Le proiezioni della sera davano ancora la Cdu al 5,1%. I risultati preliminari la portano al 4,9%: per la prima volta il partito resta fuori dal Parlamento di un Land. L’AfD vince in Meclemburgo-Pomerania, la Linke vince a Berlino. Pressione su Merz
Nella notte è bastato un decimale a trasformare la sconfitta della Cdu in un precedente storico. Le prime proiezioni la davano al 5,1%, appena sopra la soglia d’ingresso. I risultati preliminari l’hanno portata al 4,9%: per la prima volta la Cdu resta fuori dal Parlamento di un Land.
Dopo il voto in Meclemburgo-Pomerania e a Berlino, Friedrich Merz prova a resistere alla peggiore débâcle regionale del suo partito dal 1949, mentre aumentano le pressioni sulla sua leadership. Il cancelliere non arretra:
«Mi assumo la responsabilità e vorrei portare avanti il Paese».
L’AfD vince in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. A Berlino, invece, vince la Linke di Elif Eralp. Merz ammette il «disastro», ma esclude le dimissioni.
AfD prima, Cdu sotto il 5%
In Meclemburgo-Pomerania Anteriore l’AfD è nettamente il primo partito con il 38,2%, secondo i risultati preliminari. L’Spd della governatrice Manuela Schwesig arriva al 35,5%, mentre la Cdu precipita al 4,9% e resta sotto la soglia del 5% necessaria per entrare nel Parlamento regionale.
È un risultato storico per i cristiano-democratici e un altro successo per l’AfD nell’Est della Germania, dopo la vittoria in Sassonia-Anhalt di due settimane fa.
Alice Weidel chiede immediatamente il conto al cancelliere: «Merz tragga le conseguenze, lo faccia per la Germania. Siamo diventati noi il partito più forte». Il co-leader Tino Chrupalla torna invece sul cordone sanitario che impedisce all’AfD di governare insieme agli altri partiti:
«Non siamo noi che lo vogliamo».
Merz: «Un disastro, ma non mollo»
Merz interviene subito dopo gli exit poll. Definisce il risultato in Meclemburgo-Pomerania un «disastro», ma respinge l’ipotesi di lasciare la cancelleria.
Promette di accelerare sulle riforme, rivolgendosi anche al mondo economico, sempre più preoccupato per la crisi tedesca. La pressione sul cancelliere, però, aumenta. La Cdu perde nell’Est e viene battuta anche nella capitale.
Berlino alla Linke
A Berlino la Linke conquista il primo posto con il 24,9%. La Cdu, che governava la città, si ferma al 19,2%. Cresce anche l’AfD, che raggiunge il 15,8%, quasi sette punti in più rispetto al 2023, ma resta sotto il 18% indicato dagli ultimi sondaggi.
La nuova protagonista è Elif Eralp, avvocata per i diritti umani e figlia di rifugiati turchi. «Abbiamo scritto una pagina di storia. Da oggi cambiamo la nostra città», dice dopo il risultato.
Eralp ha costruito la campagna soprattutto sulla crisi degli alloggi, chiedendo affitti più accessibili e maggiori interventi pubblici sul mercato immobiliare.
A Berlino possibile maggioranza rosso-rosso-verde
I numeri consentirebbero una maggioranza fra Linke, Spd e Verdi. I socialdemocratici hanno ottenuto il 12%, i Verdi il 14,3%.
Ma il voto di Berlino e quello del Meclemburgo raccontano soprattutto la crescente frammentazione politica della Germania: nella capitale vince la Linke, nell’Est continua l’avanzata dell’AfD, mentre la Cdu subisce una sconfitta pesantissima.
Per Merz il problema ormai non è più soltanto perdere voti. È capire come governare una Germania dove i partiti tradizionali fanno sempre più fatica a costruire maggioranze.






























