come una ristrutturazione.

Una sentenza che pesa sulle altre inchieste

Il verdetto va oltre il singolo caso giudiziario. La contestazione relativa all’utilizzo della Scia e alla qualificazione degli interventi edilizi è infatti uno degli elementi ricorrenti in numerose altre inchieste aperte dalla Procura di Milano sulla trasformazione urbanistica della città. Per questo la decisione del tribunale viene osservata con particolare attenzione dagli operatori del settore, dai costruttori e dagli stessi magistrati che seguono gli altri filoni investigativi.

Il primo verdetto dopo quattro anni di indagini

Le indagini sull’urbanistica milanese hanno segnato negli ultimi anni il dibattito politico e amministrativo cittadino, arrivando in alcuni casi a contestare anche ipotesi di corruzione e rapporti impropri tra amministrazione, tecnici e operatori privati.

La sentenza sulla Torre Milano è la prima a giungere a conclusione e segna una battuta d’arresto per l’impianto accusatorio costruito dalla Procura in uno dei fascicoli simbolo. Resta ora da capire quale sarà l’impatto delle motivazioni della sentenza sugli altri procedimenti ancora aperti e se la Procura deciderà di impugnare il verdetto in appello. Per il momento, però, il primo processo sull’urbanistica di Milano si chiude con un’assoluzione piena per tutti gli imputati.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA