La rimonta dell’Argentina passa in secondo piano: a monopolizzare i commenti sono le urla e l’entusiasmo del telecronista Rai per Messi e la Selección
«Togliete il commento ad Adani». «Paghiamo il canone per sentire certe cialtronate?» e ancora: «Potreste chiedere al signor Adani di smetterla di strillare come un maiale al macello ogni volta che l’Argentina segna e vince le partite. Grazie».
Questi sono solo alcuni dei commenti che è possibile leggere sotto il video pubblicato dal canale ufficiale della Rai. E neanche i più spinti. La pur affascinante semifinale mondiale, vinta in rimonta dagli argentini per 2 a 1, è passata in secondo piano. Non se la fila nessuno. La telecronaca di Lele Adani ha monopolizzato l’attenzione degli utenti.
Rivolta sui social
I toni sono spesso pesanti e sopra le righe, come chi commenta: «Abbandonatelo in autostrada». Eppure, sono tutti accomunati dalla stessa sensazione: l’entusiasmo di Adani avrebbe superato il confine del commento tecnico.
Al centro della discussione ci sono soprattutto le reazioni del telecronista ai due gol dell’Argentina. Dopo il pareggio di Enzo Fernández (su assist di Messi), Adani si è abbandonato a una sorta di delirio mistico in cui ha messo nello stesso calderone Messi, Maradona, Dio ed Einstein.
«Non è mai finita con l’Argentina! Non è mai finita con la Selección! Il cuore dei campioni del mondo! Enzo raccoglie da Lionel. Einstein diceva che le coincidenze sono il modo in cui Dio sceglie di rimanere anonimo. Ma non lo puoi fare con Dios! Maradona, quarant’anni dopo, orienta! Questa partita non la fa finire perché l’epica deve continuare».
L’esultanza per l’Argentina
Ma il tono si è alzato ancora di più quando Lautaro Martínez ha segnato il gol decisivo del 2-1, sempre su assist di Messi. È scoppiato un vero tripudio: «Non ci credo, non ci credo. Pure questo. Il tiro sul palo deviato. Ma ancora Leo Messi, che contende questa palla. Punta Spence. Lo dribbla. Ne ha due. Ha 39 anni e la mette di destro. Solo da spingere per il Toro di Bahía Blanca. Non può finire così! È infinito il cuore dell’Argentina, è infinita la leggenda di Lionel Messi».
Considerato il livello di esaltazione, avremmo potuto riportare le parole con il Caps Lock attivo.
Dall’altra parte, la reazione del collega Alberto Rimedio è stata british. Dopo qualche attimo di esitazione, con certo aplomb:
«Allora… riordiniamo le idee…».
Le polemiche non sono nuove
Del resto, lo stile di Adani è ormai ben noto a tutti gli appassionati di calcio. Le polemiche non nascono durante questa semifinale. E il suo stile aveva diviso il pubblico già nelle precedenti partite dell’Argentina ai Mondiali.
Dopo una sua esultanza durante la partita contro la Svizzera, il giornalista Fabio Ravezzani aveva scritto che senza le sue urla sarebbe stato possibile godersi meglio il torneo. A difenderlo, in quel caso, era poi intervenuto Alessandro Antinelli di Rai Sport, secondo cui il rumore delle critiche sui social rappresenta soltanto «una porzione del mondo reale», a differenza di molti altri telespettatori che apprezzano lo stile di Adani.
L’ex calciatore non ha mai nascosto il suo amore per l’Argentina. In precedenza, ha raccontato che il suo rapporto con il calcio argentino nacque grazie all’amicizia con Matías Almeyda, ex calciatore e allenatore conosciuto ai tempi dell’Inter e del Brescia. Mentre dopo la semifinale, ospite di «Notti Mondiali», lo stesso Adani ha spiegato di essersi commosso e di non riuscire sempre a controllare le parole durante le partite dei biancocelesti.
La replica di Adani
«Mi vengono le parole da sole e sono parole di sentimento. E a volte non so nemmeno cosa dico. Ma sono le lacrime che mi dà il calcio, ed è una cosa da condividere con tutta Italia. Grazie alla Rai che mi permette di arrivare a milioni di persone».
Dichiarazioni di cui i suoi critici evidenziano soprattutto la frase, «a volte non so cosa dico».
Un personaggio che divide
In ogni caso, nonostante la miriade di commenti negativi, c’è da considerare che le reazioni social non possano essere considerate un vero e proprio sondaggio sull’intero pubblico della Rai. Adani si è creato un personaggio che è diventato parte integrante dello spettacolo sportivo. A volte, come in quest’ultimo caso, oscura la partita stessa. Cosa poco apprezzata da una buona fetta di pubblico. Ma quando ci si pone al centro della scena, è facile attirare numerose critiche. Non si può piacere a tutti.
Per il momento, la questione è rimandata alla finale contro la Spagna, programmata per le 21 di domenica 19 luglio 2026. Sotto i video della Rai, tra i commenti più gettonati, si trova: «Spero che Adani non commenti la finale».
Ragion per cui sarà interessante capire quale sarà la decisione della televisione pubblica in merito. È comunque innegabile che il fenomeno Adani si inserisca in una tendenza di carattere più generale che vede i telecronisti, soprattutto quelli calcistici, nei panni di urlatori seriali. Poco British.





























