11 Giugno 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

23 Apr, 2026

Iran, Trump: «Distruggeremo qualsiasi nave metta mine a Hormuz»

Petroliere nello Stretto di Hormuz

Le Guardie rivoluzionarie iraniane fermano e sequestrano due cargo nello Stretto. Il presidente Usa: “L’Iran sta avendo grandissime difficoltà a capire chi sia il suo leader”. Ma non è così. Comandano i generali delle Guardie Rivoluzionarie. E Khamenei, nascosto e ferito, è vigile



La tregua tra Stati Uniti e Iran regge formalmente ma nei fatti è sempre più fragile. Mentre Donald Trump ne ha annunciato l’estensione unilaterale, nello Stretto di Hormuz l’Iran alza il livello dello scontro: sequestri di navi, colpi di avvertimento e controllo della rotta energetica più delicata al mondo. Nessuna delle due parti sembra disposta a fare un passo indietro.

Trump ha ordinato alle forze americane di sparare e a qualsiasi nave che mette mine nello Stretto di Hormuz. “Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di aprire il fuoco e distruggere qualsiasi imbarcazione, per quanto piccola essa possa essere, che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Non dovrà esserci alcuna esitazione”, scrive il presidente sul suo social Truth. “Inoltre, le nostre navi dragamine stanno bonificando lo Stretto proprio in questo momento. Ordino pertanto che tale attività prosegua, ma a un livello triplicato”, evidenzia.

L’Iran avverte che è pronto a reagire con “sorprese” militari per difendere il Paese. Le Guardie rivoluzionarie parlano di massima allerta contro quello che definiscono un “nemico guerrafondaio”.

Intanto, gli Usa prorogano di 30 giorni l’esenzione dalle sanzioni sul petrolio russo. Alla vigilia del vertice Ue a Cipro, Volenterosi riuniti a Londra: sul tavolo la riapertura di Hormuz. Marina italiana: “Pianificato l’invio di 4 navi con Francia, Gb, Olanda, Belgio”.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

Trump: “Hormuz sigillato ermeticamente da noi”

“L’Iran sta avendo grandissime difficoltà a capire chi sia il suo leader! Proprio non lo sanno! I contrasti interni tra i “falchi”, che stanno perdendo MALAMENTE sul campo di battaglia, e i “moderati”, che non sono affatto così moderati (ma stanno guadagnando rispetto!), sono PAZZESCHI!”, scrive il presidente Usa su Truth.

“Noi abbiamo il controllo totale sullo Stretto di Hormuz. Nessuna nave può entrare o uscire senza l’approvazione della Marina degli Stati Uniti. È “sigillato ermeticamente” fino a quando l’Iran non sarà in grado di fare un ACCORDO!!!” e conclude col solito. Grazie per la vostra attenzione su questa questione. Presidente DONALD J. TRUMP

Come sta Mojtaba Khamenei, nascosto e vigile

Khamenei è circondato da un’équipe di medici che si prendono cura delle ferite riportate nei raid aerei. Gli alti comandanti delle Guardie Rivoluzionarie e gli alti funzionari governativi non gli fanno visita per paura che Israele possa rintracciarli e ucciderlo. Come riporta il New York Times, il presidente Masoud Pezeshkian, che è anche cardiochirurgo, e il ministro della Sanità sono entrambi coinvolti nelle sue cure. Khamenei è mentalmente lucido e cosciente, secondo quanto riferito da quattro alti funzionari iraniani a conoscenza delle sue condizioni di salute. 

Una gamba è stata operata tre volte e attende una protesi. Ha subito un intervento chirurgico a una mano e sta lentamente recuperando la funzionalità. Il viso e le labbra sono stati gravemente ustionati, cosa che gli rende difficile parlare. In futuro, avrà bisogno di un intervento di chirurgia plastica. Khamenei non ha registrato alcun messaggio video o audio perché non vuole apparire vulnerabile o debole nel suo primo discorso pubblico. Ha rilasciato diverse dichiarazioni scritte che sono state pubblicate online e lette dalla televisione di stato. 

I messaggi che gli arrivano sono scritti a mano, sigillati in buste e trasmessi attraverso una catena umana da un corriere fidato all’altro, che viaggiano su autostrade e strade secondarie, in auto e in moto, fino a raggiungere il suo nascondiglio. Le sue risposte ritornano indietro attraverso lo stesso percorso. 

Gli stretti legami di Khamenei con i generali, con i quali è cresciuto (si arruolò volontario per combattere nella guerra Iran-Iraq da adolescente), li hanno resi la forza dominante. La Repubblica islamica non è stata rovesciata. Il potere ora è nelle mani dell’esercito e l’influenza del clero sta diminuendo. Secondo quanto riferito, il neoeletto leader supremo ha seguito le direttive dei generali, obiettando raramente, se non mai.

