La premier rivendica il lavoro svolto al vertice di Evian e parla di risultati importanti su Ucraina, Medio Oriente e sicurezza energetica. Sulla possibile missione a Hormuz frena: «Serve tempo, decideremo nei prossimi 60 giorni»
«Si sono appena chiusi i lavori di un vertice molto importante dei cui risultati sono soddisfatta». Con queste parole Giorgia Meloni ha tracciato il bilancio del G7 di Evian, rivendicando il lavoro svolto dai leader sulle principali crisi internazionali.
La presidente del Consiglio ha sottolineato come il summit abbia prodotto una convergenza tra i Paesi partecipanti che non poteva essere considerata scontata.
«Abbiamo lavorato bene insieme»
«Abbiamo lavorato bene insieme con una convergenza che non era scontata: credo debba essere una ottima notizia per tutti», ha dichiarato la premier nella conferenza stampa conclusiva. Il riferimento è ai dossier che hanno dominato il vertice, dalla guerra in Ucraina all’accordo tra Stati Uniti e Iran, fino alla sicurezza delle rotte energetiche nel Golfo.
La missione a Hormuz
Meloni ha confermato la disponibilità italiana a contribuire a eventuali iniziative internazionali per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.
«Abbiamo confermato che l’Italia è pronta a fare la sua parte anche per missioni volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, ferme restando le necessarie autorizzazioni», ha spiegato.
La premier ha però precisato che non esiste ancora una decisione operativa e che i prossimi sessanta giorni saranno decisivi per valutare l’evoluzione della situazione.
Il ruolo del Parlamento
Sul possibile coinvolgimento delle forze italiane, Meloni ha chiarito che il Parlamento sarà chiamato a esprimersi quando il quadro sarà più definito. «Ci sono sessanta giorni di tempo. Quello che si è discusso è vedere come va in questi sessanta giorni e valutare in corsa se e quando partire», ha affermato.
Nel frattempo proseguiranno incontri e attività preparatorie di carattere tecnico. L’autorizzazione parlamentare, ha assicurato la premier, sarà richiesta con tempi adeguati per consentire un confronto approfondito.
Il rapporto con Trump
Meloni ha risposto alle domande sul rapporto con Donald Trump dopo i recenti attriti emersi su alcuni dossier internazionali.
«Ho trovato il rapporto immutato», ha spiegato, escludendo tensioni personali. «Non ci sono state recriminazioni. Siamo entrambi leader che difendono con determinazione l’interesse nazionale». La presidente del Consiglio ha aggiunto che tra i due esiste la consapevolezza di poter avere posizioni differenti senza che questo comprometta il dialogo politico.
«Alla fine ognuno capisce qual è il punto di vista dell’altro e si riparte da quello che si può fare nei prossimi mesi», ha concluso.

































