2 Nov, 2026

Addio a Nadia Santini, la stella della cucina in un gesto d'amore

Aveva 72 anni ed era malata da dodici. Con il marito Antonio aveva trasformato il Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio in un ristorante di fama mondiale. Nel 2013 era stata eletta miglior chef donna del mondo


È morta a 72 anni Nadia Santini, la prima donna italiana a conquistare le tre stelle Michelin e una delle figure più importanti della ristorazione internazionale. La chef del ristorante Dal Pescatore di Runate, frazione di Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova, si è spenta nella notte tra domenica e lunedì dopo una malattia affrontata per dodici anni.

Aveva trasformato una trattoria di campagna in uno dei ristoranti più celebrati al mondo, senza mai rinunciare alle radici della cucina mantovana. Una storia di famiglia, talento e dedizione che l’aveva portata, nel 2013, a essere eletta miglior chef donna del mondo.

«Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo», ha scritto la famiglia sui social, ricordandone la sensibilità, l’empatia e l’amore. I funerali saranno celebrati mercoledì alle 14.30 a Canneto sull’Oglio.

Dalla trattoria di famiglia alle tre stelle Michelin

Nata il 19 luglio 1954 a San Pietro Mussolino, nel Vicentino, Nadia Cavaliere, questo il suo nome da nubile, aveva cominciato a cucinare accanto alla suocera Bruna, nella trattoria della famiglia del marito Antonio Santini.

Non aveva frequentato scuole professionali né svolto stage nelle grandi cucine. Aveva imparato sul campo, costruendo nel tempo uno stile personale, profondamente legato alla tradizione e alle materie prime del territorio.

La prima stella Michelin era arrivata nel 1982, la seconda nel 1988 e la terza nel 1996. Un traguardo storico: Nadia Santini diventava la prima donna italiana a raggiungere il massimo riconoscimento della guida gastronomica.

Da allora il Dal Pescatore ha conservato le tre stelle, diventando il ristorante italiano con la più lunga permanenza al vertice della guida Michelin.

Nel 2013 era arrivato anche il riconoscimento internazionale di World’s Best Female Chef, assegnato nell’ambito dei The World’s 50 Best Restaurants.

Una cucina «umanistica», fatta di tradizione e accoglienza

Nadia Santini amava definire la propria cucina «umanistica». Non soltanto una ricerca di sapori, ma un modo di accogliere le persone, rispettare gli ingredienti e trasformare ogni piatto in un gesto di attenzione.

I suoi tortelli di zucca erano diventati uno dei simboli del ristorante. Ma a raccontare la sua idea di ospitalità c’era anche un episodio più semplice: il brodo preparato appositamente per una cliente che non si sentiva bene.

«Trasformare la cucina in un linguaggio d’amore universale» era la filosofia che aveva accompagnato tutta la sua carriera.

Accanto al marito Antonio aveva costruito un’impresa familiare che continua oggi con i figli Giovanni Santini, impegnato in cucina, e Alberto Santini, responsabile della sala.

Il cordoglio per Nadia Santini

Alla famiglia sono arrivati messaggi di cordoglio dal mondo della ristorazione e dalle istituzioni.

«Con Nadia Santini se ne va una figura unica, capace di interpretare i prodotti del territorio in una cucina che, grazie ai sapori e alle tradizioni locali del Mantovano, ha conquistato il mondo», ha dichiarato l’assessore regionale Alessandro Beduschi, esprimendo la vicinanza della Regione Lombardia al marito e ai figli.

Anche lo chef Eugenio Boer ha voluto ricordarla: «Al di là della grande professionista, ricorderemo soprattutto la persona e il segno che ha saputo lasciare in chi ha avuto il piacere di conoscerla».

Resta l’eredità di una donna che ha portato la cucina italiana ai vertici del mondo senza allontanarsi dalla propria terra e dalla propria famiglia.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA