14 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

14 Ago, 2026

Trani, 18enne ucciso a coltellate: 17enne fermato per omicidio volontario

Cosimo Quagliarella

Il minorenne ha confessato di aver colpito Cosimo Quagliarella durante la notte a Trani. La difesa sostiene che si sia trattato di una reazione a un’aggressione. L’arma del delitto non è stata ancora trovata


È stato fermato con l’accusa di omicidio volontario il 17enne che ha confessato di aver ucciso Cosimo Quagliarella. Il 18enne di Andria morto dopo essere stato colpito con tre fendenti alla schiena nella notte tra mercoledì e giovedì a Trani. Il minore si trova nel carcere minorile Fornelli di Bari.

La grigliata nella notte delle stelle cadenti

Doveva essere una serata di festa, una grigliata in piazza, nella notte delle stelle cadenti. Invece il sogno di una notte di mezza estate precipita nell’incubo nel tempo di tre coltellate alla schiena. Muore un ragazzo di 18 anni, il 17enne che l’ha ucciso si costituirà la mattina dopo. Siamo a Trani, in un parco pubblico, nella notte fra mercoledì e giovedì. Si mangia, si beve, forse una parola di troppo, due gruppi di giovani si affrontano.

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Una parte di loro è proprio di Trani, splendida città d’arte pugliese, che si affaccia sull’Adriatico poco sotto il Gargano. Gli altri vengono da Andria, a una decina di chilometri nell’entroterra, è la città che con Trani e Barletta si spartisce il recente capoluogo, confinante a nord con la provincia di Bari.

Sono gli andriesi ad avere organizzato la grigliata, scegliendo di farla vicino al mare, in piazza Giovanni Paolo II, quella che a Trani chiamano “la pinetina”. L’idea è che magari tutto finisca con un bagno notturno.

Invece no. Intorno a mezzanotte dei ragazzi si affrontano, subito si passa alle botte, poi spunta un coltello e ci va di mezzo Cosimo Quagliarella, 18 anni, di Andria. Un ragazzo lo colpisce alla schiena con tre coltellate: subito si capisce che il giovane è gravissimo.

Cosimo viene accompagnato all’ambulatorio locale e quasi subito trasferito all’ospedale di Bisceglie, ma ormai non c’è più niente da fare, morirà poco dopo. A Trani, intanto, la lite non si è placata, allargandosi anche alle strade vicine, con qualche portone danneggiato, c’è chi sostiene di aver sentito anche dei colpi di pistola.

La versione del 17enne: «Mi sono difeso»

Una brutta storia, che rimanda fra l’altro a un’antica e campanilistica rivalità fra le due cittadine, ma si colora anche della deposizione del 17enne di Trani. Che si è costituito poche ore dopo il delitto, ammettendo di essere stato lui a colpire la vittima.

“Si è difeso perché è stato aggredito con oggetti contundenti da un gruppo di cinque o sei persone”, ha dichiarato il difensore del giovane. Sempre nel suo racconto ai carabinieri, il 17enne sostiene di essere stato minacciato con un’arma da fuoco.

A innescare la lite mortale sarebbero stati, spiega ancora il legale, attriti fra i due: “Avrebbero avuto una relazione con la stessa ragazza – ha spiegato – non so se contemporaneamente oppure no”. L’interesse di entrambi sarebbe comprovato, sempre secondo l’avvocato, da alcune chat sui telefonini. Comunque, sostiene sempre la difesa, siamo di fronte a un’aggressione: niente risse, secondo il ragazzo.

«Il mio assistito – continua il difensore – era con gli amici per una grigliata, stava mangiando un panino quando è stato raggiunto da queste persone che lo hanno picchiato. È stato un raid».

La Procura procede per omicidio volontario

Un quadro diverso dalla prima ricostruzione che alludeva a uno scontro fra gruppi rivali. E che le autorità dovranno approfondire per stabilire la qualità del reato. C’è una dinamica che aveva indotto il giovane a difendersi? Secondo l’avvocato sì: il ragazzo «ha riportato diverse contusioni che confermano che si è trattato di un’aggressione unilaterale subita dal mio assistito che si è dovuto difendere». In quest’ottica sembra coerente la scelta di costituirsi tempestivamente: “Lui ha confessato la paternità, la materialità del fatto, escludendo l’intenzione omicidiaria”, ha spiegato ancora Alvisi.

Sarà importante, nel quadro delle indagini, ricostruire la natura dei rapporti fra i due giovani coinvolti e la natura della loro presunta rivalità, cioè il legame che entrambi avevano con la ragazza di cui si parla nella deposizione. Lo stesso legale del giovane ha parlato, nel suo discorso, di “precedenti attriti” fra i due.

Se effettivamente c’è stata un’aggressione multipla e la necessità di difendersi, è necessario soffermarsi sul fatto che il morto, fra tanti aggressori, sia proprio il presunto rivale del ragazzo che si è poi costituito.

La Procura per i Minorenni di Bari ha quindi disposto il fermo del 17enne con l’accusa di omicidio volontario. Il minore si trova nel carcere minorile Fornelli di Bari. Il coltello non è stato ancora trovato e le ricerche dei carabinieri hanno finora dato esito negativo.

Il coltello non è stato trovato

Per cercare di fare chiarezza, i carabinieri del comando provinciale hanno convocato in caserma alcuni giovani che facevano parte dei due gruppi coinvolti nello scontro. Molto importante anche l’arma del delitto. Non è stata ritrovata, ma secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe di un coltello acquistato in armeria, un’arma da caccia, insomma, che, per quanto legalmente detenuta, non si porta normalmente alla grigliata di mezza estate.

I precedenti degli scontri tra giovani a Trani

Non mancano i precedenti, a Trani, di scontri notturni fra giovani. A Pasqua scorsa, la sera del 26 aprile, c’era stata una rissa di grandi proporzioni nei paraggi di un bar vicino al porto. Uno scontro fra giovani che avrebbe rovinato una giornata di festa. Ma quella volta niente coltelli. Un altro scontro fra andriesi e tranesi, nell’aprile 2023, aveva provocato il ferimento di un uomo e portato le autorità a emettere un “daspo urbano” per cinque dei giovani coinvolti. Due di Trani, tre di Andria.

La sindaca di Andria: «Un imbarbarimento sociale»

“Siamo genitori e abbiamo figli, commentare una tragedia simile è oltremodo difficile”. Così ha commentato la notizia la sindaca di Andria, Giovanna Bruno: “Un episodio che rasenta l’inverosimile, se non fosse simile a tanti altri avvenimenti che denotano un imbarbarimento sociale”.

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