25 Ott, 2026

Csm al voto: la difesa delle correnti col pretesto della lotta alla deriva

Il Csm va al voto per eleggere i membri togati. Molti candidati criticano la “deriva correntizia”, ma sono ben incardinati in un sistema di potere che si conferma duro a morire


Si è detto che le elezioni dei consiglieri del Csm di quest’anno siano quelle con il maggior numero di candidati indipendenti. Non si è data invece sufficiente risonanza al fatto che tutti i candidati di corrente abbiano basato la propria campagna elettorale su un comune mantra: sconfiggere la deriva correntizia.

La “benedizione” delle correnti

Sono candidati sponsorizzati dalle correnti, che li hanno cresciuti, appoggiati, mandati in giro per l’Italia, procurato loro elenchi telefonici di colleghi (negati invece ai candidati indipendenti), contattato Presidenti e Procuratori, organizzato riunioni, registrato spot video con il coinvolgimento di presidenti di sezione. Per favorire la candidatura di qualcuno hanno pure “indotto” il Csm a mutare orientamento. Ma, sorprendentemente, proprio questi candidati vogliono ingaggiare una lotta contro la deriva correntizia.

Il pretesto

Questo è il nodo della questione: i candidati di corrente non ingaggeranno mai una lotta contro le correnti, ma contro la deriva correntizia che – a quanto pare – non dipende dalle correnti. È piuttosto qualcosa di impalpabile, si materializza da qualche parte ma non si sa dove, si verifica in qualche tempo ma non si sa quale, è messa in opera da qualcuno ma non si sa chi.

La “deriva”

Le povere correnti le hanno tentato proprio tutte per liberarsene, prima radiando Palamara, il quale si era impossessato di tutte le correnti portandole “alla deriva”. Eppure la deriva continuava. Allora hanno cominciato a prendere decisioni all’unanimità dentro il Csm, se non altro per dare l’apparenza che la deriva fosse arginata. Ma questa non se la beveva nessuno. L’ultimo escamotage: la creazione di un comune esercito di fieri correntocrati che lottino insieme contro la deriva correntizia.

I veri indipendenti

È ignoto come, dove e quando avverrà la battaglia, è certo però che sarà una crociata nel nome delle correnti. In questa crociata, gli indipendenti – certificati o falsi – infastidiscono un po’ perché non consentono di mettersi a tavolino per spartirsi le poltrone. E, forse, possono pure toglierne qualcuna e, magari, la crociata la vogliono fare davvero. Ma, in fondo, preoccupano poco. Quanti voti possono prendere e, soprattutto, quante “promesse” possono fare?

La variabile Ferri

Resta però Cosimo Ferri, che non era stato messo in conto e di lui sì che c’è da avere paura. Lui che non s’è mai vergognato né della corrente né della sua deriva e non si preoccupa di volersi accreditare come crociato. Conosce bene i magistrati e non li prende in giro: io sono ciò che avete sempre voluto, siate coerenti e votate per me.

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