22 Set, 2026

Germania, Berlino blinda i segreti militari: «L’AfD potrebbe passarli a Mosca»

Afd Sassonia-Anhalt

Il governo tedesco studia come impedire a un eventuale governo AfD in Sassonia-Anhalt di accedere al piano segreto preparato per un attacco russo e ad alcuni dossier dell’intelligence. Anche gli alleati temono fughe di informazioni verso il Cremlino


La Germania si prepara a chiudere all’AfD l’accesso ad alcuni dei suoi segreti più delicati. Nel mirino c’è anche il piano militare classificato di circa mille pagine preparato dalla Bundeswehr dopo l’invasione russa dell’Ucraina per stabilire come reagire a un eventuale nuovo attacco di Mosca nell’Europa orientale.

Il governo federale guidato da Friedrich Merz sta studiando come limitare l’accesso alle informazioni riservate nel caso in cui Alternative für Deutschland riesca a entrare al governo della Sassonia-Anhalt. Secondo tre alti funzionari sentiti dal New York Times, negli ambienti militari tedeschi c’è il timore che informazioni contenute nel piano possano essere trasmesse alla Russia.

L’AfD respinge le accuse. Jork Herrmann, portavoce del partito, definisce «assolutamente antidemocratico» privarlo di informazioni di intelligence sulla base di accuse che considera non dimostrate.

Il piano segreto da mille pagine

Il documento militare, elaborato nel 2024 e conosciuto informalmente come «Oplan», contiene la pianificazione tedesca per rispondere a un’eventuale aggressione russa nell’Europa orientale. Tra i pochi funzionari autorizzati a consultarlo ci sono i vertici dei 16 Länder tedeschi.

Ed è proprio questo meccanismo che Berlino vuole modificare. La Germania è uno Stato federale e ogni Land dispone di un proprio ufficio di intelligence, che riceve informazioni dai servizi federali. Un eventuale governo regionale guidato dall’AfD potrebbe quindi accedere a materiale particolarmente sensibile.

Non si pensa a un blackout totale delle informazioni. Il governo federale vuole continuare a condividere con la Sassonia-Anhalt i dati necessari, per esempio, a prevenire attentati terroristici o altre emergenze, ma potrebbe interrompere il flusso di intelligence riguardante la Russia e i gruppi dell’estrema destra.

Il timore di una fuga di informazioni

La preoccupazione di Berlino è legata ai rapporti che diversi esponenti dell’AfD intrattengono con la Russia. Il ministro della Difesa Boris Pistorius aveva già dichiarato prima delle elezioni che non avrebbe condiviso informazioni militari con un governo regionale dell’AfD:

«La loro affinità con Putin è impossibile da ignorare».

La questione non riguarda soltanto Berlino. Polonia e alcuni Paesi scandinavi hanno espresso al governo tedesco il timore che informazioni sulla Russia condivise con la Germania possano finire nelle mani di Mosca attraverso un eventuale governo AfD. Berlino avrebbe rassicurato gli alleati spiegando di essere già al lavoro per proteggere i dossier più sensibili.

L’AfD potrebbe conoscere anche chi la sorveglia

C’è poi un paradosso ancora più delicato. Il ramo dell’AfD in Sassonia-Anhalt è sottoposto a sorveglianza dell’intelligence federale ed è classificato come «estremista accertato». A livello nazionale, l’AfD è invece classificata dall’intelligence come «sospetta estremista». Il partito respinge queste definizioni e sostiene che abbiano motivazioni politiche.

Se conquistasse il governo del Land, l’AfD potrebbe teoricamente ottenere attraverso i normali canali di condivisione informazioni che riguardano le indagini sul partito stesso. Secondo funzionari tedeschi, questo potrebbe persino consentirle di individuare agenti sotto copertura e ostacolare l’attività di sorveglianza. Per questo Berlino sta valutando di escludere un eventuale governo AfD anche da quei dossier.

Il precedente austriaco

Non sarebbe la prima volta che in Europa l’ascesa dell’estrema destra provoca una stretta sulla condivisione dell’intelligence. Nel 2017, quando il Partito della Libertà austriaco entrò nel governo e il suo attuale leader Herbert Kickl assunse il ministero dell’Interno, alcuni alleati – compresi gli Stati Uniti – cominciarono a limitare le informazioni trasmesse all’Austria per il timore che potessero arrivare alla Russia.

In Germania la questione investe anche gli equilibri costituzionali del dopoguerra, costruiti proprio distribuendo il potere tra governo federale e Länder. Limitare le informazioni a un governo regionale democraticamente eletto aprirebbe quindi un terreno giuridico e politico delicatissimo. L’AfD ha già accusato i partiti tradizionali di voler ostacolare la volontà degli elettori e potrebbe portare la questione davanti ai giudici.

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