Il presidente della Fifa, sotto pressione per il progetto di apertura del Mondiale agli investitori privati, cerca l’appoggio dell’amministrazione americana. I suoi oppositori valutano azioni legali, il boicottaggio della governance e una Global Nations League articolata in sette tornei internazionali
Quando il gioco si fa duro, alzi il telefono e chiami Donald Trump. Dagli amici (non) si fa trovare e Gianni Infantino, il numero uno della Fifa, ha un disperato bisogno di lui.
A rivelarlo è il Telegraph. Un alto funzionario dell’amministrazione americana ha garantito che Trump farà «tutto il possibile» per «salvare» Infantino. Gianni, ha dichiarato la fonte sul quotidiano britannico, «ci ha aiutato molto a realizzare il miglior Mondiale di sempre. Al presidente piace molto. Sono sicuro che il presidente farà tutto il possibile per aiutarlo. È una persona leale».
L’amicizia con Trump
I puristi parlano di amichettismo, un meccanismo ben oliato e che si era già visto durante i Mondiali, quando Infantino aveva sospeso la squalifica di Folarin Balogun, l’attaccante degli Usa, per permettergli di scendere in campo contro il Belgio.
Ma c’è anche chi ha tirato in ballo la «supplica», un sos, anzi un «help me» disperato lanciato da Infantino dal suo ponte di comando. Mentre la barca della Fifa affonda, il mondo del calcio soffia sulla tempesta.
E adesso il presidente della Fifa è sempre più sotto pressione dopo aver visto colare a picco il suo progetto di apertura a investitori privati del Mondiale. Di fronte all’opposizione della Uefa e alle forti perplessità espresse dalle confederazioni asiatica (Afc) e americana (Concacaf), il presidente della Fifa starebbe cercando il sostegno dell’amministrazione Trump per mantenere salda la propria posizione al vertice del calcio.
La minaccia legale della Uefa
Sempre il Telegraph ha rivelato che la Uefa ha dichiarato, in una lettera a Infantino, di «stare valutando attivamente azioni legali, arbitrati e/o reclami normativi derivanti da e connessi al piano Ffe» (Fifa Forward Enterprise, ovvero la suddetta cessione di quote dei Mondiali, ndr) proposto dalla Fifa.
Per il Times, l’alleanza formata da Uefa, Concacaf e Confederazione asiatica starebbe valutando anche l’opzione estrema qualora Gianni Infantino decidesse di non lasciare la presidenza e di ricandidarsi per un quarto mandato. E tra le misure allo studio ci sarebbe persino un «boicottaggio della governance» della Fifa e, azione ancora più clamorosa, l’idea di un torneo alternativo.
L’ipotesi di un anti-Mondiale
Un anti-Mondiale o qualcosa del genere. D’altra parte la Uefa avrebbe già a disposizione un progetto per una Nations League allargata, un progettone sviluppato dieci anni fa ma mai concretizzato.
C’è pure un dossier. E dentro c’è la chiave di volta, secondo la Uefa, per farsi strada e liberarsi di Infantino: un torneo internazionale alternativo sotto la regia delle confederazioni e non della Fifa. Una fonte citata dal Times descrive la linea degli oppositori ormai definitiva: «Tutti sono determinati, non si torna più indietro».
Come funzionerebbe la Global Nations League
E secondo Sky Uk il piano è facile: le Nations League organizzate dalle singole confederazioni (Uefa, Conmebol, Concacaf, Afc, Caf e Ofc) continuerebbero a rappresentare la fase di qualificazione.
Le migliori Nazionali di ciascun continente accederebbero poi alla Global Nations League, dove verrebbero suddivise in sette diverse competizioni sulla base del ranking internazionale.
Ogni torneo coinvolgerebbe otto squadre e partirebbe direttamente dai quarti di finale, con semifinali e finale in un Paese ospitante. La fascia più alta riunirebbe le Nazionali più forti del pianeta, con una presenza prevalente delle europee e delle sudamericane, mentre le altre selezioni disputerebbero le competizioni delle fasce inferiori.
In questo modo sarebbe garantita a tutte le federazioni una fase finale internazionale, ma con un livello tecnico adatto all’interno di ciascun torneo.
Sette mini Mondiali contro la Fifa
Altro che Mondiale con 48 partecipanti: il calendario prevederebbe sette «mini Mondiali» disputati in contemporanea sotto la gestione delle confederazioni e non della Fifa.





























