La Cassazione ha rigettato i ricorsi e confermato le condanne per il disastro ferroviario del 2009. Per l’ex ad di Ferrovie Mauro Moretti definitiva la pena a cinque anni
Diciassette anni dopo una delle più gravi tragedie ferroviarie della storia italiana arriva la parola definitiva della giustizia. La Cassazione ha confermato le condanne per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009, quando il deragliamento di un treno merci carico di Gpl provocò un’esplosione che uccise 32 persone e ne ferì oltre cento. Diventa definitiva anche la condanna a cinque anni di reclusione per l’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rfi, Mauro Moretti, che dovrà scontare la pena in carcere.
La decisione della Cassazione
I giudici della quarta sezione penale hanno rigettato tutti i ricorsi presentati dagli imputati, confermando integralmente le condanne stabilite nel processo d’appello ter celebrato a Firenze. Oltre a Mauro Moretti, diventano definitive altre dieci condanne nei confronti di ex dirigenti e tecnici coinvolti nella gestione e nella manutenzione del convoglio deragliato.
Per tutti resta l’accusa di disastro ferroviario colposo, mentre per Moretti è confermata anche quella di incendio.
La difesa: «Sentenza profondamente ingiusta»
Durissima la reazione della difesa dell’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. L’avvocata Ambra Giovene ha definito la sentenza «profondamente ingiusta», sostenendo che il suo assistito non abbia responsabilità nella tragedia.
Il legale ha annunciato che valuterà la presentazione di un’istanza per ottenere gli arresti domiciliari, sottolineando come la decisione della Cassazione comporti per alcuni imputati l’ingresso in carcere per un reato colposo.
LEGGI Donnarumma lascia Fs, Salvini apre la fase due dopo i disservizi sui treni
Una vicenda giudiziaria durata 17 anni
La sentenza mette fine a uno dei procedimenti giudiziari più lunghi e complessi degli ultimi decenni. Il processo ha attraversato diversi gradi di giudizio e più rinvii disposti dalla stessa Cassazione, fino all’appello ter celebrato davanti alla Corte di Firenze.
In quell’occasione i giudici avevano confermato tutte le responsabilità già accertate, rideterminando le pene dopo il rinvio limitato agli effetti delle attenuanti generiche.
«La vita viene prima dell’attività economica»
Nelle motivazioni dell’appello ter, la Corte di Firenze aveva ribadito un principio destinato a restare centrale nella vicenda: «L’attività economica merita indubbiamente tutela», ma «non può prevalere sulla tutela della vita delle persone».
I giudici avevano inoltre spiegato che il risarcimento dei danni alle vittime e ai familiari, pur rilevante, era stato effettuato tardivamente e da un soggetto terzo, elemento che non poteva attenuare la straordinaria gravità delle condotte e delle conseguenze del disastro.
La tragedia del 29 giugno 2009
La notte del 29 giugno 2009 un treno merci che trasportava Gpl deragliò nei pressi della stazione di Viareggio. La fuoriuscita del gas provocò una violenta esplosione che investì le abitazioni vicine ai binari, causando la morte di 32 persone e il ferimento di oltre cento.





























