15 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

15 Set, 2026

Legge elettorale, via libera del Senato: 113 sì. Le opposizioni: «Legge truffa»

Il voto al Senato

Il testo passa con 113 sì, 71 no e 2 astenuti e torna alla Camera. Scontro sulle 450mila firme per i nuovi partiti, faro del Colle e ricorsi già annunciati dalle opposizioni


L’Aula del Senato ha approvato la riforma della legge elettorale con 113 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti. Il testo, già approvato dalla Camera ma modificato da Palazzo Madama, torna ora a Montecitorio per la terza lettura.

Il voto è arrivato al termine di una seduta ad alta tensione. Poco prima dell’approvazione, i senatori delle opposizioni hanno mostrato in Aula cartelli gialli e rossi con la scritta «No alla legge truffa», subito dopo la dichiarazione di voto di Fratelli d’Italia.

Per il governo erano presenti i ministri Roberto Calderoli, titolare degli Affari regionali e delle Autonomie, e Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento.

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Lo scontro sulle 450mila firme

Il punto più contestato resta quello della raccolta delle firme per le forze politiche che non sono già rappresentate in Parlamento. La riforma prevede per i nuovi partiti che vogliono presentarsi in tutte le circoscrizioni la necessità di raccogliere almeno 450mila firme. Alessandro Onorato, leader di Progetto Civico Italia, ha definito la misura un «salva-casta» e ha protestato davanti al Senato insieme ai suoi sostenitori. Alla manifestazione ha partecipato anche Giuseppe Conte, che ha attaccato una norma definita «antidemocratica, illiberale e incostituzionale».

La riforma esonera invece dalla raccolta delle firme le forze politiche che avevano costituito un gruppo in almeno una delle due Camere entro il 31 dicembre 2025.

Il faro del Colle e i ricorsi annunciati

Sulla norma delle firme si sarebbe acceso anche il faro del Quirinale, che secondo prassi attenderà comunque l’approvazione definitiva del provvedimento e la trasmissione del testo prima di pronunciarsi.

Le opposizioni hanno già annunciato battaglia anche fuori dal Parlamento. Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, ha fatto sapere che, se la maggioranza non terrà conto dei rilievi avanzati, saranno sostenuti i ricorsi destinati ad arrivare davanti alla Corte costituzionale.

Ora il testo torna alla Camera

A Montecitorio il provvedimento dovrebbe arrivare sostanzialmente blindato. La ministra per le Riforme Elisabetta Casellati ha spiegato che una modifica della norma sulle firme «al momento non è nell’aria». La discussione generale è prevista per il 28 settembre, mentre l’obiettivo della maggioranza è arrivare all’approvazione definitiva entro la metà di ottobre, prima dell’avvio della sessione di bilancio.

Tra le altre modifiche approvate dal Senato c’è anche l’estensione ai caregiver della possibilità di ricorrere al voto fuorisede per motivi di cura e assistenza.

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