30 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

30 Giu, 2026

Monaco, bomba per l’oligarca Vadim Ermolaev: chi è il re di Dnipro

L'oligarca ucraino, Vadim Ermolaev

L’esplosione nel Principato avrebbe avuto come obiettivo l’oligarca ucraino, ferito insieme alla moglie e al figlio. Ma gli investigatori valutano anche la pista del figlio Artur


Una potente esplosione ha scosso il Principato di Monaco. Ieri sera tre persone di nazionalità ucraina son rimaste ferite, due delle quali in modo grave. Secondo le autorità si tratta di un atto doloso. «È molto probabile che sia un attentato», ha dichiarato all’Afp Christophe Mirmand, ministro di Stato e capo del governo del Principato.

L’ordigno sarebbe stato lasciato nella hall di un edificio residenziale, dentro una borsa o uno zaino. Un sospettato è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre si allontanava a piedi verso Beausoleil, la cittadina francese al confine con Monaco. È ancora in fuga.

L’esplosione nel Principato

La deflagrazione è avvenuta intorno alle 21 in un edificio residenziale tra Boulevard d’Italie e Rue du Révérend Père Louis Frolla, lungo il confine con la Francia. L’ordigno è esploso mentre alcune persone stavano entrando nel palazzo.

Secondo Mirmand, il dispositivo conteneva probabilmente bulloni e schegge, elementi pensati per aumentarne la capacità offensiva. Le autorità locali hanno attivato il «piano rosso», previsto in caso di eventi violenti con più vittime o rischio di numerose vittime.

I feriti ucraini

Secondo le informazioni riportate da Le Figaro e da altri media francesi, i tre feriti apparterrebbero alla stessa famiglia ucraina. Due adulti, un uomo e una donna tra i 50 e i 60 anni, sono ricoverati in condizioni molto gravi e in prognosi riservata. Meno grave il tredicenne che era con loro. Tra le vittime ci sarebbe Vadim Ermolaev, oligarca ucraino residente a Monaco dall’inizio della guerra. L’identità dei feriti non è stata ancora confermata ufficialmente dalle autorità del Principato.

L’obiettivo dell’attentato nel Principato di Monaco potrebbe essere proprio Vadim Ermolaev, 58 anni, anche se alcune fonti ipotizzano che il vero bersaglio potesse essere il figlio Artur, 35.

Chi è Vadim Ermolaev

Ermolaev è uno degli uomini d’affari più ricchi dell’Ucraina. Ha costruito la sua fortuna nel settore immobiliare, nella produzione e importazione di alcolici, cosmetici e detergenti. Per anni è stato soprannominato «il re di Dnipro» e il suo patrimonio è stimato vicino al miliardo di euro.

Fonti vicine all’inchiesta lo descrivono come un «rifugiato Vip» nel Principato dall’inizio del conflitto. Al momento dell’esplosione si trovava nel condominio con la compagna e il figlio. Nel 2019 ha rinunciato alla cittadinanza ucraina ottenendo quella cipriota. Le autorità di Kiev lo accusano di aver continuato a controllare, attraverso prestanome, le aziende del gruppo Alef in Crimea anche dopo l’occupazione russa del 2014. Per questo nel 2023 è stato colpito da sanzioni ucraine. Nonostante ciò, alcune società a lui riconducibili hanno ottenuto concessioni pubbliche, compresa quella per l’estrazione del marmo destinato al futuro Santuario degli Eroi, il grande cimitero militare in costruzione alle porte di Kiev.

La vita dell’oligarca a Monaco

Considerato da tempo un mediatore d’affari tra imprenditori russi e ucraini, vive nel Principato di Monaco da almeno sette anni. Il figlio Artur è stato arrestato lo scorso dicembre a Cipro su mandato dell’Interpol, richiesto dalla magistratura estone, nell’ambito di un’inchiesta su una frode finanziaria da circa 100 milioni di euro legata a un network turco-ucraino di call center. Estradato a Tallinn, a maggio ha patteggiato una condanna a cinque anni di reclusione, con quattro mesi di carcere effettivo, e il pagamento di un risarcimento da 8,5 milioni di euro.

Il sospettato in fuga

Le telecamere di sorveglianza avrebbero ripreso un uomo mentre lasciava uno zaino davanti all’ingresso dell’edificio e poi si allontanava a piedi. Secondo le autorità, il sospettato avrebbe raggiunto Beausoleil, in territorio francese.

È stata avviata una cooperazione di polizia tra Monaco e Francia per rintracciarlo. Alcuni testimoni avrebbero fornito elementi utili alla sua identificazione. Le indagini proseguono per chiarire il movente e verificare se il bersaglio dell’attacco fosse proprio la famiglia ucraina.

Lo shock di Monaco

Il principe Alberto II ha definito l’esplosione «un crimine efferato» e «uno shock per l’intera comunità monegasca». «Il Principato di Monaco rimarrà unito e determinato di fronte alla violenza e alla criminalità», ha dichiarato in una nota. «La sicurezza della nostra comunità è sempre stata una priorità; lo rimarrà più che mai, qualunque siano le minacce».

Sul posto sono intervenuti circa cinquanta vigili del fuoco, tra cui rinforzi francesi, e 84 agenti della pubblica sicurezza. Presenti anche il ministro di Stato, il procuratore generale Stéphane Thibault, il presidente del Consiglio nazionale e un collaboratore del principe Alberto.

Un atto senza precedenti

«Che io sappia, è la prima volta nella storia che un atto del genere si verifica nel Principato», ha detto Mirmand. Il sindaco di Nizza, Éric Ciotti, ha espresso solidarietà alle vittime e al popolo di Monaco, parlando di «attentato» e di «tragedia».

Anche Charles Ange Ginésy, presidente del consiglio dipartimentale delle Alpi Marittime, ha espresso «profonda solidarietà» alle vittime e alle loro famiglie.

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