21 Set, 2026

Germania, Merz resiste dopo il tracollo: «Il governo resterà». Vertice Cdu senza di lui

Friedrich Merz

Le proiezioni della sera davano ancora la Cdu al 5,1%. I risultati preliminari la portano al 4,9%: per la prima volta il partito resta fuori dal Parlamento di un Land. L’AfD vince in Meclemburgo-Pomerania, la Linke vince a Berlino. Pressione su Merz


Friedrich Merz non lascia. Dopo il doppio colpo subito dalla Cdu alle elezioni in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino, il cancelliere tedesco prova a chiudere la partita sulla sua leadership: il governo resterà, assicura, «per garantire il futuro democratico» della Germania. Ma il risultato, ammette, segna una «profonda cesura» per il suo partito e va «oltre la mia persona».

La notte ha reso ancora più pesante una sconfitta che Merz aveva già definito un «disastro». In Meclemburgo-Pomerania Anteriore la Cdu si è fermata al 4,9% e, per la prima volta nella sua storia, non ha superato la soglia del 5% necessaria per entrare nel Parlamento di un Land. A Berlino è scesa al 18,8%, perdendo la guida della capitale.

«Mi assumo la responsabilità e vorrei portare avanti il Paese».

«Una profonda cesura per la Cdu»

Merz è arrivato in mattinata alla Konrad-Adenauer-Haus, la sede della Cdu a Berlino, e non ha cercato di ridimensionare la portata della sconfitta. L’esclusione dal Parlamento del Meclemburgo-Pomerania è «un avvenimento drammatico», ha detto, «un colpo duro che avrà un impatto duraturo e sul quale dovremo confrontarci molto a lungo».

Ma il cancelliere respinge l’idea che il voto debba trasformarsi in un referendum sulla sua permanenza alla guida del governo e della Cdu: «Il voto va oltre la mia persona, viviamo un cambiamento profondo del sistema dei partiti in Germania».

Il vertice della Cdu senza Merz

Dentro il partito, però, il confronto è già cominciato. Domenica sera sette degli otto ministri presidenti della Cdu, insieme ai presidenti regionali del Baden-Württemberg e della Bassa Sassonia, Manuel Hagel e Sebastian Lechner, si sono riuniti per circa due ore nella rappresentanza della Renania-Palatinato. Merz non era presente. Il gruppo aveva partecipato poco prima alla riunione della presidenza della Cdu insieme al cancelliere.

Merz nega che sia stata messa in discussione la sua leadership: «Non c’è stato nessun dibattito sul personale, né ieri sera né oggi».

Ma la pressione sul cancelliere aumenta dopo il peggior risultato della Cdu in un’elezione regionale dal dopoguerra. Reuters riferisce che i vertici conservatori per ora continuano a sostenerlo, mentre nel partito cresce la richiesta che il governo riesca a produrre risultati più visibili.

L’AfD vince in Meclemburgo

A rendere ancora più pesante la sconfitta della Cdu è l’avanzata dell’AfD. In Meclemburgo-Pomerania Anteriore il partito di Alice Weidel ha conquistato il primo posto con il 38,2% dei voti, davanti alla Spd della ministra presidente Manuela Schwesig, al 35,5%. È la seconda vittoria dell’AfD in un Land nel giro di due settimane, dopo quella in Sassonia-Anhalt.

Weidel parla di una «netta bocciatura della Cdu e di Friedrich Merz» e sostiene che il risultato dimostri che «la gente ne ha abbastanza delle politiche del governo». È la lettura politica dell’AfD; il voto, intanto, apre il problema della formazione del nuovo governo regionale, perché gli altri principali partiti continuano a escludere alleanze con l’AfD.

Schwesig punta invece a mantenere la guida del Land e ha annunciato l’intenzione di avviare colloqui con Linke e Verdi per costruire una coalizione a tre. Finora Spd e Linke governavano insieme.

Berlino passa alla Linke

La seconda sconfitta per Merz arriva dalla capitale. A Berlino la Linke ha conquistato il primo posto e la sua candidata Elif Eralp rivendica ora il diritto di guidare la città.

«I cittadini di Berlino mi hanno dato un mandato chiaro per governare, per sostituire la Cdu», ha detto Eralp, definendo il risultato «un trionfo di solidarietà, di diversità, di democrazia contro la deriva a destra».

Una maggioranza tra Linke, Spd e Verdi è numericamente possibile e aprirebbe la strada al cambio di governo nella capitale. Reuters segnala che la vittoria della Linke è stata costruita soprattutto sulla crisi degli alloggi e sul caro-affitti, mentre l’AfD ha ottenuto a Berlino il suo miglior risultato di sempre.

Mosca entra nella partita

Sul voto interviene anche il Cremlino. Il portavoce Dmitry Peskov attribuisce il malcontento degli elettori tedeschi alla situazione economica e, in particolare, alla rinuncia al gas russo a basso costo. Secondo Peskov, la perdita di competitività tedesca sarebbe legata alla scelta di Berlino di acquistare energia più costosa da altri Paesi, compresi gli Stati Uniti. È la lettura di Mosca delle ragioni del voto.

Per Merz, invece, la priorità è dimostrare che il governo può ancora reagire. Il cancelliere ha promesso di proseguire con le riforme economiche, fiscali e previdenziali nonostante le tensioni nella coalizione con la Spd. La partita che si apre dopo il voto, dunque, non riguarda soltanto la sopravvivenza politica di Merz: riguarda la capacità dei partiti tradizionali tedeschi di fermare l’erosione del centro mentre AfD e Linke avanzano ai due estremi del sistema politico.

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