31 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

30 Lug, 2026

Rinviato il voto sul riconoscimento facciale. L’Ue: “Il riconoscimento facciale in spazi pubblici è vietato dall’AI Act”

Il monitoraggio della sala operativa della Questura di Roma

Slitta il parere sul decreto legislativo in materia di riconoscimento facciale. Il provvedimento è approdato anche all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Camera e Senato


Il voto della commissione Affari europei della Camera sullo schema di decreto legislativo in materia di riconoscimento facciale è stato rinviato. Dopo il via libera della commissione Politiche Ue del Senato, arrivato il 29 luglio, il provvedimento è approdato il 30 luglio anche all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Camera e Senato per i rispettivi pareri. In quelle sedi, a quanto si apprende, al momento l’iter prosegue senza rinvii.

La Commissione europea

Arriva intanto dallEuropa la precisazione sui confini giuridici della norma.

“Il riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili è una pratica vietata dalla legge sull’IA (AI Act), quindi è applicabile già dall’anno scorso e diventerà esecutivo entro quest’anno. Non vogliamo che con l’IA ci sia un controllo pubblico su dove noi e voi ci spostiamo quotidianamente negli spazi pubblici accessibili, quindi questo è un chiaro divieto”. Lo afferma il portavoce della Commissione nel Midday briefing. “Sul caso specifico italiano”, del decreto legislativo in discussione in Italia, “non ho tutti gli elementi, quindi non sto giudicando in anticipo ciò che sta accadendo attualmente in Italia”, precisa.

Palazzo Chigi

Palazzo Chigi invia una nota di chiarimento annunciando che rispetterà le norme Ue: «Sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili l’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorita giudiziaria».

Le opposizioni

“Il rinvio del voto in commissione sul dgls in materia di riconoscimento facciale è un fatto molto grave”. Lo dice Marianna Madia, vicepresidente della Commissione Affari europei e deputata di Iv-Casa Riformista. “La maggioranza si è svegliata e ha chiesto uno stop imprevisto al parere nel quale la relatrice teneva conto di alcune criticità emerse nelle tante audizioni di esperti da me richieste – evidenzia -. Il parere della maggioranza metteva in luce alcune criticità e quindi non era gradito. Questo ha mandato il centrodestra in confusione”. “Anche alla luce del blitz di ieri in Senato denunciato dal collega Sensi si tratta di una fatto politico gravissimo. La maggioranza sembra una caserma che deve seguire diktat di Palazzo Chigi, anche su materie delicatissime come la privacy. Così si rischia di creare stato di polizia e un grande fratello per tutti”, conclude.

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