15 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

15 Set, 2026

Lazio, aggiotaggio sulle quote: perquisiti i vertici della Banca del Fucino

L’accusa ipotizza la diffusione di notizie false sulla possibile cessione della Lazio da parte di Claudio Lotito per alterare il prezzo delle azioni. Nell’indagine anche Luigi Bisignani


Perquisizioni nei confronti del presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, e dell’amministratore delegato Francesco Maiolini: la procura di Roma ipotizza il reato di aggiotaggio sulle quote societarie della Lazio. L’attività, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e coordinata dai pm della Dda, riguarda anche Luigi Bisignani.

Al centro dell’inchiesta c’è la presunta diffusione di «notizie false» che, secondo l’accusa, sarebbero state in grado di «provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della SS Lazio Spa», società quotata.

Le notizie sulla presunta cessione della Lazio

Le contestazioni per manipolazione del mercato riguardano condotte che, secondo gli inquirenti, sarebbero iniziate nel giugno 2024 e sarebbero tuttora in corso.

Nel capo di accusa si afferma che Masi, Maiolini e Bisignani, «agendo in concorso tra loro e con terzi, alcuni dei quali in corso di identificazione», avrebbero concorso alla diffusione attraverso social network e organi di stampa di notizie ritenute false sulla società biancoceleste.

In particolare, le informazioni avrebbero riguardato una presunta imminente cessione da parte di Claudio Lotito del pacchetto azionario di controllo della SS Lazio e il presunto stato di decozione delle società controllate dal presidente biancoceleste.

L’ipotesi sulla retrocessione e il “paracadute”

Tra le notizie finite sotto la lente della procura anche quella secondo cui Lotito avrebbe avuto intenzione di far deliberatamente retrocedere la Lazio in una serie inferiore per ottenere il cosiddetto “paracadute” da 35 milioni di euro.

Secondo quanto riportato nel capo di imputazione, la diffusione delle notizie sarebbe avvenuta anche attraverso la testata “Millenovecento” e il quotidiano Il Tempo, al quale collabora Bisignani.

Le perquisizioni rappresentano un atto dell’indagine e le contestazioni formulate dagli inquirenti sono allo stato ipotesi accusatorie.

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