Manifestazioni in tutto il Paese contro i salari bassi e il carovita. Scontri a Lione e Nantes, cancellati quattro treni su dieci. Chiuse la Tour Eiffel e alcune sale del Louvre. Il ministro dell’Istruzione: «Un atto criminale»
La Francia torna in piazza contro il carovita e i salari bassi, in una giornata di sciopero nazionale che coinvolge trasporti, scuole, università e servizi pubblici.
Circa 270mila persone hanno partecipato alle manifestazioni fuori Parigi, secondo il bilancio diffuso dal ministero dell’Interno e riportato da CNN, mentre nella capitale migliaia di manifestanti si sono radunati per il corteo da République a Nation.
La mobilitazione è stata proclamata dall’intersindacale che riunisce le principali organizzazioni dei lavoratori francesi, con iniziative annunciate in 260 città. Ai cortei hanno aderito anche studenti, agricoltori e gilet gialli. La tensione è salita in diverse località: a Lione la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni contro alcuni manifestanti, a Nantes ci sono stati scontri.
Tolosa, liceo in fiamme: «Poteva essere una tragedia»
L’episodio più grave al Lycée Françoise di Tournefeuille, nell’area metropolitana di Tolosa, nel sud-ovest della Francia.
Secondo le prime ricostruzioni, alcuni individui sono entrati nell’istituto e hanno utilizzato mortai pirotecnici per lanciare fuochi d’artificio. Il ministero dell’Interno ha riferito che i colpi sono stati diretti verso un ufficio dei servizi scolastici, provocando l’incendio.
Le fiamme hanno danneggiato parte dell’edificio. La scuola è stata evacuata e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e le forze dell’ordine.
Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha denunciato un «incendio doloso deliberato», sottolineando che l’azione ha messo in pericolo studenti e personale scolastico.
«Questo atto criminale è assolutamente inaccettabile», ha dichiarato, ringraziando i soccorritori per aver limitato i danni. Il ministro ha avvertito che l’incendio avrebbe potuto avere conseguenze tragiche e ha promesso che i responsabili saranno chiamati a risponderne.
Anche il vicepresidente del Consiglio regionale, Kamel Chibli, ha condannato l’accaduto, chiedendo misure eccezionali e sanzioni proporzionate alla gravità dei fatti.
L’incendio è avvenuto durante la giornata di mobilitazione, ma non è stata accertata un’eventuale appartenenza degli autori ai gruppi che partecipano alle manifestazioni.
Scontri a Lione e Nantes, lacrimogeni contro i manifestanti
La tensione è salita anche in altre città francesi. A Lione, gli agenti antisommossa hanno utilizzato gas lacrimogeni e caricato un gruppo di manifestanti durante il corteo. A Nantes, nella Francia occidentale, si sono verificati scontri tra alcuni partecipanti alla protesta e le forze dell’ordine.
Le autorità hanno segnalato la presenza di gruppi che utilizzano tattiche riconducibili ai cosiddetti Black Bloc, manifestanti vestiti di nero e spesso con il volto coperto, accusati dalla polizia di provocare disordini durante le mobilitazioni.
Non si tratta di un’organizzazione con una struttura unitaria, ma di una modalità di azione adottata da gruppi differenti, spesso riconducibili ad ambienti anarchici e anticapitalisti.
Le autorità francesi temono in particolare che piccoli gruppi possano staccarsi dai cortei principali per ingaggiare scontri con gli agenti o tentare di raggiungere obiettivi simbolici.
Parigi, il corteo. Chiusa la Tour Eiffel
Nella capitale la manifestazione è partita da Place de la République, con destinazione Place de la Nation.
Il percorso era stato al centro di un confronto tra organizzatori e autorità. I sindacati avevano chiesto di attraversare il centro di Parigi, dalla Bastiglia a Place de la Concorde, ma il tribunale amministrativo ha approvato il tracciato proposto dalla prefettura.
La decisione è stata motivata anche con la necessità di limitare i rischi di violenze e saccheggi al termine del corteo.
Lo sciopero ha avuto ripercussioni anche sui principali luoghi turistici della capitale. La Tour Eiffel è rimasta chiusa, come annunciato dalla società che gestisce il monumento, mentre alcune sale del museo del Louvre non hanno aperto al pubblico.
Treni, scuole e università: i numeri dello sciopero
I disagi più evidenti si registrano nel settore dei trasporti.
Secondo i dati del servizio di monitoraggio Trayn riportati dalla CNN, quattro treni su dieci programmati per la giornata sono stati cancellati, anche se una parte delle soppressioni dipende da cause diverse dallo sciopero.
Ripercussioni si registrano anche sul trasporto pubblico urbano, comprese alcune linee della metropolitana.
Nel settore dell’istruzione, secondo le stime del ministero francese, ha aderito allo sciopero il 13% del personale scolastico, compreso il 16% degli insegnanti.
La mobilitazione interessa circa il 19% delle scuole e il 18% dei collèges, gli istituti francesi corrispondenti alla scuola secondaria di primo grado.
Anche le università sono coinvolte: secondo il governo, circa un terzo degli istituti di istruzione superiore registra interruzioni o difficoltà nelle attività.
Più contenuta l’adesione negli ospedali pubblici, dove si è fermato circa il 4% del personale. Il ministero della Salute ha riferito che non risultano disagi significativi nell’erogazione delle cure.
Salari e pensioni, cosa chiedono i sindacati
Al centro della protesta ci sono l’aumento dei salari, la difesa delle pensioni e il recupero del potere d’acquisto, eroso dall’aumento dei prezzi di alimentari, carburanti e altri beni essenziali.
La CGT, una delle principali organizzazioni sindacali francesi, chiede un aumento immediato del 10% del salario minimo.
La CFDT propone invece un incremento di 100 euro mensili, pari a circa il 7%.
Le organizzazioni sindacali giudicano insufficiente l’ultimo adeguamento del salario minimo entrato in vigore il primo novembre.
Maud Millier, dirigente della CGT a Lione, ha osservato che l’aumento deciso dal governo equivale a circa 15 euro al mese per un lavoratore retribuito al minimo: una cifra che, secondo il sindacato, non compensa l’aumento del costo della vita.
Le associazioni dei datori di lavoro contestano però le richieste sindacali, sostenendo che incrementi salariali di questa portata potrebbero compromettere la competitività delle imprese e mettere a rischio posti di lavoro.
Studenti e gilet gialli, la protesta contro Macron
Accanto ai lavoratori partecipano alle manifestazioni anche movimenti studenteschi e gilet gialli, con rivendicazioni che vanno oltre la questione salariale.
Le organizzazioni degli studenti chiedono oltre 10 miliardi di dollari aggiuntivi per il bilancio dell’istruzione, circa 1,5 miliardi per le infrastrutture scolastiche e 250mila nuovi posti nelle università.
I gilet gialli, movimento nato nel 2018 e tornato a mobilitarsi contro le disuguaglianze economiche, chiedono invece le dimissioni del presidente Emmanuel Macron e del governo, oltre all’avvio di un nuovo processo costituzionale.
La giornata francese si inserisce in un clima di crescente malcontento sociale in diversi Paesi europei. Anche in Grecia studenti e insegnanti hanno manifestato ad Atene contro il costo della vita e per difendere l’istruzione pubblica.






























