30 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

29 Ago, 2026

Royal Navy, 72 ore di tensione: navi russe sorvegliate nelle acque britanniche

Per tre giorni la Royal Navy ha seguito quattro navi russe dal Mare del Nord verso la Manica. Londra alza il livello di attenzione sulla cosiddetta shadow fleet, mentre cresce la tensione tra Regno Unito e Mosca


Per tre giorni la Royal Navy ha seguito da vicino alcune navi russe mentre attraversavano le acque britanniche. L’operazione, durata 72 ore e definita «intensa» dai vertici militari, ha visto l’impiego dei radar per monitorare quattro imbarcazioni in navigazione dal Mare del Nord verso la Manica e quindi in direzione di Dover. Tra queste figuravano il cacciatorpediniere russo Admiral Levchenko e le navi cargo General Skobelev e Sparta, entrambe sottoposte a sanzioni. Mosca ha risposto schierando a sua volta risorse militari per proteggere il convoglio, tra cui la fregata Neustrashimy.

La sorveglianza della Royal Navy

A coordinare la sorveglianza britannica sono state le HMS Duncan, HMS St Albans e HMS Severn, con il supporto di un elicottero Merlin. Il primo Sea Lord, generale Gwyn Jenkins, ha avvertito che non c’è «spazio per l’autocompiacimento» davanti all’attività della cosiddetta shadow fleet, la flotta di navi utilizzate dalla Russia per aggirare le sanzioni occidentali. Secondo Jenkins, la presenza britannica e quella degli alleati costringono Mosca a distogliere navi da guerra dai loro compiti principali, sapendo che Londra è pronta a intervenire nuovamente.

Non si tratta peraltro di un episodio isolato. La Royal Navy aveva già segnalato un aumento dell’attività russa nelle acque britanniche: soltanto a luglio le forze navali di Londra hanno trascorso 21 giorni a monitorare imbarcazioni russe, il 25% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Particolare attenzione viene riservata allo Stretto di Dover e al Mare del Nord.

L’operazione contro la petroliera Smyrtos

La tensione è aumentata ulteriormente negli ultimi mesi. A giugno i Royal Marines avevano abbordato la petroliera russa Smyrtos, segnando la prima operazione britannica di questo tipo contro una nave della shadow fleet. Sono oltre 500 le imbarcazioni di questa rete colpite dalle sanzioni britanniche.

A complicare il quadro ci sono anche i rapporti sempre più tesi tra Londra e Mosca. Il Cremlino ha minacciato il Regno Unito dopo la visita del premier Andy Burnham a Kyiv, il suo primo viaggio ufficiale all’estero da quando è entrato a Downing Street. Durante la visita, Burnham ha annunciato nuovo sostegno militare all’Ucraina, compresa la condivisione dei progetti per alcuni componenti dei missili a lungo raggio Scalp.

Il passaggio delle navi russe nelle acque britanniche diventa così l’ennesimo capitolo di una sfida sempre più visibile. E Londra sembra voler chiarire che, almeno sul mare, intende continuare a tenere Mosca sotto stretta osservazione.

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