ROMA (ITALPRESS) – Nel giugno del 1936 debuttava la Fiat 500, affettuosamente ribattezzata “Topolino”, cambiando per sempre la storia della mobilità dell’intero Paese e avviando la “democratizzazione” delle automobili finora ad appannaggio delle classi più abbienti. Con lo stesso approccio, ancora oggi FIAT realizza modelli accessibili e su misura delle reali esigenze della clientela, originalità e simpatia tipici del Brand torinese. A novant’anni dal suo lancio, la Fiat 500 “Topolino” continua a raccogliere attorno a sè appassionati e collezionisti, custodi di una memoria che è parte integrante dell’identità industriale e culturale nazionale. Per celebrare la ricorrenza, il Topolino Autoclub Italia ed il Club Topolino Fiat Torino hanno istituito un comitato di nome “La Topolino va ai 90”, che ha organizzato l’omonimo evento: uno spettacolare raduno che, dall’11 al 14 giugno, ha attraversato i luoghi più suggestivi di Torino e dintorni. Sabato 13 giugno, all’interno di un ricco e suggestivo itinerario, gli equipaggi hanno fatto tappa all’Heritage Hub, ubicato nel comprensorio industriale di Mirafiori, che un tempo accoglieva anche la produzione della mitica Topolino a partire dal 1947 (prima era realizzata nell’altrettanto iconico sito del Lingotto). In questa splendida cornice ha preso vita un evento esclusivo riservato ai partecipanti de “La Topolino va ai 90”, che hanno potuto godersi una visita guidata del polo espositivo e una cena di gala immersi in un patrimonio unico al mondo.
In esposizione, oltre a due stupendi esemplari delle versioni B e C, anche le riproduzioni di alcuni manifesti e bozzetti pubblicitari di 500 Topolino, realizzate da artisti per il lancio della vettura, delle vere e proprie opere d’arte, conservate presso il Centro Storico Fiat. In mostra pure un Telaio di 500 A – gentilmente prestato dal MAUTO che l’ebbe in dono da FIAT nel 1937 – che mostra quanto ingegnoso fosse il progetto di Dante Giacosa, per alcuni tratti ispirato alle tecniche dell’ingegneria aeronautica. Del resto, il giovane progettista aveva iniziato la sua carriera in Fiat Avio per poi approdare in FIAT dove firmò alcune delle vetture più iconiche e innovative dell’epoca. L’Heritage Hub si conferma una location perfetta per eventi privati e istituzionali, capace di unire la suggestione del luogo al fascino di una collezione unica al mondo. Per maggiori informazioni e prenotazioni si può scrivere a heritagehub@stellantis.com. Inoltre, va ricordato che le visite sono disponibili tutti i giorni (tranne il lunedì) previo acquisto del biglietto online al seguente link con la possibilità di scegliere tra visita autonoma nei giorni feriali o visita guidata nel fine settimana. La Fiat 500 “Topolino” nasce tra le due guerre mondiali con l’obiettivo di avviare la motorizzazione di massa dell’Italia attraverso una vettura economica. Il progetto parte da un’idea ambiziosa del direttore tecnico Antonio Fessia che immaginava una vetturetta “tutt’avanti”, con motore e trazione anteriori, architettura assai inusuale per l’epoca. Un inconveniente durante il collaudo del primo prototipo costringe però a rivedere l’impostazione e nel 1934 il progetto passa al giovane Dante Giacosa, fino ad allora impegnato sui motori d’aviazione.
Lo schema diventa così tradizionale (motore anteriore, trazione posteriore), ma con una soluzione curiosa: il quattro cilindri da 569 cc si colloca davanti all’asse anteriore e perfino al radiatore. Questa ricerca ossessiva del risparmio genera dettagli ingegnosi: il radiatore, posto in alto dietro al motore, non necessita di pompa dell’acqua perchè sfrutta il principio del termosifone, mentre i 13 CV di potenza le consentono di raggiungere 85 km/h. Inoltre, il passo di 2 metri offre una buona abitabilità per due persone e un accenno di divanetto posteriore può ospitare un passeggero solo quando il tetto in tela, nella versione in cui previsto, può essere aperto. Proprio il motore basso consente un cofano affusolato, ai cui lati, sui parafanghi, i fari esterni ricordavano le orecchie del celebre personaggio Disney: di qui il soprannome “Topolino”. Presentata nel giugno del 1936 come la “nuova piccola grande vettura del risparmio e del lavoro”, con tanto di filmato dell’Istituto Luce girato sul terrazzo del Circolo della Stampa di Torino – la 500 costava 8.900 lire, ben oltre l’obiettivo iniziale di 5.000 lire, ma fu ugualmente un successo con circa 20mila unità l’anno vendute fino alla guerra. Dopo il conflitto, il modello riprende ad essere prodotto ed evolve: nel 1948, infatti, al salone di Ginevra fa il suo esordio la 500 B che, sotto una carrozzeria quasi invariata, nasconde una potenza incrementata di quasi il 30% (95 km/h), con freni, sospensioni idrauliche e impianto elettrico rinnovati; con essa debutta la Giardiniera Belvedere, prima “Topolino” a quattro posti, dalle profilature in legno ispirate alle station wagon americane. Nel 1949 è la volta della 500 C, che adotta fari incassati, calandra orizzontale, testata in alluminio e – primato per una Fiat di serie – il riscaldamento dell’abitacolo. La produzione si chiude nel 1955 dopo oltre 376 mila esemplari: protagonista del dopoguerra come auto di famiglia e instancabile furgonetta da lavoro, la piccola e rivoluzionaria vettura continua a circolare fino agli anni ’60, quando cede gradualmente il testimone alla 600 e alla Nuova 500, chiamate a completare quella motorizzazione di massa dell’Italia che la “Topolino” aveva avviato.
– Foto ufficio stampa Stellantis –
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