23 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

23 Apr, 2026

Ucraina, l’Europa sblocca il prestito da 90 miliardi a Kiev

Il presidente ucraino Zelensky

L’Europa dà il via libera al prestito da 90 miliardi all’Ucraina, tornando a sostenere Kiev dopo il cambio di leadership a Budapest


Dopo tanto penare, finalmente il prestito da 90 miliardi per l’Ucraina è in dirittura di arrivo. Ieri gli europei sono infatti riusciti a far approvare il piano di prestiti per Kiev, fermo da mesi, e il nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca. La svolta, in tal senso, era stata ampiamente prevista: con la caduta di Viktor Orban dopo le recenti elezioni in Ungheria, sostituito alla guida del Paese dal ben più accomodante Peter Magyar, è venuto meno uno degli argini che frenava l’attuazione di questa importantissima manovra, valvola di salvezza per un Ucraina sempre più in difficoltà.

L’ostacolo al prestito atteso da tempo è stato finalmente rimosso ieri quando il gruppo petrolifero ungherese MOL ha fatto sapere di essere stato informato che l’operatore ucraino dell’oleodotto Druzhba, noto del contendere tra Budapest e Kiev, era pronto a riprendere il transito di petrolio greggio verso l’Ungheria e la Slovacchia.

E senza il blocco del Druzhba, fonte di approvvigionamento vitale per i due Paesi europei, il motivo stesso dell’ostracismo ungherese, e in parte slovacco, è venuto meno. Motivo per cui si è potuti procedere con il piano europeo, che a meno di eclatanti stravolgimenti sarà ufficialmente approvato oggi dal Consiglio europeo in coincidenza con l’arrivo in Ungheria e Slovacchia delle prime quote di petrolio attraverso il Druzhba.

Una lunga attesa per Kiev

Si chiude così, dopo tante tribolazioni, una delle pagine forse più scomode del sostegno europeo all’Ucraina. Per mesi il Paese in guerra ha assistito allo scontro interno all’Unione sperando di veder arrivare prima o poi i fondi di cui aveva bisogno. Solo per essere costantemente deluso dalla poco collaborativa posizione di alcuni membri dell’Ue, decisamente molto vicini a Mosca.

Quanto successo ieri, inoltre, è rilevante anche per quanto concerne le misure attuate contro la Russia. Il ventesimo pacchetto di sanzioni europee a Mosca, infatti, rischia di risultare particolarmente gravoso per il Cremlino, andando a colpire nello specifico quello che è uno dei settori economici più rilevanti del Paese, ovvero quello energetico. Nuove sanzioni saranno in tal senso applicate alle navi commerciali russe esportanti idrocarburi, così come saranno limitati i servizi resi a oleodotti e terminal petroliferi e gassiferi di proprietà russa.

Nel mirino energia e logistica russa

Nel mirino, poi, anche la vasta flotta di rompighiaccio di Mosca, sempre più spesso identificata come un asset economico e strategico vitale per la Russia e per la sua economia. Da domani, in caso di approvazione del pacchetto, sarà vietata la fornitura di servizi di qualsiasi tipo a questo tipo di navi, che saranno de facto equiparate a metaniere e petroliere già colpite dalle sanzioni. Proprio per questo i russi si sono già lamentati considerevolmente, tornando ad attaccare le decisioni europee in materia di sanzioni, giudicate attacchi diretti al Paese.

E su questo fronte è arrivato ieri dalla Russia l’ennesimo attacco all’Italia. A portarlo sempre il noto Vladimir Solovyov, conduttore finito sotto i riflettori del Bel Paese per il suo recente attacco alla premier Giorgia Meloni. Ieri Solovyov è tornato a parlare di Meloni, la quale a suo dire «condividendo le idee di Mussolini, partecipa ai crimini dell’Italia fascista». Per Solovyov, in buona sostanza, sostenere «i nazisti ucraini» equivale ad un’ammissione di colpa da parte della premier, che così facendo si schiera dalla parte dei «fascisti» tanto di oggi quanto del passato. Accuse ovviamente ridicole, ma che permettono a Solovyov di far parlare di sé anche all’estero.

Sul campo, comunque, i russi hanno intensificato gli sforzi nel Donbass in quella che è stata solo l’ennesima offensiva volta a chiudere l’accerchiamento di alcuni importanti nodi della “cintura di fortezze” ucraine nella regione. Tuttavia, nonostante i continui assalti, gli ucraini hanno continuato a rivendicare vittorie limitate, suggellate anche da alcune limitate riconquiste lungo la linea del fronte. È chiaro, però, che anche questi moderati successi non possono ribaltare una situazione bellica che resta sfavorevole per Kiev, specialmente per quanto riguarda il consumo di materiale bellico e la perdita di preziosissimo personale militare.

Il valore strategico degli aiuti europei

In questo quadro, il sostegno europeo assume un valore che va ben oltre la dimensione economica immediata. Le risorse in arrivo potranno contribuire a tamponare alcune delle criticità più urgenti, ma difficilmente basteranno, da sole, a invertire l’inerzia di un conflitto che continua a logorare l’Ucraina sul piano umano e materiale.

Molto dipenderà dalla continuità degli aiuti e dalla capacità dei partner occidentali di mantenere una linea compatta anche nei prossimi mesi, quando il costo politico ed economico del sostegno a Kiev potrebbe tornare a farsi sentire con forza all’interno delle opinioni pubbliche europee.

LEGGI ‘Donnyland’, il piano dell’Ucraina: così Kiev prova a conquistare Trump

Allo stesso tempo, il nuovo pacchetto di sanzioni rappresenta un ulteriore tentativo di aumentare la pressione su Mosca, colpendo snodi sempre più sensibili della sua economia. Resta però aperta la questione della loro reale efficacia nel medio periodo, alla luce della capacità russa di adattare i propri flussi commerciali. È in questo equilibrio instabile tra sostegno a Kiev, pressione su Mosca e tenuta interna dell’Unione che si giocheranno le prossime fasi del conflitto, in un contesto in cui anche i più timidi spiragli diplomatici continuano a scontrarsi con la realtà di una guerra ancora lontana da una soluzione.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

Primo piano

Nessun risultato

La pagina richiesta non è stata trovata. Affina la tua ricerca, o utilizza la barra di navigazione qui sopra per trovare il post.

EDICOLA