Pasdaran sequestrano due cargo

Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha sequestrato due navi cargo, la Msc Francesca e la Epaminondas, nelle acque vicino allo Stretto di Hormuz. Secondo i media iraniani, le imbarcazioni non avrebbero rispettato le nuove regole imposte da Teheran per il transito, tra cui l’obbligo di autorizzazioni e rotte predefinite. I dati di tracciamento indicano che entrambe le navi sono ora ferme a circa otto miglia dalla costa iraniana.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno diffuso oggi un video che mostrerebbe il sequestro di due imbarcazioni nello stretto di Hormuz. Lo scrive il Guardian. È la prima volta che l’Iran sequestra navi dall’inizio della guerra, alla fine di febbraio.

Colpita anche una terza nave

Fonti iraniane riferiscono che una terza nave, la Euphoria, sarebbe stata presa di mira. I sistemi di monitoraggio mostrano movimenti anomali, con bruschi cambi di direzione e soste improvvise durante il passaggio nello stretto.

Washington: Non è violazione della tregua

La Casa Bianca ha ridimensionato l’accaduto. La portavoce Karoline Leavitt ha dichiarato che il presidente non considera i sequestri una violazione del cessate il fuoco, sottolineando che non si trattava di navi americane o israeliane. Un segnale della volontà di mantenere aperto il canale negoziale nonostante l’escalation sul campo.

LEGGI Iran-Usa, tregua a tempo: Trump è senza via d’uscita

Licenziato il segretario della Marina Phelan

Negli Stati Uniti, il segretario della Marina John Phelan è stato rimosso dopo mesi di tensioni interne al Pentagono. Secondo i media, alla base dello scontro ci sarebbero i rapporti diretti con Trump, Hegsteh e divergenze sulla strategia militare e sul rafforzamento della flotta.

Blocco Usa: 31 navi costrette a invertire la rotta

Il comando centrale americano (Centcom) ha ordinato a 31 navi di invertire la rotta o rientrare in porto nell’ambito del blocco contro l’Iran. Una misura che conferma la stretta sul traffico marittimo e alimenta lo scontro con Teheran. Il risultato è uno stallo: gli Stati Uniti controllano l’accesso, l’Iran controlla il passaggio.

Hormuz, primi introiti dai pedaggi

Secondo fonti del Parlamento iraniano, Teheran avrebbe già incassato i primi proventi dai pedaggi imposti sullo Stretto di Hormuz. I fondi sarebbero stati versati alla banca centrale, segno che il controllo della rotta energetica viene ormai usato anche come leva economica oltre che militare.

Stallo sui negoziati

Non ci sono segnali concreti di una ripresa dei colloqui. Le posizioni restano distanti, soprattutto sulle condizioni per la sicurezza nello stretto. La tregua esiste sulla carta, ma il confronto strategico continua.

Pressione su Trump: scadenza dei 60 giorni

A complicare il quadro c’è anche la scadenza del primo maggio: secondo la legge americana sui poteri di guerra, Trump dovrà decidere se chiedere al Congresso l’autorizzazione a continuare il conflitto o iniziare il ritiro. I Repubblicani hanno finora bloccato i tentativi dei Democratici di limitarne l’azione, ma il margine politico potrebbe ridursi.

Escalation anche in Libano

Sul fronte parallelo Israele-Libano, nuovi attacchi mettono a rischio la tregua. Un raid israeliano ha ucciso una giornalista e ferito un’altra nel sud del Paese. Hezbollah accusa Israele di violazioni, mentre Tel Aviv rivendica azioni difensive contro obiettivi militari.

Crisi economica e fuga dall’Iran

Intanto cresce la pressione interna su Teheran: cittadini iraniani attraversano il confine con la Turchia per sfuggire alla crisi economica aggravata dal conflitto. Un segnale che la guerra si gioca anche sul fronte interno. (In foto la protesta pro regime ieri, mercoledì 22, a Teheran)

Europa e alleati: vertici e missione su Hormuz

Alla vigilia del vertice Ue a Cipro, i Paesi “volenterosi” si riuniscono a Londra per discutere la riapertura dello Stretto di Hormuz. Anche l’Italia si prepara: la Marina ha pianificato l’invio di quattro navi in una missione internazionale con Francia, Regno Unito, Olanda e Belgio.

Esecuzione in Iran per presunto spionaggio

Teheran ha annunciato l’esecuzione di un uomo accusato di collaborare con il Mossad. La condanna, confermata dalla Corte Suprema, sarebbe legata a presunte operazioni terroristiche contro il Paese.

Il due post del giorno di Trump

Ai leader iraniani, che presto saranno in negoziato con i miei rappresentanti: apprezzerei molto il rilascio di queste donne. Sono sicuro che apprezzeranno il fatto che lo abbiate fatto. Per favore non fate loro alcun male! Sarebbe un ottimo inizio per i nostri negoziati!!! Grazie per la vostra attenzione su questa questione. Presidente DONALD J. TRUMP

E a seguire.

Ottime notizie! Mi è appena stato comunicato che le otto donne manifestanti che sarebbero state giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise. Quattro saranno rilasciate immediatamente e quattro saranno condannate a un mese di carcere. Apprezzo molto che l’Iran e i suoi leader abbiano rispettato la mia richiesta, in qualità di Presidente degli Stati Uniti, e abbiano annullato l’esecuzione prevista. Grazie per la vostra attenzione su questa questione! Presidente DONALD J. TRUMP

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