Un morto e almeno cinque feriti dopo una sparatoria avvenuta ad una festa ad Aarau, nel cantone di Argovia, in Svizzera. Si cerca il responsabile
La musica si era fermata da pochi istanti. Erano circa le 2.30 e il rave stava finendo: circa 3.500 persone, secondo gli organizzatori, erano attese all’evento nell’ippodromo di Schachen, ad Aarau, nel canton Argovia. Poi gli spari. All’inizio qualcuno pensa ai fuochi d’artificio, perché in quella notte di musica e luci nessuno immagina che il rumore possa essere quello di un’arma. Di una sparatoria. Poi arrivano le urla, la corsa, la ricerca di un riparo. Una ragazza di 22 anni resta a terra. Morirà sul posto. È italiana, si chiama Maria Spinelli, era originaria di Atri, in Abruzzo, e lavorava in Svizzera.
La sparatoria al rave di Aarau
Altre cinque persone, quattro uomini e una donna tra i 24 e i 27 anni, vengono trasportate in ospedale, alcune con ferite gravi. E mentre Aarau si sveglia sotto un enorme dispositivo di sicurezza, la caccia all’uomo prosegue: la polizia ritiene che gli autori non si trovino più nella zona e assicura che non vi è un pericolo per la popolazione. Resta da capire quanti fossero gli uomini che hanno aperto il fuoco. È una notte che avrebbe dovuto finire con la musica e che invece finisce con una vittima, cinque feriti e una caccia all’uomo.
L’allarme alla polizia è scattato poco dopo le 2.30, quando l’evento techno “Aarau Rave VOL. 7” era ormai nella fase conclusiva. L’area dell’ippodromo è stata isolata, insieme alla piscina e agli impianti sportivi vicini. Nell’operazione sono stati impiegati anche un elicottero Super Puma dell’esercito svizzero e reparti specializzati. I controlli si sono estesi alle strade e alle aree circostanti Aarau, coinvolgendo anche la polizia tedesca.
Gli spari scambiati per fuochi d’artificio
La scena raccontata dai testimoni è quella di un improvviso rovesciamento della normalità. La musica si interrompe, arrivano i colpi e per alcuni secondi nessuno comprende cosa stia accadendo. Un testimone di 34 anni, sentito da Reuters e rimasto anonimo, ha raccontato di aver udito gli spari poco dopo che la musica si era fermata alle 2.30, scambiandoli inizialmente per fuochi d’artificio. Alcuni presenti si sono riparati dietro la consolle del DJ; una donna ha cercato riparo dietro un frigorifero, ma è stata colpita alla schiena da un proiettile ed è morta nonostante i tentativi di rianimazione, secondo il testimone.
La polizia ha poi confermato che una ventiduenne è morta sul posto. Si chiamava Maria Spinelli, era italiana, originaria di Atri, in Abruzzo, e lavorava in Svizzera. Il suo nome e le sue origini sono stati resi noti da fonti informate riportate da ANSA. La Farnesina ha confermato la morte di una cittadina italiana e ha attivato l’Unità di Crisi, in coordinamento con l’Ambasciata a Berna e il Consolato generale a Basilea.
Due italiani tra i cinque feriti
Anche tra i feriti ci sono italiani. Sono almeno due dei cinque, come ha confermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, esprimendo cordoglio per la morte di Maria Spinelli e vicinanza agli altri feriti. La Farnesina segue la vicenda attraverso le proprie rappresentanze diplomatiche, mentre le autorità svizzere proseguono gli accertamenti. La polizia cantonale ha indicato quattro uomini e una donna, tra i 24 e i 27 anni, senza renderne pubblica la nazionalità.
Il punto più oscuro resta quello del movente. Non è stato stabilito perché siano stati esplosi i colpi, né se le sei persone colpite fossero state scelte deliberatamente. Sul tavolo degli investigatori restano diverse ipotesi: dall’attacco terroristico a una possibile resa dei conti, fino a una sparatoria con vittime casuali. Il portavoce della polizia cantonale Bernhard Graser ha però invitato a non trarre conclusioni: il fatto che il rave fosse ormai in fase di conclusione e la folla si fosse già diradata è un elemento che gli inquirenti stanno valutando. Per ora nessuna pista è stata accertata e il movente resta un punto interrogativo.
Oltre cento testimoni interrogati
Nel frattempo, gli investigatori hanno interrogato poco più di cento persone rimaste sul posto dopo gli spari, riunite in una palestra. La polizia cerca di stabilire quanti fossero gli autori e da quale punto siano partiti i colpi: secondo gli inquirenti ne è stato esploso un numero consistente. Fotografie e video realizzati durante la festa e nei minuti successivi potrebbero essere decisivi per ricostruire la sequenza e individuare i responsabili.
La Svizzera si trova davanti a una scena particolarmente rara. Le sparatorie di massa in luoghi pubblici sono eventi eccezionali nel Paese. È anche per questo che la sequenza iniziale assume un significato ancora più drammatico: il rumore dei colpi non viene immediatamente riconosciuto per quello che è. Prima l’incredulità, poi la paura. E infine la fuga.
Il dolore degli organizzatori del rave
Gli organizzatori dell’Aarau Rave hanno parlato di una festa “oscurata da un grave evento” e si sono definiti scioccati, devastati e addolorati. Hanno espresso vicinanza alle vittime, ai familiari e agli amici, ringraziando forze dell’ordine e soccorritori e assicurando collaborazione alle indagini. Anche il DJ Tekibo ha espresso pubblicamente il proprio dolore, ricordando come techno e rave dovrebbero essere luoghi di libertà e sicurezza.
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Per l’Italia, la tragedia di Aarau diventa una vicenda diplomatica oltre che umana. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricevuto la telefonata di Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli Affari esteri svizzero, che ha espresso le condoglianze per la morte della giovane italiana e offerto assistenza nelle indagini. L’incaricato d’Affari italiano a Berna si sta recando sul posto insieme al funzionario di collegamento della Polizia di Stato. La Farnesina segue anche le verifiche sugli eventuali altri italiani coinvolti.
Chi ha sparato a Schachen?
Adesso resta un’area ancora isolata, cinque persone in ospedale, oltre cento testimoni ascoltati e una famiglia che aspetta di riportare a casa una ragazza di 22 anni. Il loro numero, la loro identità e il movente restano sconosciuti. Restano migliaia di immagini da esaminare e una notte da ricostruire secondo dopo secondo. Soprattutto resta una domanda: chi ha sparato a Schachen, e perché? A ore dalla tragedia, la risposta non c’è ancora. C’è invece il nome di una giovane italiana che quella notte era andata a ballare. Maria Spinelli. Ventidue anni.
































