22 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

22 Apr, 2026

‘Donnyland’, il piano dell’Ucraina: così Kiev prova a conquistare Trump

Donbass

Nei negoziati sulla guerra spunta “Donnyland”, il nome usato da Kiev per spingere Trump a sostenere la propria posizione sul Donbass


La guerra in Iran distrae mondo, risorse, armi ma soprattutto distoglie l’attenzione del presidente Usa dalla guerra in Ucraina. Guerra con cui Trump si è spesso spazientito. Quindi, per attirare il suo sguardo, i suoi aerei, qualcuno ha pensato di dare una scossetta all’ego presidenziale ormai noto a livello planetario e anche celeste. L’idea è ribattezzare una parte del Donbass “Donnyland”. Lo racconta il New York Times, citando fonti coinvolte nei negoziati.

Il punto: negoziati fermi

Lo status dei colloqui tra Stati Uniti, Russia e Ucraina resta incerto. Mentre il fronte orientale continua a essere teatro di combattimenti, dietro le quinte si moltiplicano tentativi di sbloccare lo stallo. Secondo quanto riportato dal quotidiano statunitense, funzionari ucraini avrebbero suggerito – inizialmente anche in modo semi-serio – di chiamare “Donnyland” una porzione del Donbass ancora contesa. La regione industriale nell’Ucraina orientale dove il Cremlino ha iniziato la guerra nel 2014.

Donnyland

Il nome unisce ‘Donbass’ e ‘Donald’. Il tentativo di spingere l’ex presidente a una posizione più dura contro le richieste territoriali russe. Ma il Donbass non è il Kennedy Center dove Trump ha inflitto il suo nome. Non è un profumo. Non è l’invito firmato dal Re Carlo. La Coppa del mondo di calcio creta per lui da Infantino. Quando la Polonia cercò di ottenere una base militare statunitense nel 2018, presentò l’idea con il nome di Fort Trump. Non è Disneyland.

E, lo stesso, non è un caso isolato. Netanyahu con l’ego di Trump è riuscito a far scoppiare la guerra in Iran. La squadra che cura i suoi social lo hanno convinto che fosse una buona idea la foto rimaneggiata dall’Intelligenza artificiale in cui Trump appare nelle vesti di Gesù. L’ego non è ago di sbilanciamenti. Resta inutile e pericoloso. La guerra in Ucraina è la guerra più sanguinosa in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale.

Disneyland è una terra devastata

Il nome “Donnyland”, che richiama “Disneyland”, è una terra che non si vorrebbe avere. Una zona del Donbass spoglia, bruciata e spopolata. Un parco divertimenti dopo una strage. Non una bella immagine.

L’area che Kiev vorrebbe chiamar “Donnyland” si estende per è lunga circa 80 chilometri e larga 65. È anche una delle zone più colpite dalla guerra. Oggi ci vivono tra le 100-190 mila persone, secondo stime diverse. L’economia è ridotta al minimo, poche attività rimaste, infrastrutture segnate dai combattimenti e dai bombardamenti. La zona è talmente vicina al fronte, che l’autostrada principale è ricoperta di reti per proteggerla dai droni russi.

Ipotesi futuro: zona neutrale o economica

Tra le opzioni sul tavolo, anche la creazione di una zona smilitarizzata o di un’area economica speciale non controllata completamente da nessuna delle due parti. Kiev ha valutato soluzioni con amministrazioni condivise o neutrali, purché Mosca non possa rivendicare il territorio a guerra finita.

Un’altra proposta è quella del “modello Monaco”. Un possibile mini-stato semiautonomo che avrebbe beneficiato dello status di zona economica offshore. L’espressione “modello Monaco” compare nelle bozze dei trattati, “Donnyland” è menzionata solo durante le discussioni.

Ma i colloqui si sono bloccati a fine febbraio

È terra di nessuno “Donnyland”. Nello stesso tempo è la chiave di tutto. Fin dall’incontro tra Trump e Putin in Alaska lo scorso agosto, l’amministrazione Trump ha fatto intendere di poter appoggiare un accordo di pace nel caso l’Ucraina si ritiri dalla regione di Donetsk, una delle province del Donbass.

Mosca insiste per il controllo totale del Donbass, l’Ucraina rifiuta di cedere territori strategici per evitare future offensive. Il nodo del Donbass è uno dei principali ostacoli all’accordo. Comunque si chiami, a chiunque si intitoli.

Il ruolo di Trump nei negoziati

Trump aveva promesso di chiudere la guerra rapidamente e i suoi emissari, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, lavorano da mesi a una soluzione. Ma secondo Kiev, Washington si sarebbe comportata più da mediatore che da alleato, alimentando frustrazione tra i negoziatori ucraini.

Il nome “Donnyland” non compare nei documenti ufficiali ma continua a circolare nei colloqui informali. Il presidente Vladimir Putin ha promesso di continuare a combattere finché le forze russe non raggiungeranno un confine amministrativo chiave ai confini del Donbass. Secondo quanto riporta il Nyt, sembra ci sia anche già una bandiera per “Donnyland”. Colore verde e oro. E c’è anche un inno nazionale. Per fare tutto, è stata utilizzata ChatGPT.

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