Marine Le Pen condannata in appello torna eleggibile per le presidenziali francesi. Ora deve decidere se fare campagna elettorale con il braccialetto o lasciare spazio a Jordan Bardella
I giudici hanno confermato la colpevolezza di Marine Le Pen per l’uso improprio dei fondi del Parlamento europeo destinati agli assistenti parlamentari. La pena è stata ridotta a tre anni di carcere: due con la condizionale e uno da scontare con il braccialetto elettronico.
L’ineleggibilità, che in primo grado era stata fissata a cinque anni, è stata ridotta a 45 mesi, di cui 30 sospesi. I 15 mesi effettivi sono però già stati scontati, perché la misura decorreva dalla sentenza del marzo 2025.
Dal punto di vista giuridico, Le Pen potrà presentarsi al voto dell’aprile 2027.
Le Pen è uscita dall’aula sorridendo, senza rilasciare dichiarazioni. Subito dopo ha raggiunto la sede del Rassemblement National per discutere le prossime mosse. In serata è attesa in televisione su TF1, dove potrebbe chiarire se intende davvero candidarsi per la quarta volta all’Eliseo.
Il nodo della campagna elettorale
Il problema è il braccialetto elettronico. Le Pen ha detto più volte di non voler fare campagna elettorale con questa misura, sostenendo che limiterebbe gli spostamenti e danneggerebbe la sua credibilità politica.
Sarà un giudice dell’esecuzione a stabilire le condizioni concrete: orari in cui potrà uscire di casa, rientro serale, eventuali restrizioni nei fine settimana. La misura renderebbe più difficile una campagna nazionale, ma non necessariamente impossibile. Le Pen potrebbe anche chiedere, dopo alcuni mesi, la rimozione anticipata del braccialetto per buona condotta.
Il bivio del Rassemblement National
La decisione apre un confronto interno al Rassemblement National. Il partito si è preparato per mesi a due scenari: una candidatura di Le Pen oppure il passaggio definitivo a Jordan Bardella, presidente del partito e volto più giovane della destra nazionalista francese.
I sondaggi indicano entrambi come candidati competitivi per arrivare al ballottaggio. Alcune rilevazioni recenti attribuiscono a Bardella un risultato migliore di Le Pen al primo turno.
Il caso dei fondi europei
La vicenda nasce dall’accusa di aver usato fondi del Parlamento europeo, destinati agli assistenti parlamentari, per pagare personale del partito in Francia. Le Pen ha sempre contestato la ricostruzione dei giudici. Dopo la sentenza, il legale del Parlamento europeo, Patrick Maisonneuve, ha rivendicato la decisione:
«Abbiamo sempre detto che erano stati sottratti soldi pubblici, soldi dei contribuenti europei. Ora è stato confermato per la seconda volta».
La partita giudiziaria non chiude quella politica. Anzi, la riapre. Marine Le Pen può correre. Ma dovrà decidere se farlo portando al piede il simbolo più ingombrante della sua condanna.































