La leader dell’opposizione e premio Nobel per la Pace rientra dopo quasi dieci mesi di esilio: «Sono qui, con tutti voi». E chiede elezioni entro luglio
Dopo quasi dieci mesi di esilio, María Corina Machado è tornata in Venezuela. La leader più popolare dell’opposizione, premio Nobel per la Pace, ha annunciato il suo rientro domenica mattina con un messaggio su X:
Un ritorno che mette sotto pressione la presidente ad interim Delcy Rodríguez e rischia di complicare i rapporti tra il governo venezuelano e l’amministrazione di Trump.
Machado chiede elezioni presidenziali entro luglio e non nasconde l’intenzione di candidarsi. Washington continua a ritenere prematuro il ritorno al voto.
Il ritorno a sorpresa e l’abbraccio dei sostenitori
Alle 11.31, ora locale, Machado ha annunciato di essere in Venezuela. Poco dopo, il suo partito ha diffuso le prime immagini della leader dell’opposizione in una chiesa dello Stato di Lara, nell’ovest del Paese, abbracciata dai sostenitori.
Secondo uno dei collaboratori, dopo la tappa a Lara Machado si è diretta verso Caracas. La notizia ha provocato festeggiamenti in diverse città venezuelane.
La sfida a Delcy Rodríguez e le elezioni senza data
Rodríguez ha promesso che il Venezuela tornerà al voto, ma non ha indicato una data. Gli Stati Uniti intanto hanno favorito colloqui tra il governo ad interim e un’altra componente dell’opposizione. Le parti dichiarano di lavorare a nuove elezioni, senza però aver definito un calendario per la transizione democratica.
Trump punta sul petrolio e frena sulle elezioni
L’amministrazione americana ha già concluso importanti accordi economici con il Venezuela, compresa un’intesa sul petrolio criticata dalla stessa Machado.
Trump ha più volte elogiato Rodríguez, sostenendo che il Paese non sia ancora pronto per nuove elezioni mentre gli Stati Uniti lavorano allo sfruttamento delle risorse petrolifere e di altre materie prime venezuelane.
Interpellato domenica dai giornalisti, Trump ha dichiarato di non essere stato informato del suo rientro.
«Non ne so nulla, ma penso che sia una donna molto gentile. Mi ha dato il suo premio Nobel, quindi come potrei dire qualcosa di diverso? Spero che sia al sicuro. È una donna molto gentile. Ma noi stiamo andando bene in Venezuela».
Dalla clandestinità all’esilio, poi sette tentativi di rientro
Ex parlamentare, Machado ha guidato l’opposizione venezuelana negli ultimi tre anni, trascorrendo gran parte di questo periodo nascosta nel proprio Paese per evitare l’arresto. Lo scorso anno ha lasciato il Venezuela dopo l’assegnazione del premio Nobel per la Pace. Da allora, secondo quanto raccontato, ha cercato diverse volte di rientrare. Almeno sette tentativi sarebbero stati impediti da autorità che la leader non ha voluto identificare.
L’opposizione: «Un passo verso elezioni libere»
David Smolansky, collaboratore di Machado, ha definito il rientro «un passo importante verso una transizione democratica ed elezioni presidenziali libere, corrette e verificabili nel prossimo futuro».
In una dichiarazione ha anche ringraziato Trump, il segretario di Stato Marco Rubio, il governo e il Congresso degli Stati Uniti e i Paesi alleati per il sostegno. È il segnale di una strategia che prova a conservare l’appoggio di Washington.






























