Dopo il cessate il fuoco, i leader a Parigi lavorano a una missione per la sicurezza dello Stretto. L’Italia offre navi con autorizzazione parlamentare
Si è conclusa all’Eliseo la conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, con la partecipazione in presenza del presidente francese Emmanuel Macron, del primo ministro britannico Keir Starmer, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del cancelliere tedesco Friedrich Merz. In totale, tra partecipanti in presenza e collegati da remoto, hanno preso parte ai lavori rappresentanti di circa cinquanta Paesi e varie organizzazioni internazionali.
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Una partecipazione globale
Alla conferenza hanno preso parte anche Cina, India e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, insieme a una lunga lista di Paesi rappresentati a livello di capi di Stato, di governo o delegazioni ministeriali.
Presenti anche le principali istituzioni internazionali: l’Unione europea con Ursula von der Leyen e l’Organizzazione marittima internazionale guidata da Arsenio Dominguez Velasco. Un formato ampio che riflette la portata della crisi e l’impatto sulle catene globali di approvvigionamento.
Macron: riaprire subito lo Stretto
Nel punto stampa finale, Macron ha sottolineato la necessità di una riapertura immediata e senza condizioni dello Stretto di Hormuz: «Chiediamo il ripristino del libero passaggio e il pieno rispetto del diritto marittimo».
Il presidente francese ha parlato di un «messaggio di speranza» ma anche di unità della comunità internazionale sulla sicurezza marittima in un’area da cui transita una quota decisiva del commercio energetico globale.

Starmer: missione difensiva e già dodici Paesi pronti
Il premier britannico Starmer ha accolto positivamente l’annuncio iraniano sulla riapertura dello Stretto, ma ha invitato alla cautela: «Dobbiamo verificare che l’accordo sia durevole».
Ha chiarito che la missione allo studio avrà natura esclusivamente difensiva e seguirà il cessate il fuoco. «Lo Stretto deve essere riaperto e senza pedaggi», ha aggiunto, annunciando che «oltre una dozzina di Paesi» si sono già detti disponibili a contribuire alla forza multinazionale.
Meloni: Hormuz centrale per negoziati e sicurezza globale
Meloni ha definito la riapertura di Hormuz «un elemento essenziale per qualsiasi soluzione del conflitto mediorientale», collegandola direttamente agli sviluppi della tregua in Libano e ai negoziati tra Stati Uniti, Iran e Israele.
La premier ha ricordato che dallo Stretto passa circa il 20% del consumo mondiale di petrolio e gas liquefatto, oltre a beni strategici come i fertilizzanti: «Una questione di enorme rilevanza economica e di sicurezza internazionale».
Italia pronta a contribuire con navi
L’Italia, ha spiegato Meloni, è pronta a mettere a disposizione unità navali, ma solo con autorizzazione parlamentare e in un quadro di cessazione delle ostilità.
La missione, ha precisato, avrà carattere esclusivamente difensivo e si inserisce nel solco delle operazioni europee già in corso come Aspides e Atalanta. «Un’esperienza preziosa», ha detto, anche per costruire una nuova presenza internazionale nell’area.
Una strategia più ampia tra diplomazia e sicurezza
La presidente del Consiglio ha sottolineato che la riapertura dello Stretto è solo uno dei tasselli: restano centrali il tema del programma nucleare iraniano e la costruzione di un quadro di sicurezza che eviti nuove escalation.
Il vertice di Parigi, ha concluso, «dimostra come l’Europa sia pronta a fare la sua parte», in un contesto di crisi che non riguarda solo il Medio Oriente ma anche altri fronti aperti come l’Ucraina.
Il cancelliere Merz ha auspicato una partecipazione degli Stati Uniti alla missione internazionale.
Lo scontro con Trump e la Nato
Intanto Donald Trump ha attaccato la Nato, invitandola a “stare alla larga” da Hormuz e definendola una “tigre di carta”. Parole che mostrano le tensioni tra alleati proprio mentre si tenta di costruire una risposta condivisa alla crisi. “Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una telefonata dalla Nato che chiedeva se avessimo bisogno di aiuto. HO DETTO LORO DI STARE ALLA LARGA, A MENO CHE NON VOGLIANO SOLO CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Sono stati inutili quando servivano, una tigre di carta! Presidente DJT”, ha scritto Trumpsu Truth.


















