10 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

9 Giu, 2026

Flotilla, Ben Gvir indagato a Roma. «L'Italia? Il Paese delle ciabatte»

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Ben Gvir

La Procura di Roma iscrive Ben Gvir, il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, nel fascicolo aperto sull’abbordaggio della Sumud Flotilla. Nel procedimento si ipotizzano anche tortura e sequestro di persona. Tajani: «Ben Gvir offende un Paese amico di Israele»


La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir. L’inchiesta è quella sull’abbordaggio della Sumud Flotilla avvenuto lo scorso maggio. Si tratta di un passaggio che aggiunge un nuovo capitolo alla vicenda degli attivisti fermati dalle autorità israeliane durante le missioni navali dirette verso Gaza.

La risposta del ministro non si è fatta attendere. «Il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte», ha scritto su X, attaccando apertamente l’iniziativa della magistratura italiana.

L’iscrizione nel registro degli indagati

Secondo quanto emerge dall’inchiesta della Procura capitolina, Ben Gvir è stato iscritto nel fascicolo dopo la pubblicazione di un video sui propri canali social. Il video ha fatto il giro veloce del mondo. Compariva mentre rivolgeva parole di scherno agli attivisti della Flotilla, inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena nel porto israeliano di Ashdod.

L’indagine italiana si aggiunge a quella già avviata in Francia, dove la Procura nazionale antiterrorismo ha aperto un procedimento preliminare che ipotizza i reati di tortura e crimini di guerra.

La replica del ministro israeliano

Durissima la reazione del ministro israeliano. «Israele non è un sacco da boxe per un branco di bugiardi sostenitori del terrorismo che fabbricano calunnie e menzogne contro i nostri combattenti», ha dichiarato. Ben Gvir ha inoltre assicurato che continuerà a sostenere le forze di sicurezza israeliane e di non sentirsi intimidito dall’iniziativa giudiziaria.

«Non mi lascerò scoraggiare da questa o da qualsiasi altra inchiesta e continuerò a stare orgogliosamente al fianco dei nostri combattenti».

Le accuse al centro dell’inchiesta

Nel fascicolo aperto dai magistrati romani vengono ipotizzati, tra gli altri, i reati di tortura e sequestro di persona. L’indagine riguarda quanto accaduto durante l’abbordaggio delle imbarcazioni della Flotilla. E si collega ad altri procedimenti già aperti in relazione alle missioni di aprile e ottobre dello scorso anno, anch’esse concluse con l’intervento delle forze di sicurezza israeliane.

Agli atti figurano esposti presentati dagli attivisti, testimonianze raccolte dai legali e il materiale video diffuso sui social.

I racconti degli attivisti

Tra i casi esaminati dagli inquirenti ci sono quelli di Thiago de Avila e Saif Abukeshek Abdelrahim. Entrambi trattenuti per diversi giorni in Israele dopo essere stati fermati a bordo di imbarcazioni battenti bandiera italiana.

Secondo un esposto depositato dai legali di Abdelrahim, l’attivista si trovava a bordo della nave Eros 1 in acque internazionali al largo di Creta quando è stato prelevato. Con lui agli altri membri dell’equipaggio da personale militare israeliano.

Le accuse e le testimonianze sono ora al vaglio della Procura di Roma.

La partita politica e diplomatica

La vicenda arriva mentre l’Unione europea si prepara a discutere possibili sanzioni nei confronti di Ben Gvir. Il tema sarà affrontato il 15 giugno durante il Consiglio Affari Esteri dell’Ue a Lussemburgo. Nelle scorse settimane il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva sostenuto la necessità di procedere contro il ministro israeliano, accusandolo di aver «superato la linea rossa» con comportamenti ritenuti incompatibili con il rispetto dei diritti umani.

Tajani: «Ben Gvir offende un Paese amico di Israele»

«Non ho parole per commentare ciò che ha detto Ben Gvir nei confronti dell’Italia ieri dopo aver saputo che era indagato dalla Procura della Repubblica. Sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto.

«L’Italia è un Paese amico di Israele che ha sempre difeso la libertà e la democrazia e respingiamo al mittente qualsiasi offesa o tentativo di denigrare. Le parole di Ben Gvir dimostrano il livello politico e morale di questo signore», ha aggiunto il titolare della Farnesina.

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